Domattina primo sciopero generale dei lavoratori e delle lavoratrici delle imprese di pulizia di Messina


Venerdì 8 giugno, i lavoratori e le lavoratrici delle aziende di pulizia di Messina incroceranno le braccia e sciopereranno. É quanto annuncia la Filcams CGIL, la categoria del sindacato che segue le vertenze dei servizi, del commercio e del turismo. Si terrà un sit-in presso la Prefettura di Messina a partire dalle ore 9.30. Sistematici ritardi nel pagamento mensile degli stipendi, la continua riduzione degli orari di lavoro e dunque dell’ammontare delle spettanze sono le principali ragioni che hanno spinto il sindacato a indire lo sciopero: la vita di questi lavoratori – spiegano Garufi, segretario provinciale della Filcams CGIL, e Lucchesi, responsabile di settore, è insostenibile. Parliamo di stipendi che oscillano da un minimo di 80 euro ad un massimo di 250 euro, parliamo di donne con figli a carico, parliamo di famiglie che ogni giorno non sanno come mettere insieme il pranzo e la cena, che vivono nell’incertezza di cosa faranno alla scadenza di ogni appalto. Di fronte all’indifferenza delle aziende nei confronti delle condizioni del proprio personale, ai lavoratori e alle lavoratrici non resta che scioperare e lanciare un segnale forte alle Istituzioni ed alla cittadinanza tutta.

Venerdì 8, dunque, il primo sciopero generale del settore della Provincia di Messina. Garufi e Lucchesi dichiarano: “le richieste che la Filcams avanza sono dettate dal buon senso e dalla necessità di dare voce a chi da anni vede assottigliarsi il proprio salario. Chiediamo che gli stipendi vengano pagati regolarmente e si eliminino i continui ritardi, che  gli enti appaltanti rispettino il principio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che tenga conto dei costi del personale, escludendo l’opzione del prezzo più basso e che si rilanci l’osservatorio del pulimento (ente di controllo sulla regolarità degli appalti del settore)”. L’Osservatorio potrebbe elaborare e proporre ipotesi tariffarie minime al di sotto delle quali le tariffe praticate alla committenza, da parte delle aziende di pulizie, non possono giustificarsi se non in presenza di elusioni ed evasioni contributive e fiscali. In particolare, in collaborazione con  l’INPS e l’INAIL, l’ente potrebbe svolgere attività di rilevazione dati e monitoraggio dell’andamento occupazionale e degli appalti, per effettuare segnalazioni mirate alle amministrazioni pubbliche con competenze ispettive.

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