MESSINA. PULIZIA SPIAGGE. INTERVIENE LA FP CGIL CHE RICORDA: L’ATO 3 SOTTRASSE COMPETENZE ALLA MESSINAMBIENTE PER AFFIDARLE DIRETTAMENTE AD ALTRE COOPERATIVE


 

Ricchi e poveri nelle spiagge messinesi

Crocè, Fp: “Un anticipo di quanto potrebbe accadere con l’affidamento a privati dei servizi oggi curati dalla Messinambiente”

di FP CGIL

“Siamo tutti sconcertati dalle condizioni in cui versano le spiagge cittadine alla fine del mese di giugno. Ma ora non si cerchi di scaricare la responsabilità di questo disastro sui lavoratori della Messinambiente”. Clara Crocè, segretaria generale della Fp Cgil di Messina che insieme alla Uiltrasporti sta chiedendo da mesi la revoca del bando di gara voluto da Comune e ATO 3 per affidare a società private i servizi oggi espletati dalla Messinambiente, fornisce sulla situazione delle spiagge cittadine e anche del verde pubblico, una versione diversa da quella data alla stampa dal Commissario liquidatore dell’ATO, Ruggeri.

“L’Ato 3 ha sottratto alla Messinambiente diverse competenze e fondi che poi ha affidato direttamente ad altre cooperative o aziende: la pulizia delle spiagge, il verde pubblico, i servizi di potatura e scerbatura. Settori – osserva Crocè- che stanno dando al comune di Messina e all’ATO non pochi grattacapi viste le condizioni di strade e spiagge. Non a caso su questo nodo esiste tra l’Ato e la Messinambiente un contenzioso di oltre 25 milioni di euro. Certo- prosegue Crocè- in qualche occasione, di fronte a necessità urgenti, l’Ato ha fatto richiesta di intervento straordinario alla Messinambiente, salvo poi non pagarlo. Ma non si cerchi oggi di scaricare responsabilità e colpe sui lavoratori della Messinambinte”.
Per Crocè quello che sta accadendo con i servizi che sono stati sottratti alla Messinambiente, società a capitale pubblico, per essere dirottati verso privati, è un assaggio dei problemi che investirebbero la città di Messina all’indomani del bando di gara per l’affidamento a privati dei servizi di raccolta e smaltimento rifiuti. “Anche questa vicenda, come se non bastassero quelle dei comuni limitrofi che avevano privatizzato il servizio e che si sono ritrovati a gestire bollette altissime e emergenze rifiuti, sono un monito. Per il bene della città e dei suoi abitanti, Comune e Ato revochino il bando garantendo così un servizio efficiente, mantenimento ai livelli attuali dei costi e dell’occupazione”, conclude Crocè.

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