La “Casa delle Culture” ospita le opere di Vittorio Ballato e Antonella Papiro


di Francesco Carini

Sarà visibile fino al 30 giugno 2011, presso la “Casa delle Culture” di Acquedolci (sita in Via Vittorio Emanuele II), la mostra inaugurata giorno 5 presso la sala consiliare dello stesso comune nebroideo. Facente parte del progetto “Alchimia della Bellezza” e organizzata dall’Associazione Culturale Mediterraneo (presieduta dall’ingegnere e giornalista Farid Adly), l’esposizione assume un doppio ed interessante profilo per la differenza negli stili dei lavori di Antonella Papiro e Vittorio Ballato.

La prima rappresenta un’artista in cui ritrattistica e fotografia si mescolano dando vita ad un interessante ensemble di realismo e spontaneità.

Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Palermo e docente presso la “Leonardo Da Vinci” di Capo d’Orlando, Antonella Papiro si è subito indirizzata verso studi riguardanti l’arte. Ama ritrarre personaggi del cinema o gente famosa che comunque ha avuto un ruolo importante nella propria crescita personale. La sua poliedricità la porta anche a cimentarsi nella recitazione teatrale e nella musica (suona pianoforte e chitarra). Ciò che più colpisce delle sue opere è l’interesse nel cogliere il lato informale del soggetto rappresentato e non quello istituzionale, andando direttamente alla sua essenza e facendo notare un legame con l’attività di artista di strada che ha caratterizzato gli inizi della sua carriera, in cui le persone rappresentate assumevano un’importanza fondamentale rispetto al contesto in cui si trovavano.

Invece Vittorio Ballato, nato a Messina e residente a Sant’Angelo di Brolo, è un autodidatta avvicinatosi alla pittura più lentamente, grazie ad un percorso autonomo (a parte l’importante esperienza con il maestro turco Melek), fatto di passione e contaminazioni che rimandano alla letteratura e al cinema, in cui le varie arti si mescolano ai colori e al proprio stato d’animo, per un mix esplosivo che non vede sentieri tracciati da altri. Ballato è un artista nel vero senso della parola, in una continua fase di sperimentazione che l’ha portato dalle copie di Picasso e Kirchner del 2001 ai dipinti espressionisti a olio ed acrilico, passando dal graffitismo fino a raggiungere l’attuale periodo caratterizzato dall’utilizzo della tecnica esplosiva, attraverso la quale colpisce l’occhio dell’osservatore, che resta irrimediabilmente folgorato dalla potenza espressiva dell’opera.

Gianni Giuffrè ha scritto di lui: «Vittorio Ballato traduce il tempo. Il tempo che corrode la materia. Il tempo che oscura spazi e forme, soggetti ad un abbandono voluto e la sua voglia di far emergere  la vita e la luce, che la interpreta, dai più oscuri contorni».

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