Alcuni vescovi criticano il governo Monti


Nonostante l’elogio del presidente della Cei cardinale Bagnasco al governo Monti, alcuni vescovi criticano le misure che il governo dei banchieri intende imporre ai tartassati cittadini italiani.

di Citto Saija

Ci è sembrata interessante la posizione presa dal vescovo di Locri mons. Fiorini Morosini, appartenente all’ordine dei minimi di S. Francesco di Paola, che ha scritto direttamente al presidente del consiglio, parlando della drammaticità della situazione in Calabria. Il vescovo ha evidenziato la perdita dei servizi essenziali “quali i presidi sanitari, le scuole materne, gli sportelli postali per le pensioni per gli anziani”. Ed ha parlato anche del dissesto idrogeologico e dell’imperversare della criminalità.

I vescovi del Molise hanno promosso un convegno su “Precarietà e crescita in Abruzzo e Molise” e hanno richiamato i governanti ad essere vicini ai lavoratori e a farsi carico delle situazioni drammatiche che ormai riguardano la grande maggioranza dei cittadini.

E i vescovi del già ricco Triveneto, in un messaggio in vista del primo maggio, festa del lavoro, hanno esplicitato un quadro molto drammatico del lavoro nel Nord-Est con particolare riferimento al grande numero di disoccupati e al fenomeno dei suicidi che dagli stessi politici viene di fatto sottovalutato.

Parole critiche sono anche arrivate dagli Uffici di pastorale sociale e del lavoro della Lombardia mentre l’ex arcivescovo di Milano cardinale Tettamanzi, molto sensibile ai problemi sociali,ha respinto con forza i tentativi che spesso vengo fatti (diciamo noi dai politicanti di turno) per mettere “i figli contro i padri” che sarebbero tutelati.

Dalle parole del cardinale, a proposito dell’art. 18, deduciamo che l’articolo non va eliminato ma invece va esteso a tutti i lavoratori. Afferma l’arcivescovo emerito Tettamanzi: “Oggi, guardando la realtà, vediamo tante persone con molte tutele, generalmente la generazione dei padri, e altrettante persone con pochissime tutele, tendenzialmente la generazione dei figli… non appare corretto togliere diritti giusti ed acquisiti ad alcuni, i più tutelati, per fare in modo che altri, i meno tutelati, ne abbiano in dose maggiore”. I diritti vanno estesi anche ai figli. Il cardinale Tettamanzi, sull’art. 18, dice le stesse cose che il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero ha detto alla grande manifestazione dei quarantamila a Roma sabato 12 maggio.

Sono sempre più convinto, analizzando la realtà italiana del momento, che esistono, nel sociale, le premesse per un fronte ampio di sinistra (che chiamerei radicale), per mandare a casa i banchieri camuffati e i gendarmi del capitale.

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