Ardizzone (Udc): caso Siremar, Cascio convochi Lombardo per riferire

Palermo – “Il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, convochi con urgenza, a data e giorno certo, il presidente Lombardo per riferire in aula sulla vicenda Siremar. Una vicenda che può essere ormai considerata una metafora triste di quattro anni di malgoverno“. Lo ha affermato con forza nel corso del suo intervento a Sala d’Ercole il deputato regionale dell’Udc Giovanni Ardizzone.”Di fronte ad una gara annullata dal Tar – prosegue Ardizzone -assistiamo ad un presidente della Regione che persevera nel mortificare e offendere il ruolo dell’Assemblea e dei suoi deputati. Inizialmente mi era stato negato l’accesso agli atti e solo dopo un atto stragiudiziale notificato alla Regione sono stato messo a conoscenza di alcuni di quegli atti procedurali. Il governo ha il dovere di riferire in Aula su questa vicenda, soprattutto in un momento in cui i trasporti per le isole minori sprofondano nella più totale incertezza. Una grave compromissione per il turismo siciliano”.

“Top secret”

Un libro può aiutare a capire quanto spendiamo per gli 007: almeno 565 milioni di euro l’anno. E’ l’unico dato ufficiale, risalente al 2010, che non comprende però altri fondi top secret dirottati dalla presidenza del Consiglio per finanziare operazioni classificate, come il supporto alle missioni militari estere o i voli della compagnia di copertura spesso usata come taxi dai politici. Ma lo stanziamento è destinato a lievitare: per il 2013 si prevede di arrivare a 645 milioni di euro. Un aumento, nonostante la crisi. O forse a causa proprio della crisi, che dovrebbe obbligare i nostri apparati di prevenzione a un ulteriore sforzo per informare le istituzioni sul moltiplicarsi di fronti di tensione, interna o internazionale. Il guaio è che troppo spesso i nostri 007 invece di prevenire arrivano in ritardo. E questo è solo uno dei problemi messi in evidenza da Piero Messina, giornalista d’inchiesta e collaboratore de “l’Espresso”, in “Il cuore nero dei servizi” (Bur Rizzoli, 306 pagine, 12 euro). Il saggio ricostruisce una vasta serie di scandali e intrallazzi andati a segno durante la seconda Repubblica, dalla celebre “Zarina” che si era impadronita del Sisde fino ai recentissimi appalti gestiti dalla Cricca e agli intrecci pericolosi con Finmeccanica e Telecom. Molto inquietante il capitolo sull’attività opaca svolta nella lotta alla criminalità organizzata, da Palermo a Napoli, dove spesso il confine tra collusione e ragione di Stato diventa confuso.

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Spioni dal cielo

Tra il 2007 e il 2010, lo Stato italiano ha speso  1,137 miliardi per acquistare da Thales Alenia Space 4 supersatelliti in grado di “vedere” anche di notte e oltre le nubi oggetti fino a 40 centimetri. Il ministro La Russa li ha affidati al Ris, il servizio militare di nuova istituzione che agisce senza regole e controlli. Nessuno sa cosa “osservano” e chi utiulizza i dati.

Fonte:  L’espresso

Bandito Giuliano, ancora un flop

PALERMO – Resta ancora senza risposta il giallo su Salvatore Giuliano. Dai reperti certamente attribuibili al bandito, analizzati su disposizione della Procura di Palermo dai medici legali incaricati di accertare se quello sepolto sia il corpo del re di Montelepre, non è possibile estrarre il dna utile a una comparazione col profilo genetico del cadavere riesumato nei mesi scorsi.

Settant’anni fa nasceva il primo computer ma nessuno se ne accorse

Aveva le dimensioni di un armadio a muro, il peso di una tonnellata. Aveva bisogno di un secondo di tempo per eseguire una semplice moltiplicazione. Il suo nome era ‘Z3’: è stato il primo computer completamente programmabile e automatico (non il primo computer elettronico, un primato che va all’ABC, prodotto negli Stati Uniti alla fine degli anni trenta). Usava i numeri binari e aveva una memoria sufficiente per 64 parole di 22 bit.

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Massoneria – Lettera aperta e piena di diffide, per il “Caro Fratello Silvio”

 gt – Lettera Aperta n.1 al Fratello Silvio Berlusconi del 26 luglio 2010
(ed Esortazioni a Bersani, D’Alema, Veltroni, Di Pietro, Casini, Rutelli)
di Gioele Magaldi

Caro Fratello Silvio,

mettiamola in questi termini: con questa Lettera Aperta n.1 (ne seguiranno altre, perchè la “posta in gioco” è piuttosto complessa e importante) cercherò di aiutare Te a recuperare memoria e consapevolezza degne di un’aspirante statista (sono quasi 20 anni che “aspiri”…) e tenterò di ispirare nei (talora distratti e negligenti) media nazionali qualche nozione più precisa sul tuo percorso esistenziale e politico. Un’opera utile, spero, a beneficio di storici e cronisti; valida sia per l’”illuminazione” dei contemporanei che per le ricerche/analisi dei posteri, che altrimenti sarebbero irrimediabilmente falsate e mistificate ad Arte.

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