Ponte: Messina dice ancora NO. Incontro con Gino Sturniolo della Retenoponte.

di Tonino Cafeo

Cresce la mobilitazione in vista della nuova manifestazione contro il Ponte sullo stretto che si svolgerà a Messina sabato 14 maggio, con partenza da piazza Cairoli alle ore 16. Alla vigilia dell’importante appuntamento la Rete Noponte moltiplica i propri sforzi per garantire la più ampia partecipazione al corteo puntando anche su una comunicazione fantasiosa e innovativa.

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Scaletta Zanclea contro il “ripascimento” all’amianto. Presentato un esposto alla Procura di Messina.

Via Puntale (Giampilieri) dopo il primo ottobre

di Tonino Cafeo

Fra i detriti alluvionali scaricati sulla spiaggia di Scaletta Zanclea anche frammenti di Eternit, il noto materiale per l’edilizia messo al bando per il suo essere composto principalmente da pericolosissimo amianto. Lo denunciano alcuni abitanti del comune ionico in un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Messina venerdì scorso.

Il documento indirizzato all’autorità giudiziaria segnala che  “In data 19 Aprile 2010 e nei giorni successivi notavamo arrivare camion che scaricavano sulla spiaggia di Scaletta Zanclea un ingento carico di terreno. Apprendevamo sul luogo che trattavasi di materiali dei torrenti che sono straripati in occasione della luttuosa alluvione del 1-10-2009. Abbiamo proceduto a una osservazione più da vicino e abbiamo riscontrato che frammisto al terreno c’era materiale che avrebbe dovuto essere conferito in apposite discariche,quali residui ferrosi pezzi di asfalto e plastiche varie.

Addirittura riscontravamo la presenza di frammenti di ETERNIT che potrebbero provenire da tettoie o serbatoi travolti dalla
furia delle frane e/o dalla demolizione di manufatti limitrofi i torrenti.”

Un ricco corredo fotografico evidenzia i particolari della denuncia che è supportata anche da una rete di associazioni e partiti , fra cui il PRC, Legambiente, Il PCL, Il comitato La nostra città, il comitato Nofrane della riviera ionica.

solidarietà all’ingegner Sciacca. Incontro pubblico alla provincia.

Daniele Ialacqua e Gaetano Sciacca. ( foto di Corrado Speziale)

Di Tonino Cafeo

Il salone degli specchi di Palazzo dei Leoni  era stracolmo, ieri pomeriggio per l’assemblea organizzata da una vasta rete di associazioni e partiti in solidarietà con l’ingegnere capo del Genio Civile di Messina, Gaetano Sciacca. In tante e tanti hanno ascoltato con attenzione le parole del funzionario dello stato che ha saputo denunciare il saccheggio continuato del nostro territorio mettendo insieme  senso del dovere, passione civile e una invidiabile competenza tecnica.

Due gli obiettivi dell’incontro,  secondo Daniele Ialacqua ( portavoce cittadino di SEL), che ha moderato la discussione: dare il massimo sostegno all’attività del Genio Civile e fare il punto sullo stato dell’arte a quasi un anno dalla tragedia di Giampilieri. “ Mentre ancora buona parte delle popolazioni che hanno subito frane e alluvioni non sa dove trascorrerà il prossimo inverno- ha denunciato Ialacqua- Messina e provincia sono al centro di un ‘attività forsennata , i cui obiettivi spesso sono in contraddizione fra di loro. Le linee guida del PRG, ad esempio, destinano  la fascia collinare dei  Peloritani a parco urbano e , allo stesso tempo, rilanciano la “viabilità interna” con la costruzione di nuove strade. Prosegue l’apertura di cantieri sulle colline mentre si sognano isole artificiali al largo della zona falcata. Su tutto ciò  incombono i lavori del ponte, con annesse opere c.d.  “compensative”,mentre  le risorse  per scongiurare il rischio idrogeologico sono di gran lunga inferiori a ciò che occorrerebbe.”

Dubbi e interrogativi importanti a cui l’ingegner Sciacca non si è  sottratto. Ha illustrato i provvedimenti presi all’indomani dell’alluvione del primo ottobre ma  anche ricordato come il primo suo esposto alla Procura della Repubblica, in cui si denunciavano “comportamenti omissivo o lesivi del diritto alla pubblica incolumità” da parte di pubblici amministratori,    risalga al 29 aprile del 2009. Il dirigente del Genio Civile ha rivendicato poi con serenità la propria interpretazione delle leggi vigenti riconoscendone , in qualche caso, il carattere in po’ forzato. Una forzatura resa tuttavia necessaria dal dovere di difendere le vite dei cittadini.

Con l’aiuto di una serie di fotografie e grafici, Sciacca è entrato poi più direttamente nel merito dei problemi. “ Non sono le caratteristiche geografiche del territorio urbano ed extraurbano- ha ricordato- a creare i disastri. E neanche gli eventi metereologici. “  “ E’ l’attività umana , con la pretesa di poter superare con le soluzioni ingegneristiche i limiti posti dalla natura e quella di massimizzare i profitti sempre e comunque, all’origine dei disastri”.

