Cordici, memoria dei Nebrodi


foto cordici

di Francesco Carini

A Sant’Agata di Militello in via San Giuseppe n.52, si possono ammirare le opere del pittore e scultore Pietro Cordici. A quest’indirizzo si trova la galleria d’arte “Il Capitello”, dove si respira un’aria mistica, fra colori e tele che rimandano ad immagini di altri tempi.

Da circa trent’anni qui espone il sessantenne artista santagatese, che nella sua cinquantennale carriera si è occupato di parecchie tematiche e di svariati soggetti: dalla rappresentazione dell’essere umano “violentato” dalla realtà in cui si trova ai paesaggi, dalle nature morte alle tradizioni popolari più antiche. Pietro Cordici fa il suo primo lavoro a dieci anni, disegnando le isole Eolie con la tecnica della china e durante la sua carriera, nei suoi soggiorni di studio in Germania e a Milano, si avvicina alla corrente del “Nuovo Informale”. In questo periodo da emigrante, che copre gli anni ‘70, Cordici scopre la sua vera essenza da siciliano.

Nonostante esponga una mostra personale alla Galleria d’arte milanese “L’Ariballo” ed incontri artisti del calibro di Cassinari e Treccani, egli sogna ed immagina con fortissima nostalgia i colori e le antichissime tradizioni della sua terra, come la festa pagana del “Muzzuni” di Alcara Li Fusi (celebrazione di origine ellenica di un rito propiziatorio alla fertilità della terra) o quella dei “Babbaluti” di San Marco d’Alunzio (penitenti incappucciati che portano la croce di Cristo intonando un lamento lugubre). Una volta tornato in Sicilia farà ciò che contraddistinguerà gran parte della sua vita artistica: lo stile maturato fuori dalla terra natia è sviluppato e messo al servizio della raffigurazione degli ambienti, dei paesaggi e delle tradizioni dei Nebrodi.

Quella del pittore santagatese è una pittura “del segno”, istintiva, vibrante, carica di un simbolismo che riporta alla mente i viaggi onirici rivolti alla ricerca di un “altrove” caratteristici di Paul Gaugin.

Nel quadro il pittore mostra il suo stato d’animo che sembra quasi trasparire dai soggetti protagonisti delle sue opere, degni rappresentati di una ricerca formale tese non al raggiungimento di una forma ideale, ma alla riproposizione della sua psiche e della sua anima. Le tecniche maggiormente usate sono l’olio su tela e la spatola. Lo scrittore Vincenzo Consolo (a cui Cordici rese omaggio nel ’76 con alcune opere ispirate al romanzo “Il sorriso dell’ Ignoto Marinaio”) lo accosta al pittore francese Dufy; mentre Silvestre Cuffaro, durante il soggiorno di Cordici a Palermo, dice di lui: “Questo giovane ha la morbida plasticità di un artista antico, con l’inclinazione per il realismo etrusco-italico”.

I suoi quadri, oltre ad essere opere d’arte e non semplici rappresentazioni della realtà, fungono quasi da memoria storica e manifestazione d’amore viscerale per i luoghi e per i riti ancestrali della sua zona. Nelle sue innumerevoli mostre, Pietro Cordici ha sviluppato il suo stile mescolando tratti dell’espressionismo astratto a quelli dell’informale, esprimendo sé stesso secondo un percorso artistico originalissimo tramite soggetti che sono alla base delle radici culturali dei Nebrodi.

Alla galleria “Il capitello”, è ancora visibile al pubblico per qualche giorno l’ultima mostra di Cordici, dal titolo “Non mi fare male”. L’artista santagatese raffigura il gentil sesso con colori e sfondi tipici del suo stile, mettendo in risalto la fragilità della donna rispetto alla violenza o raffigurandola, in modo positivo, come musa dei cantori della festa del “Muzzuni”. Mentre nel periodo pasquale a San Marco d’Alunzio un’altra esposizione sarà incentrata sui “Babbaluti”.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: