Spese militari da record, 1.740 miliardi per le armi


foto di Elina Gugliuzzo

di Sergio Andreis

La spesa militare globale nel 2011, secondo i dati resi noti lo scorso 17 aprile dal Sipri, ha continuato ad aumentare: dello 0,3% in termini reali rispetto al 2010, raggiungendo i 1.740 miliardi di dollari. Il totale era di 1.630 miliardi nel 2010 con gli aumenti più consistenti registrati per quell’anno in Sud America (5,8%) e Africa (5,2%), mentre in Asia e Oceania l’incremento era stato dell’1,4%. L’Europa aveva registrato un calo del 2,8% ma resta, dopo il Nord America, la regione che spende di più. Nel 2011 le diminuzioni registrate negli Usa, nella Ue, in America Latina e in India sono state compensate dai forti aumenti di Russia (+9,3%) e Cina (+6,7%). I primi dieci paesi per spesa militare nel 2010 raggiungono il 75% del totale, con i soli Stati uniti al 43%, molto avanti rispetto alla Cina, al secondo posto. Ma se si considera la Ue, già la somma di Regno unito, Francia, Germania e Italia è superiore al dato cinese. La quota del pil varia dall’1,0% del Giappone al 10,4% dell’Arabia saudita, con tre dei dieci paesi che spendono di più – Russia, Arabia saudita e Stati uniti – che hanno superato la media globale del 2,6%.
Il Sipri nota che «nonostante la crisi finanziaria del 2008 e la successiva recessione globale, i produttori e le imprese che forniscono servizi militari hanno continuato a incrementare le vendite di armi. L’attività di acquisizione ha conosciuto una generale ripresa, anche da parte di paesi non-Ocse». Da alcuni anni l’istituto svedese propone il Sipri Top 100, che ordina le maggiori imprese produttrici (esclusa la Cina) in base al volume delle vendite di armi. I dati più recenti si riferiscono al 2010: le vendite totali delle Sipri Top 100 sono ancora aumentate raggiungendo i 411,1 miliardi di dollari (più 60& in termini reali dal 2002) e l’industria mondiale delle armi continua ad essere fortemente accentrata, con le prime dieci industrie che coprono il 56% delle vendite totali di armi.
Sul versante del commercio internazionale di armi: i trasferimenti di armamenti convenzionali cosiddetti maggiori – per distinguerli dalle armi leggere – nel periodo 2006-2010 sono aumentati del 24% rispetto al periodo 2001-2005, confermando la tendenza alla crescita. Stati uniti e Russia sono i principali esportatori (53% del volume totale), la maggiore regione di destinazione è stata l’Asia-Oceania (43%), seguita dall’Europa (21%) e dal Medio Oriente (17%). Fra gli stati, l’India si colloca al primo posto nel periodo 2006-2010, la Cina seconda. Infine le testate nucleari: al gennaio 2011 otto stati – Usa, Russia, Regno unito, Francia, Cina, India, Pakistan e Israele – sono in possesso di più di 20.500 armi nucleari, tra quelle operative, le riserve, quelle in condizione di stoccaggio (attivo o meno) e quelle ancora intatte ma destinate allo smantellamento. Su questo totale, più di 5.000 armi nucleari sono dispiegate e pronte all’uso.

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