Aut aut di Vendola e Di Pietro a Bersani: “Apri ‘cantiere’ o andiamo avanti da soli”


I leader di Sel e Idv al segretario Pd: “Ti chiediamo di convocare al più presto gli stati generali del futuro”. E Di Pietro rilancia: “La foto di Vasto resta l’inizio ma dobbiamo aprirci anche alla società”. Vendola:  “A me le sigle non interessano, vogliamo capire qual è l’idea”

“Caro Bersani ti chiediamo di convocare al più presto gli stati generali del futuro. Se non ci rispondi, cominciamo da soli”. E’ l’ultimatum lanciato da Nichi Vendola e Antonio Di Pietro al segretario del Pd durante la trasmissione ‘In onda’ su La7. L’invito è quello di aprire al più presto un “cantiere del centrosinistra”. Il leader di Sel e quello dell’Idv rinnovano quindi la richiesta al segretario del Pd per un incontro a breve. E se questa risposta non arriverà, Sel e Idv andranno avanti da soli.

Per Antonio Di Pietro “la foto di Vasto è il punto di partenza ma non basta perché se non ci apriamo alla società, non ce la facciamo neanche noi. Se non ci apriamo corriamo il rischio di essere superflui”. Tuttavia, spiega, dopo il voto delle amministrative e l’entrata in scena di nuove forze, quella di Beppe Grillo in testa, il centrosinistra da solo non basta e occorre aprirsi alla società. “Alle prossime elezioni politiche ci sarà una catarsi totale. Non ci saranno alleanze con le solite sigle perché ci saranno altre sigle, alcune sono nate ed altre nasceranno.

“A me le sigle non interessano voglio sapere qual è l’idea. Senza di questa è solo un balletto dell’alleanzismo”, dice dal canto suo Nichi Vendola commentando l’ipotesi di un patto dei progressisti che Pier Luigi Bersani potrebbe proporre martedì all’assemblea del Pd.

Il leader di Sel spiega di essere, ovviamente, interessato, ma quello che conta è “il cuore, vogliamo capire qual è l’idea. Se la proposta di Bersani è quella di un programma alla Hollande, contro il rigore della Merkel, noi ci siamo. Vogliamo mettere in campo un cantiere per salvare e cambiare l’Italia”. Vendola al di là di un eventuale patto dei progressisti o di altri contenitori sottolinea l’esigenza di dare innanzitutto risposte alla crisi. “Noi dobbiamo interrogarci su quale sia la terapia giusta e non discutere di me, di Di Pietro, di Bersani o altri. E’ noioso. Il problema e’ quale risposta dare alla crisi tutto il resto e’ un gioco di societa’ del ceto politico che a me non interessa”. Quello che propone Vendola e’ un’alleanza che si basi su una proposta concreta: “io dico al Pd che rispetto le sue scelte ma come si vede la linea per battere la crisi si chiama Hollande Io sono pronto a sottoscrivere un patto socialdemocratico di stampo europeo con Pd, Idv e le forze e i movimenti che ci vorranno stare”.

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