La storia infinita dei lavori in via Bonino


 di Dario Buonfiglio

Messina –Da quasi un mese le attività dei commercianti e degli artigiani di via Bonino sono paralizzate per via dei lavori di riparazione alle tubazioni della rete fognaria. I lavori in corso stanno andando troppo a rilento causando così serie difficoltà per chi deve acquistare dei prodotti nei negozi che sono ubicati nella via che, per adesso, è chiusa al traffico. Le vendite, per i negozianti della zona,  sono così sensibilmente diminuite. C’è chi ipotizza anche un giusto indennizzo per gli esercizi commerciali della zona.”La situazione per noi commercianti è drammatica, le vendite sono diminuite dell’ottanta per cento. I lavori procedono troppo a rilento – ha evidenziato Antonino Capria, titolare di un negozio di ferramenta ubicato sulla via Bonino.

Pochi gli operai impiegati giornalmente che, a quanto si evince dai fatti, hanno poca dimestichezza con questo genere di lavori. E’ una situazione insostenibile per noi, prima i lavori del tram, adesso le tubazioni della rete fognaria, così facendo, tra breve, nonostante tutta la buona volontà , saremo costretti a chiudere le nostre attività. Abbiamo troppe spese e troppe tasse da pagare, non riusciamo ormai far fronte a questo continuo stato di crisi.” Far lavorare più operai, in diversi turni giornalieri, per concludere in minor tempo i lavori, è, per adesso, l’unica soluzione plausibile per togliere dai guai e far respirare un po’, dal punto di vista economico, i commercianti e gli artigiani della zona.

La viabilità cittadina è oggetto di continui lavori di scavo, di bitumazione, oppure necessari ad assicurare allacci, oggi dell’acqua, domani per il ripristino della condotta fognaria o per interventi di Enel, Telecom, gas: che vengono eseguiti, senza un’opportuna programmazione, in periodi diversi, e non contestualmente per evitare così continui disagi. L’attuale Amministrazione comunale, di fatto, non aiuta le piccole attività commerciali e artigianali presenti sul territorio. Messina è ormai una città morente; tremila giovani, ogni anno, vanno via dalla nostra città che non offre lavoro e speranze di un futuro migliore.

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