A 31 anni dall’inizio del Calcio-Scommesse, si ricordi il bel gesto di Ezio Vendrame


Ezio-Vendrame

di Francesco Carini

Il primo marzo di 31 anni fa, fu aperta una fra le pagine più tristi della storia del calcio italiano. Massimo Cruciani, grossista romano di ortofrutta, presentando un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, dichiarò di essere stato truffato per aver scommesso, sotto consiglio di alcuni giocatori della Lazio, centinaia di milioni delle vecchie lire su alcune partite di Serie A, con dei risultati rivelatisi poi errati da quanto affermato dai tesserati biancocelesti. Da lì in poi partì un’indagine che coinvolse: Milan, Avellino, Bologna, Perugia e Lazio, che portò ad un cataclisma di dimensioni immani sia sulla credibilità delle singole società che dell’intero sistema italiano.

Per uno scandalo ricordato su una delle pratiche più brutte ed antiche dello sport, si dovrebbero anche ricordare determinati esempi pittoreschi e nobili che sono comunque rimasti nel dimenticatoio. Uno di questi “eroi” è Ezio Vendrame, un George Best friulano.

Qualche anno fa anche la talentuosa ala degli anni’70 compì un gesto dalla bellezza epocale. Capelli al vento, tecnica da brasiliano e genio mai del tutto esploso, Vendrame fu addirittura paragonato a Mario Kempes da Boniperti. Cambiò parecchi club, sfiorando il calcio che conta nella stagione 1974/75 con il Napoli e quando giocava nel Padova (che premiava i giocatori con 22 mila lire a punto) gli arrivò un’offerta: 7 milioni di lire per giocare male e lasciare sullo 0 a 0 la partita contro l’Udinese, sua ex squadra. L’idolo dei tifosi in un primo momento accettò, ma quando sentì i fischi del Friuli si scatenò, come ha affermato lui stesso anni dopo. Alla sua entrata in campo pensò: «Voglio punire quel pubblico di ingrati… affanculo i sette milioni, viva le 44.000 lire». Quella partì finì 3 a 2 per i veneti ed il fenomeno di Casarsa realizzò due gol, di cui uno direttamente da calcio d’angolo, dopo essersi polemicamente soffiato il naso accanto la bandierina ed aver dichiarato a gesti che avrebbe segnato da quella posizione impossibile.

In una situazione in cui il calcio tricolore è stato infangato da più di uno scandalo, certi eventi dovrebbero essere ricordati molto più spesso. Che si proiettino le luci su questi signori del calcio e non sulle bravate di ragazzini ricchi e viziati…

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