CCNL dei marittimi sullo Stretto


di Francesca Fusco

Si è tenuto, presso il ministero dei  Trasporti, l’incontro per il rinnovo del CCNL delle attività ferroviarie,  erano presenti: per la parte datoriale AGENS e Federtrasporti e per le OO.SS, Filt, FIT, UILT, e OrSA,  quest’ultima rappresentata da Mariano Massaro e Antonino D’orazio.

Relativamente al settore navigazione, Agens/federtrasporto ha confermato l’indisponibilità ad inserire nel CCNL delle attività ferroviarie gli esercizi di traghettamento che non effettuano trasporti di mezzi ferroviari, pertanto, alle attività di traghettamento dei mezzi gommati e di traghettamento veloce andrebbero applicati contratti diversi, ad esempio il CCNL dei marittimi.

Alla rivendicazione sindacale circa la  parità di trattamento contrattuale per tutto il personale a suo tempo assunto in Ferrovia, Agens/federtrasporto ha risposto che eventualmente sarà l’azienda RFI a decidere se:

 

  1. Mantenere l’attività di traghettamento extraferroviario  riconoscendo ai lavoratori il CCNL Ferroviario
  2. Mantenere l’attività di traghettamento extraferroviario e applicare ai lavoratori il CCNL marittimo
  3. Decidere di cedere il ramo d’azienda (navi e personale) a gestioni private che applicherebbero il CCNL di riferimento marittimo
  4. Optare per una società mista che governerebbe nel tempo la progressiva sostituzione del personale con contratto ferroviario che va in pensione con lavoratori meno tutelati.

A questo punto la questione diventa seriamente complicata e la controparte in trattativa non è più AGENS/Federtrasporti ma RFI che ha il dovere di definire, una volta per tutte, quale futuro intende riservare al traghettamento nello Stretto.

Intanto i ferrovieri marittimi di Messina restano mobilitati ed hanno ampiamente condiviso una petizione con la quale invitano le segreterie sindacali nazionali a non sottoscrivere un CCNL che vede il settore navigazione, ancora una volta, nel ruolo di vittima sacrificale.

Asserire che lo smantellamento dei trasporti nello stretto sta vivendo la cavalcata trionfale è un eufemismo, ma questa volta c’è in gioco anche il futuro occupazionale e dei diritti acquisiti ottenuti con anni di lotta. L’esperienza insegna che in ogni operazione di trasferimenti di attività verso gestioni private si perdono puntualmente posti lavoro e diritti, pertanto tutto il fronte sindacale dovrà adoperarsi per ottenere la massima tutela per  i ferrovieri e nel contempo sostenere ogni forma di protesta che la base dei lavoratori intenderà attuare.

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