“Babbaluti” fra passato e presente


Babbaluti

di Francesco Carini

 

Venerdì 25 Marzo si svolgerà a San Marco d’Alunzio la processione del Santissimo Crocifisso della chiesa dell’Aracoeli, nota anche come festa dei Babbaluti. Anche se le tesi di alcuni studiosi ritengono che la presenza dei Babbaluti sia risalente al Medioevo, ad un’antica Sacra Rappresentazione probabilmente celebrata da una setta religiosa, lo storico Meli (vissuto nel diciottesimo secolo), oltre a parlare di un libretto risalente al 1400, fa risalire le radici certe di questo evento al 1612, recitato tutti i venerdì di marzo presso la stessa chiesa aulentina.

Da allora il rito si ripete sempre uguale, come se il tempo si fosse fermato, tornando a rievocare scorci di passato che rivivono nei canti dialettali, nelle gestualità e nei simboli che uniscono sacro a profano.

Finita la solenne Messa cantata delle ore undici nella Chiesa dell’Aracoeli (fondata dai Normanni ed ingrandita fra il XIV ed il XVII secolo), il simulacro del Santissimo Crocifisso (una scultura lignea del XVII sec. recentemente restaurata) con ai suoi piedi il quadro della Vergine dei sette dolori, viene portato in processione dai 33 “Babbaluti”, tanti quanti gli anni di Cristo. Questi (sia uomini che donne molto fedeli per voto o grazia ricevuta), in un primo momento vanno nella vicina Chiesa di Santa Maria dei Poveri dove, al riparo dalla curiosità dei fedeli, indossano un costume di colore viola costituito da una tunica e un cappuccio di forma conica che copre l’intero corpo lasciando liberi solo gli occhi e le mani. In seguito, dopo essersi preparati, i penitenti, che indossano semplici calze in lana lavorate a mano, si dirigono alla Chiesa dell’Aracoeli per portare in processione la scultura, entrando nell’edificio sacro dalla porta laterale e dopo aver baciato a terra all’inizio dell’accesso. La cerimonia toccherà le vie principali del paese e si caratterizza come uno degli eventi religiosi più particolari dei Nebrodi.

Sullo stesso tema fino al 16 aprile, sarà visibile al pubblico la mostra “I colori e i gesti del rituale”, del pittore Pietro Cordici.

 

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