Il Ministero dell’istruzione si impegna contro le discriminazioni, ma la circolare rimane nel cassetto. Arcigay: “dall’anno prossimo, la giornata antiomofobia come l’8 marzo.”


il presidente di Arcigay Messina Rosario Duca

di Tonino Cafeo

Messina.  La circolare del Ministero dell’Istruzione con cui per la prima volta la scuola italiana prende una netta posizione contro l’omofobia, equiparandola a tutte le altre forme di discriminazione, è pressoché sconosciuta agli studenti e agli insegnati di Messina  e provincia. Lo rende noto il circolo  peloritano  “Makwan ”  di Arcigay.

“Abbiamo fatto un piccolo sondaggio” – Scrive il presidente  provinciale dell’associazione LGBT Rosario Duca– ” dal quale risulta   che il documento è stato fatto leggere soltanto in due scuole su 10 e gran parte degli studenti  e del corpo insegnante ne è rimasto all’oscuro.”
“Evidentemente” -osserva Duca– “al plauso mediatico  e sociale per l’importante indicazione del Governo   non è seguito un adeguato riscontro del valore e delle finalità del documento nell’ambito proprio cui lo stesso era diretto, ovvero la scuola.”  “Eppure” -prosegue l’esponente di Arcigay- ” si tratta di un testo rivoluzionario perché pone fine a qualsiasi disquisizione sull’ argomento, additando l’omofobia come discriminazione contraria all’ articolo 3 della Costituzione e ai fondamenti della Carta europea.”
Il documento sottolinea come la discriminazione omosessuale sia da considerarsi nell’ambito della violenza bullistica e come in tal senso la scuola abbia, insieme alla famiglia, il compito di aiutare, sostenere e proteggere ogni giorno  i ragazzi e perfino i bambini nel delicato percorso di maturazione della propria identità sessuale, omo o etero che sia, e nell’acquisizione sin da piccoli del valore del rispetto verso tutti. Un obiettivo che si pone in armonia con quelle linee di normalità e civiltà segnate dalla svolta con cui l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, fin dal 1974,  non considera più l’omosessualità una patologia ma una variante normale del comportamento sessuale che come tale va rispettata.

Un significativo passo avanti per la scuola italiana che però -di fatto –  sarebbe rimasto chiuso nei cassetti dei dirigenti scolastici. “Sarebbe stato bello”-  riflettono all’ Arcigay– ” poter fare sapere a studenti e docenti,  eventualmente vittime di discriminazioni o atti di bullismo, che le Istituzioni sono dalla loro parte.” “Ma come potrà  la scuola svolgere ogni giorno i compiti indicati dalla circolare , se si ha paura di parlarne anche solo nel giorno ad essa dedicato?”

La circolare del ministero invita esplicitamente il corpo docente ad elaborare progetti contro l’omofobia, anche in collaborazione con le associazioni presenti sul territorio. Arcigay Makwan è pronta a fare la sua parte, ricorda il presidente Duca. Solo che a fare da ostacolo ad una fattiva cooperazione fra la scuola messinese e l’associazionismo lgbt sembra manifestarsi un diffuso  ” timore di  difendere  i ragazzi da una delle più becere e insensate forme di discriminazione”  “Di quale preparazione si necessita” – si chiede Duca- ” per affermare che  siamo tutti uguali e tutti diversi e come tali andiamo sempre rispettati? O si pensa che, in quanto ritenuto erroneamente patologico, si tratti di un argomento per psicologi, medici e
specialisti?”

Alla luce di queste considerazioni, la richiesta di Arcigay al Ministro dell’Istruzione è di essere innanzitutto   più chiaro, non tanto sull’argomento, quanto nelle indicazioni operative da far pervenire ai dirigenti scolastici. ” Si celebri la giornata contro l’Omofobia con lo stesso risalto e la stessa dignità che si riserva all’ Otto marzo, alla Giornata della Memoria o del Ricordo delle vittime delle foibe, senza timori né pruderie. Per parlarne serenamente, con quel semplice buon senso e quella civiltà per la quale non dovrebbero essere necessari corsi d’aggiornamento, perché in un Paese civile tutto questo- in
realtà- non dovrebbe essere un problema.” 

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