Da Palermo e da Napoli: la giusta strada da percorrere


Dalle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio viene fuori un segnale ben preciso: mandare a casa, intendo alle elezioni politiche, i ceti politici decotti per potere dare finalmente il via alla terza Repubblica.

di Citto Saija

Intanto bisogna esultare perché la destra è ormai una “statua in frantumi”. Il cavaliere, per non piangere, ha deciso di “scialarsi” partecipando alle pacchianissime feste (penso alle immagini del film “La congiura dei boiardi”) del neoeletto ex comunista (sovietico) Putin.La grande sconfitta del PDL è sotto gli occhi di tutti e non richiede alcun commento.

Ma sconfitta è anche la Lega, addirittura nel piccolo centro vicentino di Sarego dove il partito di Bossi e Maroni intendeva collocare il fantomatico parlamento padano. Proprio a Sarego ha vinto il primo sindaco grillino d’Italia. Il primo cittadino di Sarego a cui dalla lontana Sicilia intendiamo fare gli auguri di buon lavoro è il trentaduenne Roberto Castiglion, un giovane dalla faccia pulita e con una laurea in ingegneria informatica, del movimento Cinque stelle.

Casini e Rutelli (i grandi sostenitori del governo Monti) non sono assolutamente il terzo polo ed escono sconfitti, tranne qualche zona residuale in Sicilia.

Il Partito democratico diciamo pure che tiene perché si tratta di elezioni amministrative e le sinistre delle varie confessioni di fatto hanno agito unitariamente.

Alle politiche non sarà così. Per assicurare un futuro diverso all’Italia il Partito democratico dovrebbe essere sorpassato (come in Grecia) o comunque ridimensionato da possibili e auspicabili liste di una sinistra unita e che si allei subito e su programmi precisi con tutto ciò che nel Paese si muove per il cambiamento.

Le novità significative di queste elezioni amministrative sono i risultati del primo turno a Palermo e Genova e il boom (questa parola mi piace perché non piace a Napolitano) del movimento Cinque stelle.

Come ho già scritto, il movimento di Grillo non è certo di destra e vuole il cambiamento e sono contento del suo boom. Mi è dispiaciuto infatti che il presidente della Repubblica, in un commento a caldo con i giornalisti, abbia sottovalutato tale vittoria dicendo che lui ha visto un solo boom negli anni ’60. Il presidente della Repubblica, garante della Costituzione, dovrebbe avere rispetto per le scelte elettorali del popolo sovrano!

A Palermo si trova, a mio avviso, la strada dell’effettivo cambiamento. Una strada che è iniziata a Napoli con De Magistris e con coloro che hanno scelto la strada giusta: quella del sorpasso. E a Napoli e a Palermo Rifondazione comunista e la federazione della sinistra con lungimiranza hanno sostenuto sin dall’inizio le candidature di De Magistris e di Orlando. Sia a Napoli che a Palermo, il partito di Vendola (che ancora non ha scelto la chiarezza) non si è schierato con De Magistris e Orlando.

Orlando sta per diventare sindaco del capoluogo siciliano con il sostegno della società civile, dell’Italia dei valori, di Rifondazione comunista e della Federazione della sinistra e dei Verdi.

Una coalizione pulita, esplicitamente contro la mafia e non collusa con il brutto governo regionale di Lombardo sostenuto da un Partito democratico che, con il suo candidato Ferrandelli, appoggiato anche da Sel, ha ottenuto un misero 17% rispetto ai 48% del candidato Leoluca Orlando.

Certamente a Palermo si rinnoverà la primavera e Palermo diventa un vero e proprio laboratorio politico.

Nel capoluogo siciliano il centro si è bloccato all’8,2% e il centro-destra al 14,2%.

Gli ex diessini e sostenitori dell’inciucio con Lombardo Cracolici e Lumia escono sconfitti e con loro tanti altri ex democristiani.

Anche a Barcellona Pozzo di Gotto vi è un dato molto importante: nel comune già feudo di Nania e Buzzanca, Maria Teresa Collica con la lista “Voltiamo pagina” e sostenuta da Rifondazione comunista, Sel e Italia dei valori nonché da ampi strati di società civile, va al ballottaggio con il 29,26% contro il candidato di Pdl-Udc al 33,26%.

Maria Teresa Collica è certamente l’unica novità nella provincia di Messina, dove – tranne qualche piccola eccezione – rimane ancora il vecchio servilismo nei confronti delle vecchie caste politiche. Barcellona dimostra che il sorpasso è possibile e che l’unità delle forze di alternativa paga.

In Sicilia avremo presto le elezioni regionali e l’anno prossimo a Messina si voterà anche per le comunali. La strada da seguire ritengo sia quella di Palermo e di Napoli. Ancora una volta ripeto: il sorpasso è possibile!

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