Messina. Settore pulimento: cronici ritardi nel pagamento lavoratori appalti anche statali, e condizioni lavoro in peggioramento. La Filcams Cgil proclama sciopero generale provinciale di settore e chiede il rilancio dell’Osservatorio presso la Prefettura


22 mag ‘12 – La Filcams CGIL di Messina condanna il comportamento di molte ditte che nella provincia di Messina, nonostante oggi sia il 22 di maggio non hanno ancora pagato regolarmente gli stipendi alle lavoratrici ed ai lavoratori del comparto del pulimento. Tutto ciò si verifica negli appalti dei Carabinieri e della Polizia di Stato, al Comune di Milazzo e all’Agenzia delle Entrate dove le ditte aggiudicatrici degli appalti di pulimento non hanno ancora saldato le spettanze che sarebbero dovute essere erogate entro e non oltre il 15 del mese di maggio.

Garufi, segretario provinciale della Filcams CGIL, la categoria che si occupa dei lavoratori del commercio, servizi e turismo e Lucchesi, responsabile di settore annunciano lo stato di agitazione di tutto il personale e dichiarano “i continui ritardi nei pagamenti degli stipendi non sono più sostenibili, soprattutto per questi lavoratori, per la maggior parte donne monoreddito. Parliamo di stipendi che oscillano da un minimo di 80 euro ad un massimo di 250 euro.” Le ditte che in questo momento sono interessate sono la Global Service, la Punto Service e la Zenith Service ma non sono le sole che costantemente ritardano il pagamento delle mensilità. I lavoratori del pulimento sono considerati gli ultimi nella scala gerarchica delle priorità degli enti appaltanti e le conseguenze di ciò sono le continue decurtazioni degli stipendi che rendono insostenibile la vita di questi lavoratori.

Per questi motivi la Filcams CGIL di Messina ritiene ormai maturo il momento per lanciare un segnale forte alle Istituzioni e alla cittadinanza e preannuncia che giorno 8 giugno si terrà il primo sciopero generale del settore della Provincia di Messina. Per Garufi e Lucchesi  “le richieste che la Filcams avanza sono dettate dal buon senso e dalla necessità di dare voce a chi da anni vede assottigliarsi il proprio salario. Chiediamo che gli stipendi vengano pagati regolarmente e si eliminino i continui ritardi, che  gli enti appaltanti rispettino il principio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che tenga conto dei costi del personale, escludendo l’opzione del prezzo più basso e che si rilanci l’Osservatorio del pulimento (ente di controllo sulla regolarità degli appalti del settore). L’Osservatorio potrebbe elaborare e proporre ipotesi tariffarie minime al di sotto delle quali le tariffe praticate alla committenza, da parte delle aziende di pulizie, non possono giustificarsi se non in presenza di elusioni ed evasioni contributive e fiscali. In particolare, in collaborazione con  l’INPS e l’INAIL, l’ente potrebbe svolgere attività di rilevazione dati e monitoraggio dell’andamento occupazionale e degli appalti, per effettuare segnalazioni mirate alle amministrazioni pubbliche con competenze ispettive”.

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