L’arte del depistaggio: i Partiti… in senso cerebrale


La mia anima scientifica, da sempre, mi ha portato a considerare i numeri come un qualcosa di incredibilmente bello. I numeri possiedono caratteristiche di semplicità che li portano ad essere affascinanti. Purtroppo essi possono essere “manipolati” in modo tale da apparire in
modo dissimile da ciò che rappresentano, vengono caricati di significati, ragionamenti, filosofie. I numeri sono numeri. Il mio mentore universitario diceva: “Bisogna fare attenzione con i numeri perché, se stressati a dovere, possono dire ciò che vogliamo”. Saggio. All’indomani delle amministrative del 6–7 maggio 2012 il valzer dei numeri elettorali è bello che iniziato.

Ovviamente non ha perso nessuno, ovviamente hanno vinto tutti. Chi è andato male (diciamo scomparso?) come il PdL dichiara “Beh, pensavo peggio” (Berlusconi dixit), chi è andato bene (sembrerebbe un po’ tutti…) sale già con l’immaginario sui Colli del potere.
Ma analizziamo qualche numero. Verona: Tosi stravince con il 57.4%, Bertucco arranca dietro con un 23% scarso ed il nostro Benciolini si piazza terzo 9.5% con i suoi 12.000 voti scarsi. La differenza sembra enorme. I Partiti continuano a dirigere i giochi. Ma i numeri, ripeto, vanno analizzati in modo onesto. La Lega Nord inneggia a Tosi come salvatore della (loro) Patria. Peccato che prenda 13.000 voti (10.7%), il resto (la fetta più grossa) è portata dalle 5 liste civiche “alleate”, soprattutto quella che porta proprio il nome del Sindaco (osteggiata apertamente dall’Umberto prima delle elezioni) con 45.000 voti.
Il PDmenoelle ne prende addirittura di più (18.000), ma si allea male: Idv (3.200) e SeL (2.200) restano al palo, sotto lo sbarramento del 5%. Considerando i soldi che questi Partiti spendono per ogni campagna esattoriale (elettorale se preferite), contro gli spiccioli usciti dalle proprie tasche dal MoVimento5Stelle, direi che è un ottimo risultato, non credete?
Genova: anche qui troviamo il Doria che si presenta con un carretto di Liste Civiche, con il PDmenoelle+IdV+SeL che frutta un bel 48.31%. SeL dichiarerà nella serata del 7 Maggio “Abbiamo vinto con il nostro uomo”. Beh, considerando che il partito della Fabbrica riesce a prendere 11.606 voti (2.000 in meno di IdV e addirittura 15.000 in meno della Lista Civica portante il nome di Doria) risulta un modo quanto mai strano di considerare il termine “VITTORIA”. Ed il MoVimento? Paolo Putti anche lui, ovviamente, da solo prende la
bellezza 32.516 voti! Più di SeL ed IdV messi insieme! Parecchio di più! Ma l’alleanza si sa, serve.
Parma: in questo caso i numeri sono eclatanti anche se guardati distrattamente. Il “nostro” Pizzarotti, con i suoi 14.000 voti (19.5%), se ne va al ballottaggio con Bernazzoli, presentatosi anche lui con 4 Liste Civiche e PDmenoelle+IdV. Anche in questo caso, a parte il Partito del cambiamento di Bersani (giovane e rampante politico nazionale), tutto il resto risulta tristemente al di sotto dello sbarramento, vedi IdV al 2.9%.
Comacchio: riporto questo perché molto interessante. Difatti qui il candidato del MoVimento 5 Stelle Marco Fabbri prende più voti di tutti 1.980 (22.28%), contro i 1.400 del PDmenoelle; anche qui però Pierotti raggiunge un confortevole 36.5% grazie a 3 Liste Civiche e UdC (che porta in cassa addirittura 230 voti!!).
Ci fermiamo qui con i numeri, per oggi. Sperando che anche voi abbiate colto la loro bellezza “nuda” e che non vi facciate abbindolare dalle chiacchiere da salotto televisivo dei partitici. Ed andiamo a parlare del depistaggio che già nella serata di ieri, ad opera di addetti ai lavori e politici, tristemente quanto puntualmente, iniziava. Ma mentre il puntualmente si riferisce non a caso ai (vecchi) politici ormai Partiti (in senso cerebrale) che cercano con tutte le loro forze di salvare il salvabile inserendo un po’ dovunque Liste Civiche (non a caso da me sottolineate in precedenza)…purtroppo il tristemente è collegato agli addetti ai lavori. Già, tristemente.
Infatti, mentre i numeri possono essere visti nella loro crudezza da chiunque (o quasi), le parole no. E le parole, siano esse scritte (giornali) o dette (televisione), possono entrare facilmente nelle case e nella testa delle persone e creare confusione, scompiglio, mancata comprensione. E se queste parole vengono confezionate appositamente per lo scopo sopra-citato, beh questo è dolo. Perché sentire un gotha delle tribune politiche in TV, al tempo Bruno Vespa, commentare il risultato di Parma dicendo che “al ballottaggio si sfideranno due esponenti di SINISTRA”, è grave! E sentire un ospite dichiarare stupito  “ma il MoVimento 5 Stelle non è di sinistra” ed il Vespa controbattere sorridendo “beh, non mi sembra esattamente di destra!” lo è altrettanto. Ed è grave perché non può essere una svista, una cattiva interpretazione della collocazione totalmente innovativa del MoVimento (che si pone esattamente e coscientemente in modo estraneo alle vecchie distinzioni sinistra-centro-destra) da parte di un personaggio che da 30 anni esercita questo mestiere! E se non è una svista, e non è un caso, allora è qualcos’altro. Leggere su Repubblica.it “bisogna capire se è solo un voto di protesta oppure si tratta di qualcosa di più radicato. Poi le domande sulla provenienza dei voti a Grillo. Il serbatoio dell’astensione, i delusi dalla sinistra, gli orfani di Berlusconi” mi porta a chiedere “possibile che anche questo giornale dalla storica esperienza, ed all’interno del quale lavorano fior fiore di giornalisti, non abbia compreso ancora cosa veramente rappresenta il MoVimento 5 Stelle?”, “possibile che anche dopo un risultato talmente eclatante non si riesca a comprendere quanto la popolazione italiana stia cambiando modo di intendere la politica?”.
Carmine Saviano scrive sempre su Repubblica.it “In tanti concedono l’onore delle armi ai Cinque Stelle”. Questa frase è concettualmente sbagliata!

