Berlusconi: ‘Faremo riforma del fisco, non decide Tremonti’


(ansa) – Premier: ‘Gli faremo aprire i cordoni della borsa’. Bossi: ‘Soldi? Dipende dal tipo di riforma’

ROMA – ”Faremo la riforma del fisco”, assicura Berlusconi parlando coni giornalisti nei giardini del Quirinale. E Se Tremonti non aprisse i cordoni della borsa? ”Li faremo aprire. Non è Tremonti che decide. Lui propone”, afferma il premier”.

NON TOCCO PENSIONI O PUBBLICO IMPIEGO – “Sarebbe facile ridurre le imposte se facessimo ciò che fanno gli altri paesi sulle pensioni o sull’impiego pubblico. Ma noi non siamo intenzionati a farlo anche se faremo la riforma del fisco”.

PRESO ATTO SCONFITTA MA IDEE CHIARE – “Ho preso atto della sconfitta”. “Sono sicuro però che non ho mancato in nulla se non nel comunicare. Sono assolutamente fiducioso, abbiamo una maggioranza per fare le riforme e mi metterò a comunicare tutte le settimane”.

POTEVO VINCERE MA NON DATO CARFAGNA A CAMORRA – ”Sono sereno, quello delle amministrative e’ un risultato che prevedevo, ma non potevamo fare scelte diverse. Avrei potuto vincere in Campania con Mara Carfagna, ma l’avremmo consegnata alla Camorra”.

BERLUSCONI: PIENA FIDUCIA IN TREMONTI, NESSUNA POLEMICA – “Vengo avvertito di tentativi di polemica su una mia risposta del tutto ovvia ad una domanda dei giornalisti. Riconfermo piena fiducia nel Ministro Tremonti e sono sicuro che continueremo a lavorare bene insieme come abbiamo fatto sino ad adesso”: così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una nota.

BERLUSCONI: SU CARFAGNA STRUMENTALIZZAZIONI OPPOSIZIONE – “L’opposizione tenta di strumentalizzare ogni mia parola. C’é chi ha voluto leggere nelle mie frasi sulla mancata candidatura del ministro Mara Carfagna una falsa polemica. Mi riferivo semplicemente al fatto che avevamo deciso di non impegnare un giovane ministro con molto appeal elettorale ma alla prima esperienza amministrativa in una trincea, esposta agli attacchi della camorra come quella napoletana”: è quanto afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una nota diffusa da palazzo Chigi.

BOSSI, GOVERNO AVANTI? PER ORA SI’; TRANQUILLO? NON SO – Il governo va avanti? “Per ora sì. Tranquillo? Non lo so”. Il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, risponde così ai cronisti a Montecitorio e si dice fiducioso sulla tenuta dell’esecutivo pur non nascondendo qualche perplessità.

TREMONTI CI METTE SOLDI? DIPENDE DA RIFORMA – Gli investimenti dell’esecutivo per la riforma fiscale? ”Dipende dal tipo di riforma”. Umberto Bossi risponde così ai cronisti a Montecitorio che gli chiedono se il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, sarà disposto a ”mettere i soldi” per la riforma del fisco auspicata ieri dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni. ”Dipende da cosa si intende per riforma del fisco”, spiega il leader della Lega Nord ai cronisti che insistono.

DIBATTITO SU VERIFICA DOPO IL 20 – Il dibattito sulla verifica di governo si terrà nell’aula della Camera nella quarta settimana di giugno, dopo l’esame del dl Sviluppo, tra il 20 e il 27 giugno: lo ha deciso la Conferenza dei capi gruppo di Montecitorio. Ancora un rinvio per il ddl sul testamento biologico. Il testo, infatti, secondo il calendario deciso questa mattina dalla Conferenza dei capigruppo di Montecitorio, non è previsto tra gli appuntamenti per l’Aula del mese di giugno. Il Pd, come anticipato da Dario Franceschini in Aula, ha chiesto che il dibattito si potesse svolgere già la prossima settimana: tuttavia, da quanto si apprende, il presidente della Camera Gianfranco Fini avrebbe proposto come
prima data utile la quarta settimana di giugno: da contatti informali con il presidente del Senato Renato Schifani è emerso che al Senato il dibattito poteva svolgersi dopo i referendum del 12 giugno, ma in quella settimana l’Aula di Montecitorio dovrà esaminare il Dl sviluppo.

MARONI, ORA VEDREMO SE MAGGIORANZA REAGISCE – “Il segnale c’é stato ed è stato forte, non deve essere sottovalutato e io non lo faccio. Adesso cerchiamo di capire se questa maggioranza ha la capacità di reagire o resta inerte, che sarebbe la cosa peggiore”. Così il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, a margine di un’audizione, commenta il risultato dei ballottaggi di ieri. ”Mia nonna diceva che le sberle fanno male ma alla lunga fanno rinsavire, fanno imparare la lezione”. ”Per adesso – ha aggiunto – resta solo il dolore dello sberlone e spero che nei prossimi giorni, non nelle prossime settimane, ciò ci faccia non solo capire perché andata così, ma anche prendere delle adeguate
contromisure”.

BERSANI,A VERIFICA PREMIER SIA DIMISSIONARIO – “In parlamento Berlusconi si presenti dimissionario perché è venuta meno la maggioranza nel paese”. E’ la richiesta che il segretario del Pd Pier Luigi Bersani rivolge, a Repubblica tv, al premier in vista della verifica parlamentare. “E’ un disastro – afferma Bersani – per il paese il fatto che resti sempre avvitato sui problemi di una sola persona. Sento di esigenze prometeiche: ce la fa, non ce la fa? E’ ora di dire basta e girare pagina. Berlusconi dica se può ancora  tirare la palla avanti o no ma nonpuò tenere l’Italia prigioniera”.

LA RUSSA, BOSSI? RAPPORTO SALDO, ANCHE LUI RIFLETTA – “Discuteremo, perché l’errore più grande sarebbe sottovalutare l’esito del voto ma il Pdl non lo sta compiendo. E ci auguriamo che non lo compia neppure la Lega”. Ignazio La Russa, ministro della Difesa e coordinatore del Pdl conversa coni giornalisti a Montecitorio e sottolinea che “il rapporto con Bossi è saldo, anche se qualche amico della Lega pensa che non si possa prendere in esame il fatto che a noi sono venuti meno voti, ma anche a loro”.

PDL RIFLETTE DOPO IL CRACK. BERLUSCONI, RIMANDO IL FUNERALE… Alfano coordinatore unico? ‘Vediamo, abbiamo il comitato di presidenza prestò: così il premier Silvio Berlusconi, da Bucarest, risponde ai giornalisti, all’ indomani della forte sconfitta registrata dal centrodestra nelle amministrative, lasciando l’albergo. Stasera è in programma l’ufficio di presidenza del partito. Il premier sceglie poi l’ironia davanti alla sconfitta: ‘Volevo fissare il mio funerale, ma ho troppi impegni e rimandiamo’. Intervistato da Repubblica, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani dice che il presidente del Consiglio deve dimettersi, sollecita il Parlamento a cercare la soluzione di una nuova legge elettorale e conclude che dopo si deve andare a votare.

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