alla vigilia di importantissime scadenze elettorali


di Rosario Ansaldo Patti

I recenti risultati elettorali, ancorché parziali, amministrativi e riguardanti “solo” nove milioni di elettori, permettono al sottoscritto, esponente della Società civile che da anni – attraverso vari strumenti, come la Lega delle Autonomie, l’Altra città, il Comitato pendolari dello Stretto, Dimensione Trasporti, l’Officina delle idee, ecc.- si batte per una Società migliore, di formulare un “APPELLO” e “QUALCHE RIFLESSIONE POLITICA”. L’appello è rivolto alle numerose Associazioni nate e sviluppatesi, anche di recente nella nostra Comunità con intendimenti, per quanto mi riguarda, condivisibili.

Chi scrive si permette di sostenere che basa i suoi ragionamenti su un’antica e sentita esperienza politica e partitica alla quale in parte ha rinunciato perché, da circa un decennio, ha capito che i Partiti, in contrasto con i loro programmi politici, privilegiavano il “giorno per giorno”, il sistema delle appartenenze piuttosto che una vera e propria e sincera battaglia a favore della collettività.

Ciò detto credo che dobbiamo, fin da ora, sapere, alla vigilia di importantissime scadenze elettorali (nel 2013 – se non prima – le politiche; nel 2013 – se non prima – le regionali in Sicilia; nel 2013 – se non prima come io mi auguro – le amministrative a Messina e in molti altri importanti Comuni), che se non riusciamo a “fare rete”, a connetterci fra noi senza primogeniture, a stilare un programma comune (soprattutto per le amministrative a Messina), avremo fatto il gioco dei “soliti noti” che già attrezzano le loro “truppe cammellate”, fatte di clientele e di vuote promesse sia a destra che in una cospicua e ben nota parte della cosiddetta sinistra, o meglio centro-sinistra, a “vincere” a tutela dei propri corposi interessi.

Quindi, l’appello è rivolto a “singoli ed associati” per impostare e portare avanti – INSIEME – linee politiche ed obiettivi politici comuni e nell’interesse collettivo.

Ciò non toglie che si possano anche realizzare iniziative di singole associazioni purché siano animate – a mio avviso – dallo “spirito” concreto e non teorico dell’appartenenza ad una comunità, della esigenza di comunicare fra noi e dello sviluppo, il più possibile, della partecipazione.

Non si tratta di “convention ad escludendum” perché ritengo che sia sempre importante il coinvolgimento dei partiti politici (di quello che democraticamente e senza volere necessariamente primeggiare, ci stanno) in quanto parte essenziale della nostra carta Costituzionale e della vita associata.

Sì, anche oggi, anche in un periodo in cui in molti (presi dalla giusta idea di volere eliminare vizi e disonestà) vorrebbero cancellare i Partiti, eliminarli dalla società, con un impeto che mi permetto definire populistico, demagogico ed anticostituzionale.

Non si tratta di riedizioni del “vecchio uomo qualunque” ma, di una riedizione e di una riconferma, sempre pericolosa ed aperta a nuove, vecchie avventure di rigurgiti “qualunquistici” e contrari agli interessi degli italiani.

Certo, i Partiti devono rigenerarsi, ristrutturarsi e rinnovarsi, in un quadro Europeo ed Internazionale che contiene elementi importanti di novità (la vittoria del socialista Hollande in Francia) e elementi altrettanto importanti di negatività (vedi la vittoria della estrema destra nazi-fascista in Grecia).

Ma quale migliore occasione avrebbero i Partiti Politici Italiani per trarre nuova linfa e nuovi stimoli da una società – quella italiana- che non chiede altro che partecipare attivamente alla vita politica, apertamente e non in chiuse stanze dove – ancora oggi – si programmano le liste dei clientes, dei raccomandati, dei “poveri cristi” al di sopra di qualsiasi spirito di meritocrazia cercando di abbindolare la gente con la vecchia, antica e nota “promessa del posto”?

Dunque, sentiamoci e cerchiamo di realizzare con i tempi ed i programmi giusti una grande e partecipata “Convention” nella quale tracciare quel nuovo cammino che in molti si attendono.

La riflessione politica: la Francia come già detto è la speranza del cambiamento anche in Italia.

Dove alta è l’onda dell’antipolitica, la mancanza assoluta di fiducia nei confronti dei Partiti tradizionali; l’aumento dell’astensionismo; e contemporaneamente l’affermazione del movimento antisistema (5 Stelle), la rana che ha colpito il PdL e la Lega, e la tenuta stentata e legata a più e diverse “gambe” del tavolo politico del è Partito Democratico.

In effetti, manca, è assente – se non come semplice testimonianza la presenza di una Sinistra forte che sia espressione della Società Civile, amalgamata e ricca di proposte e di principi, così come, nel bene e nel male, l’abbiamo conosciuta in tanti anni.

Io che non ho mai parlato di esperienze personali, adesso penso di dovere richiamare l’attenzione di amici, compagni, estimatori sulla mia vicenda politica, che in termini altruistici e per amalgamare le forze disperse e fra loro in contrasto della Sinistra messinese, mi ha visto candidato a Sindaco nel 2008, senza alcuna possibilità di riuscita.

Ho voluto dare un segnale. Penso di non esserci riuscito fino in fondo, ma ciò che dico lo dico perché il “tempo è ora” , i tempi sono maturi, “e se non ora quando”?

E’ ipotizzabile “l’uomo solo al comando”?

Certamente “no”, sul piano democratico e costituzionale.

Ma certamente “si” in periodo di crisi, di recessione, di disoccupazione, di espulsione dal mondo del lavoro, di “caduta” delle imprese, di ricerca del lavoro soprattutto da parte delle giovani generazioni.

Ed è possibile ipotizzare un colpo di teatro di Berlusconi-Alfano e di Maroni-Bossi, che cerchi di rimettere insieme i cocci sparsi di un centro-destra allo sbando.

Ma è possibile ipotizzare, per esempio, una rapida ricomposizione del centro-sinistra intorno al PD con le sue lotte intestine, i conflitti interni, i tentativi disperati di riscoprirsi per intero parte della Sinistra italiana?

Non lo crediamo e non crediamo alla fotografia di Vasto ormai sbiadita e che bisognerebbe rigenerale, e in cui solo l’IDV (con il suo Orlando furioso) può cantare vittoria; non SEL e non – ripetiamo – il PD che ha sbagliato quasi tutto: le primarie, le alleanze, i candidati, i programmi.

Che fare? Direbbe il vecchio Lenin?

Si può pensare, ad esempio, che (e si tratta di un esempio spendibile a vari livelli nazionali) che qui da noi a Messina, nel futuro orami prossimo, in caduta libera Buzzanca, tutto possa poggiare su leadership che si chiamino Genovese o D’Alia o chissà come, con i loro metodi da Prima Repubblica e con i loro possibili conflitti d’interesse. E dove mettiamo i problemi ormai arcinoti del Governo Regionale a guida Lombardo, sostenuto, fra gli altri, dalla corrente “Innovazione” del PD che ha letteralmente spaccato il Partito, con i mallevatori Cracolici e Lumia, mettendo ai margini del Segretario Regionale Lupo?

Concludo ribadendo che si aprono nuovi, interessanti, importanti, entusiasmanti scenari politici.

Sta a noi- a tutti noi- cogliere il momento.

Il momento è questo. E rimango in attesa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: