L’apporto del volontariato per nuove politiche sociali in Sicilia


Si è svolto l’incontro all’Assemblea regionale a Palermo

«Nuove politiche sociali in Sicilia. Per un dialogo tra volontariato e amministratori regionali» è il tema del Seminario regionale promosso e organizzato dai Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) della Sicilia e dal Comitato di Gestione (CoGe) del Fondo Speciale per il Volontariato Regione siciliana, in collaborazione con la Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana, svoltosi nella Sala Gialla di Palazzo dei Normanni, a Palermo. Al Seminario, ricco di interventi, sono intervenuti circa 150 rappresentanti delle organizzazioni di volontariato della Sicilia, con il presidente del Comitato di Gestione del Fondo Volontariato per la Regione Sicilia, Vito Puccio, i presidenti del Cesvop di Palermo, Ferdinando Siringo, del Cesv di Messina, Antonino Mantineo, e del Csv Etneo, Santo Carnazzo, Beppe Spampinato, assessore regionale della Famiglia, Politiche sociali e Lavoro, e Silvana La Rosa, dirigente Servizio Terzo Settore, Volontariato, Servizio Civile del Dipartimento Famiglia e Politiche sociali, oltre che numerosi deputati regionali. Dal confronto è emersa la necessità che il mondo politico e istituzionale regionale recepisca le istanze del volontariato, con particolare riferimento alle politiche sociali.

L’evento – preceduto dai seminari provinciali che ogni Centro di Servizio per il Volontariato in Sicilia ha organizzato nelle province di propria competenza, dalla Convention Regionale del Volontariato di Terme Vigliatore nel marzo 2008 e dal convegno regionale al Palacultura di Messina nel novembre 2011 – ha lo scopo di favorire la crescita del confronto fra volontariato, che conta circa tremila organizzazioni in Sicilia, e amministratori regionali siciliani sulle prospettive delle politiche sociali, dei diritti dei più deboli e della tutela dei beni comuni. In concreto, nel corso dell’incontro, le organizzazioni di volontariato hanno presentato ai rappresentanti del governo regionale, ai capigruppo consiliari e ai presidenti delle commissioni parlamentari dell’ARS, un documento con linee di analisi, riflessioni e proposte di intervento su cui confrontarsi e costituire tavoli permanenti di interlocuzione.

Ha affermato Vito Puccio, presidente CoGe: «L’augurio è di continuare a lavorare per migliorarsi. Con il Fondo speciale per il Volontariato sono state realizzate svariate iniziative e sono stati compiuti significativi passi avanti. La crisi oggi ci impone ulteriori sforzi e scelte decisive per migliorare il sistema del volontariato siciliano e con esso la nostra società».

Per il presidente del CeSV Messina, Antonino Mantineo: «Questo seminario regionale costituisce un primo momento di confronto con i rappresentanti dell’ARS per portare le esigenze del volontariato nella sede più opportuna, quella della Regione, dopo tanti anni difficili. Dopo l’approvazione nel ’94 della legge sul volontariato in Sicilia, sono stati infatti persi molti strumenti previsti da quella stessa legge nell’ottica dell’opera di sensibilizzazione, promozione e proposta. Mi riferisco alla fine sotto silenzio dell’Osservatorio regionale e della Conferenza regionale del volontariato. Di conseguenza, questo seminario è una prima occasione di confronto con la Regione per invertire la tendenza: il volontariato deve essere sostenuto a livello regionale, appropriandosi di un ruolo, che deve essere riconosciuto in Sicilia, di elaborazione di proposte e idee sull’impegno volontario e sulle politiche sociali, secondo una visione più coerente alle istanze e ai bisogni dell’azione volontaria. Unico neo: noto ancora molta disattenzione da parte dei deputati. Da questa classe politica pretendiamo più ascolto e attenzione. Da troppo tempo mancano gli interlocutori politici».

Per Santo Carnazzo, presidente del CSV Etneo: «Il grazie più grande va a tutti i volontari che si sono impegnati per elaborare e presentare proposte condivise. Siamo una voce che vuole cambiare in meglio questa terra. In questi mesi contiamo di iniziare un percorso di collaborazione tra i Csv e l’assessorato regionale alle Politiche sociali. I propositi espressi nel documento presentato vogliamo realizzarli, anche a costo di sacrifici. E sappiamo che l’assessore tenterà tutto quanto nelle sue possibilità perché la nostra voce possa essere ascoltata».

Ferdinando Siringo, presidente del CeSVoP: «Le politiche sociali non devono essere semplice assistenza o, peggio, clientela, ma invece autentico motore di sviluppo: perciò bisogna fare un virtuoso risanamento. In tal senso, forse la più grave mancanza in Sicilia è la visione prospettica, di lungo periodo. I mille individualismi e interessi, spesso bloccano non solo la spesa delle risorse che ci sono, ma anche la capacità di pensare, progettare e agire. Un costante contatto con le forze sociali e, in particolare, con il volontariato aiuterebbe gli amministratori a non rimanere invischiati nelle pastoie dei palazzi e delle carte bollate e potrebbe favorire la vera partecipazione, anche gratuita, dei cittadini alla progettazione e gestione dei servizi».

Ha sottolineato la dirigente regionale Silvana La Rosa: «Quella del volontariato è una realtà parecchio sfaccettata. Con il monitoraggio da noi avviato, proprio per avere un quadro il più possibile puntuale in Sicilia, abbiamo registrato 1.200 associazioni attive, ma sappiamo che il movimento è anche più grande. Queste realtà avranno domani una responsabilità ancora maggiore di quella attuale, perché quando il taglio dei fondi cambierà il sistema del welfare, spetterà loro il compito di realizzare servizi fondamentali».

Ha concluso infine Beppe Spampinato, neo assessore alla Famiglia, Politiche sociali e Lavoro: «A chi chiede di scegliere un modello di sviluppo, io rispondo che per noi il mondo del sociale è sviluppo. Anche per questo abbiamo l’obbligo di fare il massimo e nel concreto. Servono iniziative legislative? Verifichiamone la possibilità. Bisogna attivare strumenti rimasti lettera morta? Noi diamo la nostra disponibilità. La prima proposta, dunque, è di invitare i rappresentanti dei Centri di servizio a un tavolo di confronto operativo e concreto, in tempi rapidi».

Numerosi sono stati gli interventi dei rappresentanti delle organizzazioni di volontariato delle province siciliane, con idee e proposte che meritano un’attenzione costante da parte delle istituzioni e della politica.

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