L’opinione: “il comportamento di Buzzanca? Non si può accettare!”

di Stefania Radici ( esecutivo regionale di SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’)

In questi giorni ho preso parte all’assemblea e alla conferenza stampa  indette dalla CGIL di Messina  a seguito di un episodio – l’ennesimo – di insopportabile abuso di potere da parte dell’amministrazione Buzzanca, che ha fatto pervenire una lista nera di “ospiti indesiderati” agli operatori delegati a rilasciare i badge di ingresso al Comune. A farne le spese i lavoratori della Cooperativa Futura, accompagnati dal Segretario Generale CGIL di Messina e dalla Segretaria della FP CGIL, ai quali è stato impedito di entrare, colpevoli – forse – di essersi già “troppo” doluti nei confronti del sindaco, per il fatto che la Cooperativa che eroga servizi per conto del Comune non li paga da mesi.
Questo episodio non è un fatto isolato, ma l’ultimo di una lunga serie. Il sindaco è aduso a gestire la cosa pubblica come se fosse cosa privata, cosa sua…casa sua. Ricordo che, sempre a sua discrezione, ha consentito ad associazioni amiche – finanche di stampo parafascista – di organizzare iniziative nelle piazze principali della città, mentre l’ha impedito ad associazioni e partiti invisi. Ricordo che una sera di circa un mese fa un gruppo di ragazzi che si erano riuniti a Piazza Duomo per stare insieme e divertirsi in compagnia di un tipo che suonava la chitarra sono stati bruscamente invitati ad andarsene dalle c.d. forze dell’ordine e quelli che hanno esitato, asserendo di non commettere alcun illecito, sono stati malmenati: un poliziotto ha persino brandito la pistola contro di loro. Una storia di violenza e arroganza poliziesca che in una città civile e democratica avrebbe sollevato la stizza o il biasimo delle autorità pubbliche, ma a Messina la colpa è stata addebitata ai giovani, tacciati di essere facinorosi.

Sono molte le vicende che ci parlano di una concezione del potere autoritaria, militaresca e personalistica. Ogni volta, sento un lembo della democrazia venire meno. Quando, in una città in cui non esistono luoghi liberi di incontro e aggregazione per piccoli, giovani e anziani, gli spazi pubblici sono continuamente inibiti, tutte le volte che sono operate restrizioni arbitrarie alle libertà personali o sono limitati gli spazi di agibilità democratica, io ho paura: ho paura perché viene attaccata la dimensione collettiva della cittadinanza, le condizioni per stare insieme, fare comunità e esprimere anche un punto di vista diverso da quello del potere costituito. Avverto riecheggiare una certa aria fascista che mi preoccupa e mi indigna. E non posso accettarlo…

Il diritto di opinione, la libertà di manifestare il proprio pensiero, di dissentire, di organizzarsi collettivamente non sono vezzi o leziosità della democrazia: sono elementi costitutivi di un ordine democratico, le condizioni affinché esista la sfera del pubblico e del collettivo. Se viene meno la dimensione collettiva, gli individui vengono gettati in una condizione di solitudine e assoluta vulnerabilità.

Anche quando si ritroveranno in uno stato di indigenza o disoccupazione, verranno meno le ragioni perché la comunità – attraverso l’istituzione pubblica – si prenda carico di loro, intervenga per temperare la loro sofferenza e le loro difficoltà. Si dirà: “Che ognuno pensi per sé e si procacci i mezzi per vivere. Se non cela fa, affari suoi”.

Poco a poco, senza che nessuno se ne accorga, mentre le difficoltà della vita quotidiana occultano gli attacchi alle libertà democratiche, rischiamo di assuefarci ad un sistema autoritario.

Reagire allora è una necessità, farlo ricercando la connessione delle forze associative e partitiche a cui sta a cuore la democrazia, un dovere. Insieme dobbiamo riprenderci gli spazi pubblici, che sono le casamatte della democrazia, la base e i presidi democratici di una comunità. Insieme dobbiamo avviare un percorso lento e molecolare, che punti a riaffermare nella cultura della società i principi ed i valori a fondamento della nostra Costituzione.

Solo riaffermando le ragioni della Costituzione – una Costituzione pensata e scritta per contrastare il ritorno del fascismo – possiamo attrezzarci contro gli abusi del potere e contrastare i suoi disegni autoritari.

Riprendiamoci le piazze, riprendiamoci gli spazi pubblici, rianimiamoli e ripopoliamoli. Mobilitiamoci contro le disuguaglianze, i privilegi e i favori, contro la violenza e la paura, contro i mali che questa amministrazione sta iniettando nella società. Rivendichiamo i nostri diritti e le nostre libertà democratiche! Facciamolo, qui e ora!