VOLGE AL TERMINE IL PROGETTO “OLTRE LE BARRIERE”


Volge al termine l’attività di rieducazione equestre svolta settimanalmente presso il Club Ippico “La Pineta” (Villafranca Tirrena) e il Centro Sociale Ippico (Barcellona Pozzo di Gotto) nell’ambito del progetto denominato “Oltre le Barriere”, organizzato dal Rotary Club (“Messina”, “Messina Peloro”, “Stretto di Messina”, “Taormina” e “Barcellona Pozzo di Gotto”) in sinergia con l’Associazione “Equitando” ONLUS, rivolto a ventuno ragazzi diversamente abili.

Iniziato nel mese di maggio, il progetto, promosso dal dott. Vincenzo Giannetto (Presidente del Rotary Club “Messina Peloro”) e coordinato per l’area peloritana dalla dott.ssa Nella Rucci (Presidente del Rotary Club “Barcellona Pozzo di Gotto”), si inquadra nell’ambito dell’attività del Rotary Club prevista per l’anno rotariano 2010-2011, avendo nello specifico quali obiettivi primari la riabilitazione globale della persona in luogo aperto e la socializzazione degli utenti diversamente abili con i soggetti normodotati.

L’Associazione “Equitando” ONLUS, attiva dal 2003 e centro affiliato dell’A.N.I.R.E. (Associazione Nazionale Italiana Rieducazione Equestre – D.P.R. 08/07/1986 n. 610), si occupa, con personale specializzato, dell’organizzazione e della gestione delle attività, individuali e/o in gruppo, di rieducazione equestre.

La Rieducazione Equestre va intesa come un metodo terapeutico globale, in cui, attraverso la pratica di un’attività ludico-sportiva avente come mezzo il cavallo, l’individuo viene attivato nel suo intero complesso motorio, psichico, intellettivo e sociale.

Il cavallo già di per sé rappresenta una presenza viva, concreta, “affettiva”, in grado cioè di sollecitare sentimenti ed emozioni intense: gioia, serenità, come anche paura, rabbia e tristezza. Attraverso l’attività con il cavallo, gli utenti imparano a “sentire” il loro corpo e quindi ad acquisire l’esperienza dell’”altro” corpo, quello nascosto, che proviene da sensazioni ed esperienze profonde. L’instaurarsi del rapporto persona-cavallo stimola e favorisce una “comunicazione” intenzionale: già solo il desiderio del movimento del cavallo crea il desiderio di comunicare.

La rieducazione equestre è molto di più del semplice “andare a cavallo”: l’utente deve essere pronto e sollecito a curare l’animale, a sellarlo, ad alimentarlo, a capire il suo comportamento e a comunicare con esso. Ma, oltre al rapporto affettivo con l’animale, non bisogna tralasciare che la connotazione primaria di tale attività è il suo carattere ludico-sportivo. Divertendosi e quasi senza accorgersene, l’individuo, riuscendo a dirigere da solo il proprio cavallo e a stabilire con lui un’armonica interazione, realizza automaticamente un recupero di sentimenti di sicurezza e autostima e forti spinte all’autonomia, il che favorisce un netto miglioramento dei suoi rapporti affettivi e sociali.

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