Incontro Servirail. Al Tavolo Fs propone l’allungamento di un treno e il parziale riassorbimento del personale


Allungamento di un Palermo-Roma fino a Milano – contro il ripristino di due treni verso la Puglia – e il conseguente assorbimento da parte della Angel Service di 21 unità di personale full time o, in alternativa, un numero leggermente superiore attraverso qualche part time. Per il resto degli 85 lavoratori ex Servirail, a casa dallo scorso  dicembre, FS attraverso il dirigente Braccialarghe, allarga le braccia e parla di eventuale inserimento nelle aziende che gestiscono in appalto  il servizio di pulizia come personale viaggiante e con sedi a Palermo, Messina e Reggio Calabria. Escludendo, inoltre, qualunque ipotesi di assunzione in FS o in Bluferries. 

Su tutto poi, la notizia che fornisce la chiave di lettura dell’intero incontro, ovvero che il Governo non ha messo sul piatto risorse aggiuntive. Questo quanto proposto con una sorta di diktat “prendere o lasciare” da Fs all’incontro odierno di Roma con le organizzazioni sindacali, presente per la Cgil di Messina, il segretario generale della Filt Messina Pino Foti.
 Fs lascia poco, anzi, nessun margine alla trattativa, sottolinea che altri territori come Venezia e Torino sono comunque rimasti esclusi da qualunque ripristino e che la Sicilia dovrebbe accontentarsi. Anzi, coglie l’occasione per avviare una polemica a distanza con l’assessore regionale Russo- assente o comunque non rappresentato al Tavolo da nessun dirigente regionale-  che, in mancanza di un accordo sul ripristino dei treni, aveva annunciano l’intenzione di dirottare i 53 milioni destinati al rinnovo rotabili verso il trasporto pubblico. “Con il piano che oggi ci è stato presentato, FS di fatto si tira fuori dalla trattativa e lascia al tavolo di confronto con i sindacati la Angel service e le imprese di pulizia titolari degli appalti. Congelando ogni altra ipotesi a causa del mancato stanziamento di risorse  aggiuntive da parte del Governo. Proponendoci inoltre una soluzione che discrimina i nostri lavoratori anche rispetto a quelli di altre aree alle quali sono stati offerti solo contratti full time e la ricollocazione di tutto il personale”, osserva Foti.
 
La Cgil, d’accordo con le altre organizzazioni sindacali presenti, rifiuta di firmare un accordo che ritiene penalizzante per i lavoratori siciliani e soprattutto discriminante . Per la Cgil, l’unica via percorribile è quella dell’apertura di un Tavolo nazionale con il governo per strappare quelle risorse aggiuntive indispensabili sia all’implementazione dell’offerta Treni, sia al conseguente reimpiego dei lavoratori licenziati. “Ancora una volta torniamo a sottolineare come FS sia società a capitale pubblico e che l’azionista e quindi il committente sia il Governo- spiega Foti -. Come abbiamo sempre detto quindi, il soggetto che può e deve intervenire è il Governo, oggi quello Monti, ieri quello Berlusconi, modificando l’atteggiamento di FS verso la Sicilia e destinando risorse al nostro territorio per potenziare l’offerta treni e quindi i livelli occupazionali. Quindi, esattamente come fatto per la Puglia, chiediamo che anche verso la Sicilia vengano  ripristinati due treni che garantirebbero sia mobilità  che  la piena rioccupazione dei nostri lavoratori”. 
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