L’onore delle armi veniva dato, in rare occasioni, DAI vincitori AI perdenti, i quali avevano appunto l’onore di rientrare in patria con armi e stendardi. Quindi Saviano vuol dire che PdL, IdV eSeL (quasi dovunque al di sotto del 5%! con buona pace dei NOSTRI milioni di euro buttati per la LORO campagna esattoriale-elettorale) e PDmenoelle concedono al MoVimento 5 Stelle, che prende consiglieri in quasi tutti i Comuni in cui si è presentato, piazza un Sindaco sicuro a Sarego (e questa è Storia) spendendo 303 EURO per la campagna
(questa si) elettorale, viene votato da centinaia di migliaia di cittadini in tutta Italia entrando a Parma nel ballottaggio (e questa è Storia), l’onore degli sconfitti?!!?
Leggere ed ascoltare un po’ in tutti siti, i giornali e le televisioni che il Presidente della Repubblica (non votato dai cittadini) dichiara “non c’è nessun boom dei grillini (votati onestamente dai cittadini), l’unico boom che ricordo è quello del Sessanta” risulta semplicemente paradossale!
Addirittura Belpietro (che tutto è tranne che amichevole nei confronti del MoVimento) scrive “Grillo fa paura alla Casta!” e tuona nel suo editoriale Un vaffa a partiti, Governo ed Europa “in realtà hanno perso tutti, soprattutto i Partiti”.
Ciò che sta avvenendo, tristemente, è l’ultimo squillo di una tromba stonata, ciò che assomiglia sempre di più al canto del cigno. Tutto il Sistema sta implodendo (lì dove ancora non è imploso) inghiottendo tutti quelli, politici ed addetti ai lavori, che per anni ne hanno fatto parte, dilaniando tutto ciò che questo Paese con fatica ed onore aveva costruito dal dopo Guerra.
Un Sistema che non ha lasciato più nulla al cittadino, che si prende beffe del cittadino che dice di rappresentare; un Sistema che lo deride stracciandogli in faccia le proprie volontà (vedi Referendum), che gli chiede sacrifici (lacrime e sangue) continuando beatamente a camminare con autisti, auto-blu ed intascando stipendi da 30.000 euro al mese. Che fa finta di proporre riduzioni di vitalizi senza poi far nulla di concreto mentre decine e decine di Italiani si tolgono la vita perché non arrivano a fine mese e neanche a metà! Il Popolo italiano aveva detto “NO ai finanziamenti pubblici ai Partiti” nel 1993, ed i Partiti hanno detto “Non ce ne frega un cazzo di ciò che dice il Popolo italiano”.
Un Sistema che, arrivato a questo punto (di non ritorno), inizia a lanciare l’ultima controffensiva ai cittadini, in vista soprattutto dell’infuocato 2013, cercando di comunicare messaggi che non risultano neanche lontanamente collegati alla realtà, di confondere chi ancora annaspa dopo il crollo di un Mondo politico ormai esautorato.
Siamo giunti, nel paradosso chiamato Italia, a doverci schierare tra un mondo di Governanti (che non abbiamo eletto) fatto di inciuci, di caste, di poteri sommersi, di affari illeciti e tangenti, ed il mondo reale, quello dei Cittadini, di quelli che pagano le tasse, di quelli che vanno all’Università per raggiungere un traguardo (magari non in Albania), di quelli che sono stanchi di dover trovare la scorciatoia perché di strade semplici il Sistema non ne vuole.
Questi cittadini hanno trovato semplicemente qualcosa (più che qualcuno) da votare, alla quale aggrapparsi; una speranza. Ora è tempo che queste persone diano prova di ciò che vogliono fare, del cambiamento che vogliono portare! Tramutare la speranza degli elettori in realtà.
Bastava scrivere questo. Bastava leggere nella semplicità dei numeri.
Giuseppe Manfredi

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