Cani a passeggio: A Messina si discute di una fantomatica ordinanza che eleverebbe verbali contro i padroni fino a 600 euro di multa e minacciando 6 mesi di arresto: ma é costituzionale tutto ciò?


di S.I.

Nemmeno un centesimo in più per provare, se non a risolvere, almeno a tamponare il gravissimo problema del randagismo nella città peloritana (cifre stimate tra le 4mila e oltre le 12mila unità solo in termini canini e a seconda delle fonti citate, quella più ansiogena da parte dell’associazione ‘Chi li ama ci segua”) ma continue minacce per i possessori di cani (multe fino a 600 euro e 6 mesi di arresto per la mancata raccolta delle deiezioni canine), terrorizzando anche i più civili tra i conduttori di cani, che si portano dietro l’occorrente per raccogliere il tutto e devono sentirsi persino insultati da altri cittadini che, spesso senza prova alcuna,  li accusano di misfatti inesistenti o prodotti da altri, dalle stesse persone che sarebbero capaci di innescare una sorta di rivoluzione per la parvenza di presenza di una pipì canina anche a distanza chilometrica ma poi assolutamente passivi di fronte ai chili di eternit o di materiale non biodegradabile e pericoloso scaricato dietro la porta delle loro case.

Sono i paradossi i quali si é costretti a subire adesso un pò dappertutto, da quando contro la presenza di normali popolazioni canine al guinzaglio, o feline in colonia, si é innescato un invivibile processo di sfogo delle frustrazioni personali ed istituzionali che fa di ogni animale un potenziale alibi, politica spesso inopportunamente sostenuta anche da elementi componenti dei mass-media che dovrebbero certamente adottare maggiore moderazione.

Fermo restando che non vogliamo certamente assolvere gli incivili tra i possessori di animali, che non ottemperando a normalissime pratiche di pulizia ed educazione (che certo una maggiore presenza di cassonetti e luoghi di deposito favorirebbe), rischiano di alimentare una sorta di sottile o palese odio, pur immotivato, nei confronti dei nostri stessi amici animali da parte di molti ignoranti, ci poniamo decisamente contro l’uso infinito e sempre più pressante di queste prassi – anche codificate, con il dubbio però della loro costituzionalità – che certamente rischiano di aggravare il fenomeno che dovremmo invece combattere – quello del randagismo -, stancando i meno tenaci tra i possessori di animali, che potrebbero dcidere di separarsene, non essendo in alcun modo supportati da una coscienza civile che si renda conto della gravità del fenomeno già in atto e nel quale contesto la Sicilia risulta abastanza passiva (con Messina tra le città della nostra regione che ne porta la bandiera della rassegnazione e dell’inciviltà – come sostenuto da Gandhi, che la civiltà di un popolo si vede immediatamente da come esso tratta gli animali) con istituzioni che su questo fronte dire che abbiano latitato è atto di puro eufemismo, mancando di sostenere le forze più attive, che si battono in favore degli animali medesimi, e rischiando di porre sempre più sotto un giogo insopportabile chi ha avuto la grande pazienza di occuparsene. Un ‘gioco’ (si scusi lo scherzo di parole) al quale non intendiamo più prestarci.

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