Nascerà in Sicilia la Casa internazionale della Salute


Pienamente integrata con il SSR, sarà il punto di riferimento dei migranti  per l’assistenza e l’orientamento nell’accesso ai servizi sanitari. Il personale medico e paramedico della Casa della Salute internazionale avrà anche una formazione specifica per migliorare il dialogo e i processi di inclusione sociale dei migranti. L’Assessore della Salute della Regione siciliana, Massimo Russo, ha tutta l’intenzione di procedere speditamente su questa indicazione emersa dal Convegno “Salute e Migranti”, organizzato dall’OMCeO di Messina.

Già a luglio, un tavolo tecnico metterà in piedi l’intelaiatura del progetto e a settembre, in un incontro comune in assessorato, alla quale parteciperanno anche i rappresentanti delle associazioni coinvolte nel Convegno (INMP. AMSI e SIMM), insieme all’OMCEO di Messina, si passerà ad una seconda fase progettuale, che, già dai primi messi del prossimo anno, dovrebbe vedere sorgere il primo modello della Casa internazionale della Salute.

“Il progetto di una Casa internazionale della Salute – ha detto Massimo Russo – è la risposta della Regione siciliana ad una nuova e crescente domanda assistenziale, nel rispetto del principio del diritto  alla salute di tutti, prendendo atto che i migranti non devono essere assistiti solo in condizioni di emergenza, ma, soprattutto se regolari, nella migliore prassi quotidiana del nostro Servizio Sanitario Regionale”.

“Soddisfatto del raggiungimento di questo obiettivo, Giacomo Caudo, presidente OMCeO Messina, istituzione organizzatrice del Convegno, che ha sottolineato “il valore di questo progetto, che rende ancora più efficace il nostro Servizio Sanitario Regionale. L’impegno è fortissimo – ha continuato Caudo – anche perché condiviso con i rappresentanti del mondo mediterraneo e dei medici stranieri presenti in Italia”.

Nella Casa internazionale della Salute, il personale medico e paramedico, che farà da interfaccia con migranti avrà anche una formazione specifica in processi di mediazione culturale, per migliorare il dialogo e lo stesso percorso di cura dei migranti.

Il Convegno “Migranti e Salute”, che ha visto la partecipazione di oltre 50 medici arabi dell’area mediterranea, tra specialisti e dirigenti sanitari e ospedalieri, ha anche gettato le basi di un accordo di cooperazione per la formazione sanitaria di medici e paramedici dell’intera ‘area mediterranea, che avrà sede principale in Sicilia e che sarà oggetto di discussione già al prossimo Tavolo tecnico di luglio.

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