Anche Palermo sciopera contro i quiz INVALSI


I COBAS Scuola di Palermo, i docenti e il personale Ata hanno scioperato nelle Scuole Superiori per protestare contro la scuola-quiz e la scuola-miseria che distruggono materialmente e culturalmente l’istruzione, riducendola a infarinatura di nozioni e trasformando i docenti in addestratori ai quiz, che preparano gli studenti ad una futura manovalanza precaria e indifesa. In numerose scuole superiori palermitane non non sono stati “somministrati” i quiz Invalsi: molti Collegi dei docenti – tra cui tutti i Licei artistici della città – ne avevano già da tempo bocciato l’utilizzazione, in altre scuole i docenti hanno scioperato (tra le tante Ipsia Medi, Itc Pareto, IM Regina Margherita, IM Danilo Dolci, L.S. Vittorio Emanuele II, Ipssar Piazza, Ipssar Cascino) e insieme ad Alternativa Libertaria,
agli studenti del Coordinamento Syntagma, del Collettivo Palermitano
Senza Tregua, dei G.C. e della Rete dei Collettivi, dei licei Catalano,
Meli, Umberto I, Cannizzaro, Garibaldi e i magistrali Regina Margherita
e Finocchiaro Aprile, Itc Pareto e Itt Marco Polo, hanno manifestato da
piazza Massimo fino alla Prefettura.E la lotta non si chiude qui: va
mantenuta elevata l’attenzione su quanto il MIUR farà nei prossimi
giorni, in particolare in merito alla ventilata volontà di introdurre i
quiz all’esame di Maturità. E’ un’operazione che va assolutamente
bloccata ed anzi deve divenire obiettivo generalizzato l’eliminazione
dei quiz dall’esame di Terza Media. Inoltre, docenti, Ata e studenti
torneranno in piazza il 2 giugno a Roma nella manifestazione nazionale
dei Comitati per l’acqua pubblica e dei movimenti che difendono i beni
comuni e i servizi pubblici dalle privatizzazioni e mercificazioni, per
ribadire il NO alla scuola-quiz e alla scuola-miseria, per difendere l’
istruzione Bene comune di tutti/e e per tutti/e.I Cobas e gli studenti
chiedono le uniche misure per innalzarne la qualità della scuola:
massimo 20 alunni per classe, ripristino delle compresenze (si sta
toccando con mano il disastro provocato dalla loro soppressione),
ritorno ad un effettivo tempo pieno, un serio piano di aggiornamento
per i docenti, eliminazione del precariato, implementazione dei
laboratori, ecc. Queste sono misure concrete per discutere di qualità
della scuola, non le “crocette” dei quiz Invalsi!Infine, segnaliamo
agli organi di informazione che il Miur potrebbe fornire nuovamente,
come ha già fatto per le Elementari, dati parziali e distorti sullo
sciopero e il boicottaggio delle prove dando cifre solo sulle poche
classi “campione”, omettendo di dire che in tali classi si concentrano
gli “Invalsiani” favorevoli ai quiz e le maggiori pressioni dei
presidi.

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