I lavoratori all’A.T.M. di Messina: “Pagateci!”


ATM

di Domenica Barbaro (autista ATM di Messina, a nome della quasi totalità dei colleghi)

Ci appare superfluo elencare le infinite problematiche che attanagliano l’ATM e che si eternano da oltre cinque anni, sotto una coltre di silenzio assordante e immobilismo conservatorio da parte di chi invece dovrebbe garantire  la funzionalità e l’efficienza.
Troppo spesso ci si dimentica che il diritto TPL è un diritto del cittadino. Qui, però, nella città dei Pinocchio, tutto può accadere.

Così non pagano gli stipendi a noi dipendenti pubblici, pur se, non omettiamolo, l’ATM è ANCORA PUBBLICA.  Ciò vuol dire che il Comune deve farsi carico, suo malgrado, dei debiti dell’azienda. Allora qualcuno ci spieghi come mai noi dipendenti siamo considerati “PUBBLICI” solo nei doveri, per cui non possiamo scioperare se non garantendo le fasce orarie, non possiamo gridare la nostra disperazione non andando a lavorare, giacché rischieremmo una denuncia per interruzione di pubblico servizio. Al momento di corrisponderci lo stipendio però ci si dimentica di questa nostra posizione “privilegiata”, trattandoci alla stregua dei lavoratori privati (non ce ne vogliano codesti).

E lo show continua. In una successione inesauribile di proclami, liquidazione e successivi dietro front solo per coprire sotto una cortina fumogena di menzogne le nefandezze di una politica sciupona. Menzogne che diventano humus, si territorializzano, sedimentate da un paradigma dominante che si rifiuta di vedere; che tentano di  confondere le idee dei cittadini per cercare di mascherare, in verità in maniera assai maldestra, i propri atteggiamenti ambigui e il proprio vuoto di progettualità.
Seminano speranza i politici. Mai avere la speranza. La speranza è una trappola, è una cosa infame, inventata da chi comanda.

Così l’ilarità del cittadino comune non si sfoga nelle stanze di Palazzo Zanca, ma, con le cadenze necrofile della ripetitività infernale di una catena di montaggio, sempre e contro quel povero disgraziato che, con assurdo senso di responsabilità, continua a lavorare pur senza percepire la maturata retribuzione, nonostante le bollette che crescono, nonostante debba pagare lui quella crisi che non ha creato, lui criticato senza neanche conoscere, diventato ormai parte di un popolo larva, talmente senza dignità da strisciare e a implorare.
Ma la retribuzione non è un diritto garantito dalla Costituzione? A scuola non si studia che i diritti garantiti dalla nostra Costituzione sono INVIOLABILI?

Retribuzione è una parola che fa paura a quelli che comandano, a chi sguazza nel letame che ha creato, a chi protegge se stesso ed i suoi privilegi, a chi è cosciente di rubare ogni giorno il respiro, la dignità, la stessa vita di chi nel fango affonda, di chi beve il fango fino ad affogare. Una parola molto semplice, eppure radicale e forte.

Così coloro i quali del servizio pubblico dovrebbero beneficiare, i cd “cittadini-utenti”,  si ritrovano a dover andare a casa o al lavoro a piedi. Spesso si nota una migrazione. Chi aspetta invano alla fermata, quando arriva, avverte che manca l’autobus e tutti se la fanno a piedi. Una sregolatezza fuori controllo, ormai assurta a livelli parossistici da mercato, che è sintomo della discesa agli inferi di un’intera città, assurta a squallido cliché.
Si è vero, siamo stanchi. Però non ci fermiamo. Continueremo a lottare, nelle piazze e nelle sedi istituzionali, in difesa del diritto alla mobilità e del diritto alla retribuzione prima che li distruggano. Di destra e di sinistra, coloro che amiamo i valori non negoziabili della Costituzione. Insieme, uniti.

È un primo affondo, cosa accadrà domani se voi politici continuerete a turbinare i pollici , non lo sappiamo. Già oggi è tardi. Qualcosa faremo questo è certo. Non più silenzio, né immobilismo, non da parte nostra almeno. Se non lo facessimo l’ulteriore passo sarebbe quello definitivo nel vuoto, nel baratro.

Potete giocare all’infinito, ma nel frattempo PAGATECI.

About these ads

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: