I lavoratori della ex Servirail e siciliani e calabresi sono stati abbandonati


di Panteno

E’ necessario cominciare ad individuare i veri responsabili dei licenziamenti nelle ferrovie. Abbiamo appreso proprio oggi che l’ex sindacalista della CGIL, l’amministratore delegato delle ferrovie Moretti, ha minacciato altri licenziamenti con una futura soppressione di tutti i treni regionali. Moretti marcia sulla cosiddetta alta velocità e non si pone assolutamente il problema di far morire di fame tante famiglie italiane. Il termine è un po’ vecchio, ma forse va usato: Moretti ha tradito certo i lavoratori. Un “compagno” che ha capito tutto.E Moretti andrebbe quindi mandato a casa.

E cosa dire del direttore risorse umane delle ferrovie, il signor Braccialarghe? Si limita proprio ad allargare le braccia facendo contenta la famosa ministra ai licenziamenti. Famosa anche per il cosiddetto “pianto del coccodrillo”.

Intanto a Messina gli operai della Servirail continuano ad occupare il campanile e ieri hanno anche occupato i binari alla stazione marittima per bloccare simbolicamente il treno dell’elemosina Palermo-Milano con a bordo personale lombardo. Una beffa forse di Braccialarghe. Le ferrovie puntano infatti ad una guerra tra poveri e negano non solo il diritto ai lavoratori ma il diritto alla mobilità dei siciliani e calabresi verso Milano, Torino e Venezia.

Il governo regionale che sta scappando ignora i lavoratori e il popolo siciliano.

Perché i governanti siciliani (si fa per dire) non scendono in piazza con i lavoratori come in Puglia ha fatto il presidente della regione Vendola? La Puglia ha ottenuto il ripristino dei treni notte.

In Sicilia e Calabria non basta il contentino di una “tradotta” per Milano. E’ necessario, perché è un bisogno dei siciliani, ripristinare i treni notte (letti e cuccette) anche per Venezia e Torino. Non basta l’impegno di qualche singolo parlamentare messinese. Vorremmo sapere perché i partiti che sostengono il governo nazionale (PDL e Partito democratico) tacciono di fronte alle scelte privatistiche delle Ferrovie. Al governo Monti non sappiamo cosa chiedere. Sembra che il suo Passera e la sua Fornero non siano per niente interessati alla vita concreta dei lavoratori e di milioni di siciliani e calabresi.

Nelle prossime elezioni politiche nazionali e nelle regionali e nelle comunali della nostra città di Messina, dobbiamo scrivere sulla lavagna, cioè sulla scheda elettorale, chi sono i buoni e chi sono i cattivi. Perché i buoni e i cattivi esistono ed è facile individuarli.

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