La Piramide e “Il Rito della Luce”


di Francesco Carini

Dal 18 al 21 giugno 2011 la Fondazione Antonio Presti – Fiumara d’Arte ha organizzato “Il Rito della Luce”. Le attività di questo evento si sono dislocate fra il Castello dei Ventimiglia di Castelbuono e la Piramide 38° Parallelo, costruita su un rilievo del territorio di Motta d’Affermo nel 2010. Sabato sera fra le 21 e le 24 si è svolta, nel primo edificio, “La Notte della Poesia”, che ha coinvolto poeti ed artisti provenienti da tutta Italia ed ha preceduto ed introdotto l’evento vero e proprio che ha preso luogo l’indomani presso il tetraedro progettato dall’artista Mauro Staccioli e che ha richiamato visitatori da tutta la Sicilia. Il poeta Dome Bulfaro, residente a Monza, ha definito l’esperienza bellissima e si è considerato più che felice per aver scoperto e vissuto anche l’attività poetica del rito; mentre, in un’intervista, il sindaco di Motta d’Affermo Sebastiano Adamo ha posto anche l’accento sull’importanza del parco “Fiumara d’Arte”, senza la quale i comuni della valle del Fiume Aleso sarebbero certamente dimenticati.

La Piramide è l’ultima opera di questo museo a cielo aperto che ospita opere monumentali che si dislocano presso il letto del fiume che scorreva fra i Nebrodi e l’antica città di Halaesa. Il suo nome deriva dalla collocazione sul trentottesimo parallelo, che è anche quello che passa sul confine delle due Coree. La sua struttura  (trenta metri di altezza) in acciaio corten le definisce il suo colore brunastro, mentre le sue giunture, dopo l’esposizione al sole, determinano al calare della temperatura del metallo dei suoni particolari, che Antonio Presti definisce sonorità cosmiche. Questo suo carattere mistico è stato fortemente accentuato domenica 19, quando poeti, artisti ed esperti di yoga e discipline indiane si sono alternati all’interno ed all’esterno del monumento determinando un’atmosfera mistica, fuori dal tempo e dallo spazio.

Antonio Presti, fra l’organizzazione delle navette per i visitatori e delle performance dei bambini che hanno recitato poesie nell’atmosfera magica della piramide, ha confessato che ci sono voluti dodici mesi di duro lavoro per organizzare quest’evento, il cui obiettivo è quello di far ricontattare i valori dell’anima attraverso la spiritualità. Attraverso la sua fondazione ed attività come il rito della luce, egli ha detto di voler restituire alla Sicilia la cultura della “bellezza” e lo stimolo per una politica diversa, che possa consegnare ai giovani ed alle prossime generazioni un futuro migliore.

Non a caso il “mecenate” siciliano, oltre ad essere il proprietario dell’Art Hotel “Atelier sul Mare”(dove le stanze sono state progettate ed arredate da importanti artisti e light designers), ha percorso posti come Corleone o Librino, dove ha messo in piedi per i giovani importanti attività culturali. Soprattutto nel quartiere catanese ha sostenuto il progetto “TerzOcchio Meridiani di Luce”, progetto educativo che diventa metafora del bagliore della bellezza che avanza e che illumina i posti che certe culture avevano lasciato al “buio”.

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