Da mercoledì immigrati a Mineo. Il primo cittadino di Caltagirone:”E’ un’operazione razzista”


“Il ministro Maroni mi ha assicurato che mercoledì inizieranno a trasferire nel centro di Catania”, quello di Mineo, “tutti gli immigrati rifugiati politici che sono presenti all’interno dei Cara (i Centri accoglienza richiedenti asilo – ndr) che potranno dunque dare ospitalità agli immigrati tunisini, circa 1.800, presenti a Lampedusa”. Il sindaco dell’isola, Bernardino De Rubeis, conferma l’apertura agli extracomunitari del Residence degli aranci, la struttura visitata dallo stesso Maroni e dal premier Silvio Berlusconi.


In una decina di giorni saranno trasferiti tutti i tunisini: i primi 200 lasceranno l’isola oggi stesso, con due voli. “Con l’arrivo della bonaccia – ha proseguito De Rubeis – potranno arrivare altri extracomunitari ma la disponibilità di posti all’interno dei Cara sparsi in tutta Italia ci consentirà di trasferirli gradualmente”. De Rubeis ha detto di aver discusso oggi con Maroni “anche dell’apertura della struttura che si trova a Capo Ponente, la vecchia ‘base Loran’, dove c’è un’estensione di 300 mila metri quadrati di terreno: questo per evitare che nel futuro, nella stagione estiva, gli immigrati possano girare nelle strade di Lampedusa come sta avvenendo adesso. Gli immigrati che si trovano sull’isola sono sereni, consapevoli, hanno ancora qualche centesimo in tasca”. C’è un altro sindaco, però, che non è altrettanto soddisfatto: “Sugli immigrati a Mineo si sta compiendo un’operazione razzista: Berlusconi lo chiama Villaggio della solidarietà e invece, laddove prima vivevano poco più di mille americani, adesso vogliono trasferire ben settemila extracomunitari”, afferma il primo cittadino di Caltagirone, Francesco Pignataro. “Le 400 abitazioni a disposizione nella struttura – si chiede l’esponente del Pd – saranno forse allargate? Oppure sono ritenute sufficienti in base all’etnia di chi dovrà esservi ospitato? I problemi si porrebbero già se il residence fosse destinato a ospitare un migliaio di persone, a maggior ragione per un numero sette volte superiore. Come nelle carceri superaffollate, assisteremo, quindi, a una moltiplicazione dei posti e vedremo calpestata la dignità delle persone”. Secondo Pignataro “il potenziale arrivo di migliaia di migranti nel Residence degli Aranci di Mineo è ben lontano dai principi e dai criteri dell’accoglienza ed è, invece, una bomba a orologeria che rischia di essere un esempio di ulteriore marginalizzazione. Non si dimentichi, infatti, l’impatto sociale che un così alto numero di persone avrà sulle comunità della zona.  La vera accoglienza si costruisce con l’integrazione. Mi auguro che il presidente della Regione Raffaele Lombardo condivida questa forte e diffusa esigenza delle popolazioni del Calatino per evitare conseguenze irreparabili”.
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