“ Messina- ha proseguito- fino agli anni 60 era all’avanguardia nella capacità di progettare e programmare tenendo conto del rischio sismico ed idrogeologico. Negli ultimi trent’anni gli appetiti speculativi hanno fatto strame di quella cultura urbanistica, consegnandoci la situazione presente.”

Il dirigente ha infine  accennato agli interventi che il Genio Civile ha svolto ed ha in corso di svolgimento nelle zone alluvionate, con l’obiettivo di mitigare i rischi derivanti da possibili eventi naturali che potrebbero ripresentarsi in futuro. Interventi che si sarebbero evitati se in passato il Comune fosse intervenuto in difesa del territorio. “Compete al Sindaco difendere i cittadini ed i loro nuclei abitativi attraverso interventi mirati e strutturali”, ha detto Sciacca, il quale, deciso ed intransigente, non ha dubbi sul male che affligge il territorio in materia di pianificazione urbanistica: “Le linee guida del Comune di Messina attengono al mondo dei sogni e delle belle parole. Occorre, piuttosto, che vengano approvate le norme di attuazione con effetto immediato”.

Numerosi interventi hanno raccolto gli spunti  di discussione  e arricchito il dibattito con osservazioni e proposte. Santino Bonfiglio, della Retenoponte, rilanciando l’idea che i soldi destinati al ponte sullo stretto siano impegnati per affrontare il dissesto idrogeologico, si è chiesto come mai dei 300 milioni di euro stanziati per quest’emergenza solo 30 ( appena il 10%) siano stati assegnati a Messina ed ha proposto l’istituzione di un osservatorio permanente per la difesa del territorio.  Beniamino Ginatempo (rete rifiuti zero) ha ricordato che dovrebbe esistere un’anagrafe degli incendi boschivi della quale però , a due anni dalla tragica morte del sindacalista Matteo Cucinotta nel rogo di Patti, si sono perse le tracce. Saro Ansaldo Patti e il consigliere provinciale Franco Andaloro hanno comunicato la solidarietà all’ingegner Sciacca  rispettivamente della Lega per le autonomie locali e del PRC.

Anna Giordano, del WWF, ha esordito in forma ironica come, forse, ci si attendeva da una come lei: “Se qualche anno fa mi avessero detto che avrei difeso pubblicamente il capo del Genio Civile mi sarebbe venuto da ridere” ed ha proseguito  con un’ analisi attenta dello stato del territorio cittadino ricordando l’importanza della prevenzione . Gino Savoja, presidente provinciale della CIA, ha rivolto un accorato appello rivolto alla salvaguardia delle colture e delle nostre montagne;  Claudio Risitano, giovane dirigente di SEL, ha comunicato il bisogno di allargare la discussione alle cause dei problemi in cui la città si dibatte. “dal primo di ottobre la politica è sul banco degli imputati” ha denunciato: “possiamo elaborare straordinarie soluzioni tecniche,ma senza una riflessione sulla grammatica del vivere associato, sul modello di sviluppo che vogliamo non faremo passi avanti.” “ Bisogna combattere l’idea di periferia come ghetto prima mentale che fisico,  e guardare  il mondo con occhi “verdi” per cambiarlo con battaglie “rosse”.

Altri utili contributi sono venuti da Giuseppe Grioli, segretario cittadino del PD; da  Renato Accorinti; dal professor  Federico Martino, dall’avvocato Arena e dall’architetto Luciano Marabello, che sta seguendo la vicenda della STU del Tirone.

Il prossimo appuntamento , per tutti , sarà la costituzione dell’osservatorio cittadino sul dissesto del territorio.

Difendiamo il nostro territorio: una rete di associazioni e partiti accanto all’ l’ingegnere capo del Genio Civile Sciacca.

di Tonino Cafeo

Un funzionario pubblico che svolge il proprio compito con passione e uno spiccato senso dell’etica. Nel classico “paese normale” non farebbe notizia, a Messina finisce sui giornali e sulle bocche di molti  come un  eroe o viceversa come “rompiballe”. Parliamo di Gaetano Sciacca, ingegnere capo del Genio Civile, da mesi al centro dell’ attenzione e delle polemiche degli addetti ai lavori per lo stile con cui si oppone, quasi in solitudine,  al sacco edilizio della città.

Da oggi l’ ingegnere capo è meno solo. Una rete di partiti e di associazioni si sta formando attorno ad un appello che esprime apprezzamento per  un impegno  “volto ad attuare concreti interventi a tutela del territorio, richiamando al rispetto della normativa vigente, con motivate e concrete critiche a coloro che pretendono di costruire in ogni dove – complice una variante urbanistica scellerata – senza preoccuparsi delle conseguenze innescate nel territorio con gravi rischi per i cittadini.”

L’iniziativa,   presentata stamattina in una conferenza stampa alla Provincia , sfocerà in un’assemblea pubblica che si terrà martedì prossimo alle 17 nell’aula consiliare di Palazzo Dei Leoni. Due gli obiettivi illustrati da Daniele Ialacqua ( SEL): esprimere solidarietà all’ ingegner Sciacca e , soprattutto, fare il punto con lui sull’emergenza idrogeologica e sull’inarrestabile speculazione che , oltre ogni ragionevolezza, continua a prendere d’assalto Messina le sue coste e le sue colline.

