Una protesta in musica al Vittorio Emanuele


foto di Enrico Di Giacomo

Ieri sera Messina ha protestato per il taglio dei contributi regionali al teatro “Vittorio Emanuele”.

di Francesco Saija

Tantissime persone in piazza per ascoltare la protesta… in musica dei professori dell’orchestra del teatro.La parte più illuminata della città ha voluto essere in piazza per una civile protesta nei confronti di un governo regionale che ignora particolarmente Messina e che taglia a livello regionale proprio sulla cultura. Si parla tanto a sproposito di crescita e non ci si rende conto che la crescita passa proprio per la cultura.

Leggiamo in un volantino che “le organizzazioni sindacali di Slc-CGIL e Uilcom-

Uil, insieme ai lavoratori dell’Ente teatro, chiedono a tutti gli ‘attori’ ed ai ‘protagonisti’ della politica comunale, provinciale e regionale, un fattivo e concreto contributo politico finalizzato al mantenimento della cultura a Messina e dei posti di lavoro per coloro che nel teatro, e con il teatro, vivono e lavorano”.

Naturalmente in piazza non vi erano i politici né comunali né provinciali né regionali perché da sempre sono lontani da tutto ciò che è cultura. Ne ci è piaciuto lo scaricabarile, tutto interno alla politica della destra.

Il problema del nostro teatro si è ormai cronicizzato e i professori dell’orchestra, che vivono da precari, da almeno due anni, dall’aprile del 2010, cercano di parlare ai sordi del governo siciliano. Stiamo parlando del governo Lombardo sostenuto da quel grande e scandaloso inciucio tra la destra e il Partito democratico che si dice di centro-sinistra.

E la politica del governo regionale taglia proprio sulla cultura di eccellenza, mentre contributi a pioggia per gli amici degli amici vengono sempre distribuiti senza alcun criterio culturale. Né ci interessa assistere agli scontri intestini alla destra tra i dirigenti del teatro e il destro (Futuro e libertà) assessore regionale messinese Daniele Tranchida.

Si tratta, come sostiene il collega D’Amico, di “tragicomiche vicende”, ma bisogna anche dire chi sono i protagonisti della vicenda e quali sono i partiti responsabili. Non tutti i partiti sono uguali. Certamente verranno spazzati via i partiti che fino ad oggi hanno governato la Regione siciliana e non dall’antipolitica ma dalla politica vera. E’ bene che la gente sappia che, ad esempio, la sinistra radicale non è presente né nell’assemblea regionale né nel governo regionale.

A Messina la sinistra radicale si è sempre battuta per la cultura: dalla vertenza sul Palacultura ai problemi del teatro.

La protesta in musica di ieri è l’esempio da seguire. La politica oggi deve essere praticata dai protagonisti e i protagonisti sono i lavoratori della cultura e i cittadini che ieri erano in piazza.

Vorremmo anche dire che non ci convince la sospensione degli spettacoli, soprattutto per rispetto agli artisti e a coloro che hanno già pagato gli spettacoli con gli abbonamenti. I governanti regionali che non amano la cultura saranno certo contenti per la sospensione.

Riteniamo che intanto non debbano essere sospesi gli spettacoli di questa prima parte della stagione: dall’opera musicale “Salvatore Giuliano” ai due ultimi spettacoli alla “Laudamo” di Patrizia Baluci e Donatella Venuti, compresi gli spettacoli per ragazzi.

Con il prossimo autunno dovrebbe cambiare il governo regionale e speriamo che gli attuali politicanti vengano spazzati via. Chiudere oggi il teatro è sbagliato e non serve né agli artisti né alla città.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: