Ordigno esplode vicino a scuola: muore una studentessa


Gli ordigni esplosi più di uno, nascosti dietro a un cartellone pubblicitario sopra a un muretto. La scuola si trova proprio vicino al tribunale. Muore una ragazza, sei gli studenti feriti. La scuola è dedicata a Giovanni Falcone di cui la prossima settimana si celebrano i
venti anni dall’uccisione da parte della mafia. Fratoianni (assessore alle politiche giovanili): “Attacco gravissimo e inedito”. E’ successo a  Brindisi, in Puglia, poco dopo le otto: le esplosioni sarebbero state due. Gli ordigni, a quanto è stato ricostruito finora, erano stati collocati dietro a un cartellone pubblicitario posto tra la scuola e il tribunale che si trova a pochi passi dall’istituto. Forse si trattava di due bombole a gas collegato da un innesto. A quanto pare, ma le indagini sono ancora in corso, c’era un timer. Puntato
sull’ingresso a scuola. Se l’indiscrezione fosse confermata, una cosa è
certa: si tratta di un attentato, e l’intenzione era di fare una
strage. La matrice deve ancora essere individuata. Ma in molti pensano
che possa essere un attentato mafioso. Certo, ci sono alcune cose
“strane”. La decisione di colpire una scuola, cosa mai accaduta finora.
Ma soprattutto il fatto che in genere la mafia usa altri tipi di
esplosivi, come il tritolo, mentre in questo caso sembra che siano
state utilizzate due bombole a gas.
I ragazzi feriti sarebbero otto. Una studentessa è rimasta uccisa.
Un’ altra è grave. La ragazza morta si chiamava Melissa Bassi aveva 16
anni.
ORDIGNI SU UN MURETTO
Secondo le ultimissime ricostruzioni, gli ordigni (due) si trovavano
su un muretto accanto alla scuola, e non nel cassonetto. Segnale in più
della volontà di colpire proprio l’istituto. Gli inquirenti, anche se
non si esprimono ancora ufficialmente, fanno sapere di “propendere per
la pista mafiosa”.
FORSE DUE BOMBOLE A GAS
La bomba sarebbe stata posta dentro a un cassonetto, trovato in una
posizione che non era la sua, come se fosse stato trascinato per
portarlo di fronte all’ingresso della scuola: insomma, il tentativo
(riuscito) è stato quello di colpire gravemente i ragazzi che a
quell’ora entravano a scuola.
Secondo le prime notizie si tratta di due bombole a gas collegate tra
loro da un innesco.
UNA SCUOLA INTITOLATA A FALCONE
L’Istituto professionale per la moda è dedicato al giudice Giovanni
Falcone e alla moglie Francesca Morvillo. Proprio ieri si celebrava la
data di nascita di Falcone, che il 23 maggio 1992 – quindi il
ventennale cade tra quattro giorni – veniva ucciso insieme alla moglie
e agli uomini della scorta, in un terribile attentato di matrice
mafiosa, la strage di Capaci.
MATRICE MAFIOSA?
Collegare l’episodio di stamattina alla criminalità organizzata, in
assenza di notizie che ovviamente potrebbero portare a tutt’altre
matrici, viene naturale: sia per la coincidenzadell’anniversario della
strage di Capaci, sia per il fatto che la scuola si trova vicino al
tribunale. Sia per il fatto che, proprio oggi, a Brindisi fa tappa la
carovana della legalità, iniziativa che ogni anno promuove
l’associazione cotnro la mafia “Libera” per portare in Italia i temi
della lotta alla criminalità organizzata.
Intanto, dalle scuole di Brindisi ancor prima di un’ordine di
evacuazione sono usciti tutti i ragazzi, spaventati da quanto avvenuto,
e che sono stati ripresi per essere portati a casa molto spesso dai
genitori, accorsi in massa di fronte agli ingressi degli edifici
scolastici.
LA DICHIARAZIONE DEL’ASSESSORE FRATOIANNI
“Si tratta di un episodio gravissimo, una ragazza è morta, un’altra
sarebbe gravissima. Sto correndo a Brindisi – Nicola Fratoianni,
assessore alle Politiche giovanili della Regione Puglia è sconvolto –
voglio raccogliere ulteriori elementi, è troppo presto per parlare
delle cause o della modalità dell’esplosione. E’ evidente però che se
fosse una bomba, come sembra, si tratterebbe di un attacco gravissimo e
inedito”.
BRINDISI, TERRA DI SACRA CORONA UNITA
La Puglia è un territorio sicuramente molto diverso da altre regioni
del sud, per quanto riguarda il tipo di infiltrazione mafiosa. In
qualche modo è sempre stata considerata più “pulita” delle altre
regioni, ma proprio la zona del brindisino è la “culla”
dell’organizzazione mafisoa di tradizione pugliese: la Sacra Corona
unita. Proprio nelle ultime settimane si sono verificati alcuni episodi
inquietanti, che potrebbero essere considerati avvisaglie di una
recrudescenza dell’attività mafiosa nella zona. Il 5 maggio a Mesagne è
saltata in aria la macchina di Fabio Marini, presidente del Comitato
antiracket della città.

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