“L’INGANNO SHAKESPEARE”: PROSEGUE L’ESPERIENZA DEL LABORATORIO PROMOSSO DALLA COMPAGNIA “DAF-TEATRO DELL’ESATTA FANTASIA”


“Diciamo sempre ai nostri attori di essere, non fare. L’emozione teatrale è una magia che possono provare tutti, almeno una volta nella loro vita”

VETRANO E RANDISI

Enzo Vetrano e Stefano Randisi, acclamati attori e registi della scena teatrale italiana, hanno guidato all’insegna di queste parole il gruppo del laboratorio “L’inganno Shakespeare”. Promosso dalla compagnia “Daf – Teatro dell’Esatta fantasia” di Giuseppe Ministeri e diretto da Annibale Pavone ed Angelo Campolo, il laboratorio sta regalando un’esperienza intensa ed appassionata a 25 persone che, da gennaio ad oggi, hanno avuto la possibilità di confrontarsi con veri e propri maestri del mondo del teatro, nel suggestivo spazio di Villa Pace. A cominciare da Michele Abbondanza, coreografo e danzatore tra i più importanti del teatro-danza europeo, insegnante alla scuola del “Piccolo Teatro” di Milano, che in un intensivo tour de force di dieci giorni ha condotto i partecipanti verso uno studio approfondito intorno all’uso del corpo in scena, attraverso la pratica di esercizi maturati nel corso della sua lunga esperienza di docente e regista.

Da qualche giorno, invece, è terminata la sessione diretta da Enzo Vetrano e Stefano Randisi, recenti vincitori del premio “Le maschere del teatro italiano 2011”per il miglior spettacolo dell’anno, registi di “Trovarsi” di Pirandello circuitato dalla stessa “Daf – Teatro dell’Esatta fantasia”.

Un lavoro mirato a svelare l’aspetto magico e fantastico dell’esperienza teatrale attraverso un’emozione viva ed autentica.

I partecipanti del laboratorio allo studio sulla forma hanno così potuto unire un viaggio “emotivo” nelle parole di Shakespeare e Scaldati, necessario e prezioso per comprendere più a fondo la difficoltà unità alla bellezza del mestiere d’attore.

A seguire uno spazio di approfondimento “drammaturgico” verso alcune scene tratte da uno dei più celebri testi di Shakespeare dal titolo: “La Tempesta”.

Un approccio “mediato” attraverso echi e  rimandi alla tradizione siciliana, specie nella figura di Calibano, con riferimenti continui all’opera di Franco Scaldati.

Quest’ultimo sarà un altro dei maestri che i ragazzi incontreranno a breve per un approfondito confronto sulle sue opere e sulla sua versione in palermitano della “Tempesta” shakespeariana. A conclusione di questo percorso, intorno alla metà di giugno, il gruppo del laboratorio offrirà al pubblico uno spettacolo itinerante, sotto la direzione di Annibale Pavone ed Angelo Campolo, per rileggere, alla luce del lavoro svolto con i tre maestri, atmosfere e personaggi de “La Tempesta”.

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