Altro che ponte: la Sicilia è stata eliminata


di Panteno

La stazione centrale di Messina sembra ormai un deserto. Solo quattro treni vanno verso il cosiddetto continente. I treni notturni per Roma sono due ed uno diurno nella mattinata. Poi nel pomeriggio vi è il quarto treno per Milano. Ma questo treno con letti e cuccette non passa per Bologna e Firenze, ma percorre il tragitto del vecchio treno notte per Torino, arrivando a Genova e poi a Milano senza arrivare a Torino. Chi vuole andare oltre Roma, una volta arrivato a Roma deve cambiare treno e prendere i treni eurostar di Trenitalia o di Montezemolo.I costi ovviamente sono aumentati, i disagi, soprattutto per famiglie e persone anziane, sono indescrivibili e l’intera Sicilia è stata tagliata fuori dall’Italia. I lavoratori sono stati licenziati e i siciliani non possono utilizzare il servizio di trasporto pubblico che un tempo esisteva.

I lavoratori si illudono credendo nell’impegno di alcuni parlamentari messinesi perché tali parlamentari appartengono alle forze politiche che sostengono il governo Monti e il governo è responsabile dei licenziamenti e dell’emarginazione della Sicilia.

Stare oggi dalla parte della gente significa licenziare in tronco l’amministratore delegato delle Ferrovie che gestisce con la logica del privato un servizio che dovrebbe essere pubblico. Qualcuno ha chiesto all’ex banchiere Passera, che dovrebbe  occuparsi del trasporto pubblico, notizie sul famigerato ponte sullo stretto. E Passera, come aveva anche fatto Prodi, dice che il ponte sullo Stretto non è una priorità. E poiché il potere forte dei cementieri va tenuto buono, il ministro del governo Monti, sostenuto dal Partito democratico, non ha il coraggio di dire che la “società Stretto di Messina”, un inutile ente mangiasoldi, va subito sciolto abrogando la legge che lo istituiva. Lasciare in vita la “società Stretto di Messina” significa lasciare in circolazione una mina vagante. Ciucci, in questo momento è in sonno e certo aspetta tempi migliori per svegliarsi con il suo patetico ponte.

Ed allora bisognerebbe dire a Monti e confratelli che la priorità, per la Sicilia e la Calabria, sono i treni notte a lunga percorrenza per Milano, Torino, Venezia, Roma e più treni diurni per Roma. Questa necessità elementare dovrebbe essere richiesta a gran voce dalla Regione siciliana e da tutti i sindaci della Sicilia.

Intanto i lavoratori della Servirail resteranno sul campanile. Forse i treni notte, nel percorso del centro e del nord, potrebbero dare fastidio ai nuovi eurostar di Montezemolo (che fa parte dei poteri forti) che corrono sui binari costruiti con i soldi di tutti gli italiani?

Probabilmente è questa la verità.

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