Un motorino per la sinistra radicale


di Citto Saija

Finalmente qualcosa comincia a muoversi in Sicilia in senso unitario. Su iniziativa della segreteria regionale di Rifondazione comunista è stato lanciato un appello per costruire, in viste delle prossime elezioni regionali, una “lista unitaria della sinistra alternativa” o sinistra radicale. Un tentativo utile per fare come in Grecia.

Ci piace evidenziare l’avvio dell’appello, un vero e proprio motorino, che può indurre, nella frammentazione esistente, ad una seria riflessione. “Il risultato delle elezioni amministrative di Palermo ci dice che è possibile scrivere una nuova pagina nella storia della Sicilia, di riscatto, di democrazia; di giustizia sociale, della legalità del bene comune. Non è solo un’aspirazione, ma il punto di partenza obbligato per offrire una risposta credibile ed efficace alle politiche liberiste di Monti e alla crisi economica, con la loro scia di chiusure, licenziamenti, esodati, cancellazione dell’art.18, desertificazioni produttive, abbandono delle campagne, di precarietà e lavoro nero per i giovani, il 52% di disoccupazione femminile, di tagli alla sanità e alle spese sociali, di attacco ai diritti e alle conquiste delle donne.

In Sicilia assistiamo ad una grande barzelletta: il Partito democratico che ha condiviso le scelte lombardiane darebbe la sfiducia ad un governo regionale nato morto e che termina a causa delle indagini giudiziarie nei confronti di Lombardo.

L’unità delle sinistre radicali e delle forze di alternativa porterebbe alla rottura di un sistema che da anni domina la nostra regione. E l’appello, rivolto a tutti coloro che credono nel cambiamento, propone programmi concreti che devono trovare consistenza nelle gambe dei cittadini: dalle lotte per l’affermazione del diritto allo studio e del diritto al lavoro (pensiamo a Messina e a Termini Imerese) all’impegno per l’acqua pubblica (come sancito dalla grande maggioranza del popolo italiano nel referendum) e contro le privatizzazioni dei servizi pubblici; al diritto alla mobilità dei siciliani verso il continente e per battere la politica antiambientalista della cementificazione delle coste, dei rigassificatori e degli inceneritori e delle discariche onnicomprensive. Ma vi è anche la riaffermazione di una politica pacifista contro le tante militarizzazioni del territorio: da Sigonella a Birgi al famigerato Muos di Niscemi in provincia di Caltanissetta.

L’appello punta proprio ad una lista unitaria della sinistra sociale e politica che può proporsi, individuando anche un candidato per la presidenza della Regione, l’obiettivo di sorpassare le forze conservatrici e quindi governare la Sicilia.

Vogliamo anche sottolineare il significato dell’alternativa per non restare alle semplici parole. Su questo termine, spesso usato ma non attuato, è necessario fare chiarezza, perché costituisce il nocciolo del cambiamento.

Si tratta ovviamente di una vera e propria rivoluzione culturale: la Sicilia ha tantissime risorse, naturali e umane, e può impegnarsi a fondo in un modello economico e di convivenza civile che mai è stato praticato anche se la nuova sinistra ne parla da almeno trenta anni.

Costruire innanzitutto una democrazia partecipata “fondandola sul metodo delle pratiche di relazione, della valorizzazione del pensiero della differenza nell’impegno a sostenere politiche attive per l’occupazione e per una crescita che valorizzi le risorse umane, culturali, naturali, ambientali esistenti in Sicilia”.

In parole povere quello che molti di noi, da anni, hanno definito lo sviluppo autocentrato. Fondato proprio sulle nostre tante risorse. Di fronte alla grande crisi dell’economia neoliberista, è l’unica strada vincente per una vera crescita economica e umana.

Giustamente, nell’appello si parla di un “progetto politico meticcio”. Dobbiamo essere orgogliosi di essere meticci data la nostra collocazione al centro del Mediterraneo. Potremmo anche parlare di una politica mediterranea della nostra Regione. Questa può essere la vera autonomia siciliana e non quella che ha dominato fino ad oggi sotto l’ombrello della mafia.

Si tratta di iniziare finalmente la grande avventura per una Sicilia diversa che potrebbe diventare un modello da seguire. La vera sinistra diffusa sarà capace di fare l’unica scelta possibile che la gente capirà?

Il motorino è stato comunque avviato.

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