solidarietà all’ingegner Sciacca. Incontro pubblico alla provincia.

Daniele Ialacqua e Gaetano Sciacca. ( foto di Corrado Speziale)

Di Tonino Cafeo

Il salone degli specchi di Palazzo dei Leoni  era stracolmo, ieri pomeriggio per l’assemblea organizzata da una vasta rete di associazioni e partiti in solidarietà con l’ingegnere capo del Genio Civile di Messina, Gaetano Sciacca. In tante e tanti hanno ascoltato con attenzione le parole del funzionario dello stato che ha saputo denunciare il saccheggio continuato del nostro territorio mettendo insieme  senso del dovere, passione civile e una invidiabile competenza tecnica.

Due gli obiettivi dell’incontro,  secondo Daniele Ialacqua ( portavoce cittadino di SEL), che ha moderato la discussione: dare il massimo sostegno all’attività del Genio Civile e fare il punto sullo stato dell’arte a quasi un anno dalla tragedia di Giampilieri. “ Mentre ancora buona parte delle popolazioni che hanno subito frane e alluvioni non sa dove trascorrerà il prossimo inverno- ha denunciato Ialacqua- Messina e provincia sono al centro di un ‘attività forsennata , i cui obiettivi spesso sono in contraddizione fra di loro. Le linee guida del PRG, ad esempio, destinano  la fascia collinare dei  Peloritani a parco urbano e , allo stesso tempo, rilanciano la “viabilità interna” con la costruzione di nuove strade. Prosegue l’apertura di cantieri sulle colline mentre si sognano isole artificiali al largo della zona falcata. Su tutto ciò  incombono i lavori del ponte, con annesse opere c.d.  “compensative”,mentre  le risorse  per scongiurare il rischio idrogeologico sono di gran lunga inferiori a ciò che occorrerebbe.”

Dubbi e interrogativi importanti a cui l’ingegner Sciacca non si è  sottratto. Ha illustrato i provvedimenti presi all’indomani dell’alluvione del primo ottobre ma  anche ricordato come il primo suo esposto alla Procura della Repubblica, in cui si denunciavano “comportamenti omissivo o lesivi del diritto alla pubblica incolumità” da parte di pubblici amministratori,    risalga al 29 aprile del 2009. Il dirigente del Genio Civile ha rivendicato poi con serenità la propria interpretazione delle leggi vigenti riconoscendone , in qualche caso, il carattere in po’ forzato. Una forzatura resa tuttavia necessaria dal dovere di difendere le vite dei cittadini.

Con l’aiuto di una serie di fotografie e grafici, Sciacca è entrato poi più direttamente nel merito dei problemi. “ Non sono le caratteristiche geografiche del territorio urbano ed extraurbano- ha ricordato- a creare i disastri. E neanche gli eventi metereologici. “  “ E’ l’attività umana , con la pretesa di poter superare con le soluzioni ingegneristiche i limiti posti dalla natura e quella di massimizzare i profitti sempre e comunque, all’origine dei disastri”.

“ Messina- ha proseguito- fino agli anni 60 era all’avanguardia nella capacità di progettare e programmare tenendo conto del rischio sismico ed idrogeologico. Negli ultimi trent’anni gli appetiti speculativi hanno fatto strame di quella cultura urbanistica, consegnandoci la situazione presente.”

Il dirigente ha infine  accennato agli interventi che il Genio Civile ha svolto ed ha in corso di svolgimento nelle zone alluvionate, con l’obiettivo di mitigare i rischi derivanti da possibili eventi naturali che potrebbero ripresentarsi in futuro. Interventi che si sarebbero evitati se in passato il Comune fosse intervenuto in difesa del territorio. “Compete al Sindaco difendere i cittadini ed i loro nuclei abitativi attraverso interventi mirati e strutturali”, ha detto Sciacca, il quale, deciso ed intransigente, non ha dubbi sul male che affligge il territorio in materia di pianificazione urbanistica: “Le linee guida del Comune di Messina attengono al mondo dei sogni e delle belle parole. Occorre, piuttosto, che vengano approvate le norme di attuazione con effetto immediato”.

Numerosi interventi hanno raccolto gli spunti  di discussione  e arricchito il dibattito con osservazioni e proposte. Santino Bonfiglio, della Retenoponte, rilanciando l’idea che i soldi destinati al ponte sullo stretto siano impegnati per affrontare il dissesto idrogeologico, si è chiesto come mai dei 300 milioni di euro stanziati per quest’emergenza solo 30 ( appena il 10%) siano stati assegnati a Messina ed ha proposto l’istituzione di un osservatorio permanente per la difesa del territorio.  Beniamino Ginatempo (rete rifiuti zero) ha ricordato che dovrebbe esistere un’anagrafe degli incendi boschivi della quale però , a due anni dalla tragica morte del sindacalista Matteo Cucinotta nel rogo di Patti, si sono perse le tracce. Saro Ansaldo Patti e il consigliere provinciale Franco Andaloro hanno comunicato la solidarietà all’ingegner Sciacca  rispettivamente della Lega per le autonomie locali e del PRC.

Anna Giordano, del WWF, ha esordito in forma ironica come, forse, ci si attendeva da una come lei: “Se qualche anno fa mi avessero detto che avrei difeso pubblicamente il capo del Genio Civile mi sarebbe venuto da ridere” ed ha proseguito  con un’ analisi attenta dello stato del territorio cittadino ricordando l’importanza della prevenzione . Gino Savoja, presidente provinciale della CIA, ha rivolto un accorato appello rivolto alla salvaguardia delle colture e delle nostre montagne;  Claudio Risitano, giovane dirigente di SEL, ha comunicato il bisogno di allargare la discussione alle cause dei problemi in cui la città si dibatte. “dal primo di ottobre la politica è sul banco degli imputati” ha denunciato: “possiamo elaborare straordinarie soluzioni tecniche,ma senza una riflessione sulla grammatica del vivere associato, sul modello di sviluppo che vogliamo non faremo passi avanti.” “ Bisogna combattere l’idea di periferia come ghetto prima mentale che fisico,  e guardare  il mondo con occhi “verdi” per cambiarlo con battaglie “rosse”.

Altri utili contributi sono venuti da Giuseppe Grioli, segretario cittadino del PD; da  Renato Accorinti; dal professor  Federico Martino, dall’avvocato Arena e dall’architetto Luciano Marabello, che sta seguendo la vicenda della STU del Tirone.

Il prossimo appuntamento , per tutti , sarà la costituzione dell’osservatorio cittadino sul dissesto del territorio.