“Mio padre è nel Lager”


di Rossella Scaffidi

Il professore Antonio Pugliese ha presentato agli studenti del Majorana  di Milazzo il cortometraggio “Mio padre è nel Lager”, un intenso e toccante racconto sull’esperienza del padre Giuseppe internato e sopravvissuto all’esperienza del lager.

Gli allievi del Majorana hanno incontrato il prof. Antonio Pugliese, docente di Clinica Medica Veterinaria dell’Università di Messina e presidente della S.I.SVET (Società Italiana delle scienze veterinarie), autore del cortometraggio“Mio padre è nel Lager”, racconto toccante della  tragica esperienza vissuta dal padre Giuseppe durante la seconda guerra mondiale. Dopo la presentazione da parte del dirigente scolastico, prof. Stello Vadalà, del gradito ospite, la proiezione del film documento. Già noto al grande pubblico, in quanto presentato recentemente sul canale 404 di SKY, esso è una lucida testimonianza delle atrocità consumate nei lager, raccolte dall’autore sulla base delle testimonianze del padre Giuseppe, apprezzato artista e scultore, scomparso lo scorso anno, che, sopravvissuto all’esperienza tragica del lager e della guerra, ha espresso nella scultura il tormento della sua dolorosa esperienza. Il film, per la regia di Enzo Carone, narra con realismo crudo, supportato da filmati di repertorio la vita nei lager, offrendo una lucida e completa analisi della crudeltà fredda che guidava carcerieri ed esecutori materiali nelle operazioni di sterminio, cui si connettevano pratiche atroci di tortura, tali da lasciare senza fiato ed in assoluto silenzio la platea. Alla fine della proiezione il dibattito, prima del quale, l’autore ha espresso il suo apprezzamento nei confronti di una platea così attenta e sensibile. Memoria e riflessione storica e storiografica sono doverose sempre. Esse assumono valore di monito per le nuove generazioni, perché lo spettro della lucida follia si insinua spesso nelle trame della storia. Oggi ricordare l’Olocausto ci fa forse assumere un atteggiamento di partecipazione sentita e sofferta nei confronti dei drammi che investono il Nord Africa? La risposta degli allievi del Majorana è positiva. Continuiamo, dunque, a testimoniare e riflettere e cogliamo tutte le opportunità che nella scuola si realizzano per costruire, docenti ed allievi, una coscienza comune ed una consapevolezza che ogni violazione dei diritti umani debba essere condannata in nome di quella libertà, che è prima della persona e poi di una collettività, libertà di poter esprimere se stessi nel rispetto dei propri diritti e soprattutto di quelli degli altri.

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