“Alla luce di quanto accaduto il primo ottobre- si legge infatti nell’appello– è evidente l’inadeguatezza degli strumenti di pianificazione, l’insufficienza  degli interventi di salvaguardia del territorio,  e si avverte la necessità di aprire una riflessione su anni di “mani sulla città” da parte di molti palazzinari e speculatori senza scrupoli che – complici gli strumenti urbanistici vigenti – hanno continuato ad urbanizzare luoghi assolutamente inidonei dando vita ad una  scoordinata edilizia residenziale, spesso senza adeguati controlli, sprezzante delle regole  connesse ad una razionale urbanizzazione ed alle reali esigenze di nuovi insediamenti, gravando su infrastrutture insufficienti a sopportare l’eccessivo carico dei servizi primari conseguenti, laddove le urbanizzazioni primarie e secondarie sono rimaste lettera morta e le risorse derivanti dai relativi versamenti obbligatori usate per altri scopi.”

Numerosi interventi hanno approfondito specifici aspetti della questione e lanciato proposte che saranno approfondite nell’incontro di martedì. Santino Bonfiglio, della Retenoponte, rilanciando l’idea che i soldi destinati al ponte sullo stretto siano impegnati per affrontare il dissesto idrogeologico, si è chiesto come mai dei 300 milioni di euro stanziati per quest’emergenza solo 30 ( appena il 10%) siano stati assegnati a Messina ed ha proposto l’istituzione di un osservatorio permanente per la difesa del territorio.  Beniamino Ginatempo (rete rifiuti zero) ha ricordato che dovrebbe esistere un’anagrafe degli incendi boschivi della quale però , a due anni dalla tragica morte del sindacalista Matteo Cucinotta nel rogo di Patti, si sono perse le tracce. Saro Ansaldo Patti e il consigliere provinciale Franco Andaloro hanno comunicato l’adesione all’iniziativa rispettivamente della Lega per le autonomie locali e del PRC. Significativa la presenza di due giovani amministratori del PD  Francesco Quero e Alessandro Russo , presidenti della IV e della V circoscrizione, in prima linea su questioni come quella del Tirone o la salvaguardia del verde pubblico di San Licandro da nuove colate di cemento.

Fra le adesioni ricevute dai promotori dell’appello anche quelle di :Arci territoriale Messina, Casamatta della Sinistra, circolo PD “La Libertà”,  Ecologia solidale, Italia Nostra, Legambiente Messina, Lega autonomie locali, Mondo sostenibile, Rifiuti Zero, Rifondazione comunista, Sinistra ecologia libertà, WWF, Arcigay-circolo Makwan, Energia Messinese.  E’stato anche creato un evento su Facebook che ha raccolto già 61 adesioni di singoli cittadini.

Tanti Si un solo No. Presentata a Messina in conferenza stampa la manifestazione nazionale contro il Ponte.

di Tonino Cafeo

Mancano due giorni a sabato 19 e l’attesa è ormai febbrile. La manifestazione nazionale  contro il ponte sullo Stretto riceve di giorno in giorno nuove, autorevoli adesioni mentre i preparativi di quella che nella conferenza stampa di oggi è stata definita “una grande festa di popolo”, giungono alle ultime battute.

” Attendiamo dalla sola Sicilia circa tredici autobus- comunica con grande soddisfazione Tiziana Barillà, addetta stampa della parte calabra di Retenoponte- e altrettanto grande si preannuncia la partecipazione dalle tre città dello stretto come dal resto della Calabria”. Leggi il seguito di questo post »

Alluvione: ad un mese dagli eventi gli sfollati riprendono la parola.

di Tonino Cafeo

A un mese dall’alluvione di Giampilieri la partenza degli inviati dei grandi giornali e lo spegnersi dei riflettori delle tv non significa tornare alla “normalità”. Negli alberghi e nei villaggi turistici dove sono ospitati abitanti delle zone colpite si vive alla giornata, interrogandosi sul destino di ognuno e su quello generale di comunità colpite al cuore e costrette a una diaspora di cui non si intravede la fine. Leggi il seguito di questo post »

L’alluvione e le promesse da Cavaliere. Messina alza la voce

di Tonino Cafeo

E’ bastato il passaparola con gli sms e sui social networks, ieri, per mobilitare centinaia di cittadini che si sono ritrovati davanti la Prefettura di Messina a contestare il Presidente del Consiglio e gli altri esponenti dei governi nazionale e regionale calati in città in seguito alla disastrosa alluvione di Giampilieri e Scaletta Zanclea.

Le modalità,per così dire, inusuali con cui il capo dell’esecutivo ha condotto la conferenza stampa -un lungo monologo interrotto solo da brevi interventi del presidente della Regione Lombardo, escludendo ogni possibilità per i giornalisti presenti di fare domande- hanno suscitato più di una perplessità e molte reazioni negative.

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