“La Casa delle Culture” ospita “Ad Alba” di Sergio Tripodi


caricatura Tripodi

di Francesco Carini

Presso la “Casa delle Culture”di Acquedolci(Via Vittorio Emanuele II,3/5) è possibile ammirare fino a domani, 31 gennaio, la mostra “Ad alba”, dell’artista santagatese Sergio Tripodi, inaugurata ad inizio mese.

Grande plauso va al giornalista Farid Adly che ha ideato il progetto “Alchimia della Bellezza”. In collaborazione con parecchi artisti dei Nebrodi, l’ingegnere libico, acquedolcese d’adozione nonché presidente dell’Associazione Culturale Mediterraneo, espone da settembre ed esporrà per ogni mese del 2011 le opere di buona parte di essi, in modo da dare spazio a diverse linee tematiche e a differenti stili. Scopo ultimo del progetto è la creazione di un Museo d’Arte Contemporanea dei Nebrodi, anche attraverso le opere dei suddetti artisti che collaborano al progetto.

Il talentuosissimo Tripodi, nato a Sant’Agata Militello il 19 dicembre del 1967 e diplomato all’ Accademia delle Belle Arti “Leonardo da Vinci” di Capo d’Orlando, predilige l’olio su tela e si dichiara fedelissimo all’espressività figurativa ed alle regole cromatiche,particolare che si denota soprattutto nei ritratti, ma anche nella raffigurazione dei paesaggi. Egli inoltre, alla base del suo pensiero che poi si trasforma in arte, parte dall’osservazione del fluire degli eventi in cui coesistono due opposti: ”ordine e disordine”, concetti che ha trattato nella sua tesi dal titolo:“Arte e Complessità”,dove si è occupato di caos ordinati,di meccanica quantistica ed in particolare di alcuni paralleli tra l’atto creativo ed i meccanismi di “autoproduzione”(autopoiesi) dei viventi. La produzione artistica in questo caso diventa “evento creativo” e metafora  della Creazione, con la differenza che la realtà viene dal caso e non ha un fine, mentre la creazione dell’artista si evolve e si concretizza secondo la sua volontà.

Tripodi definisce il proprio carattere “a doppio taglio”, cioè un mix di tenerezza ed istinto, che sono le caratteristiche che s’intravedono nelle sue opere, dove il rigore formale e l’incredibile realismo vengono accompagnati da carnalità o estrema umanità. I ritratti femminili sono caratterizzati da una raffinatissima vena di bellezza ed erotismo, mentre quelli maschili oltre ad essere molto aderenti al vero, d’altronde come i sopracitati, sono pervasi da una sensibilità(soprattutto attraverso gli occhi) che conduce il visitatore della mostra a comprendere lo stato d’animo del modello di turno. I paesaggi variano da una descrizione molto realistica ad un surrealismo romantico,simbolico ma che non perde mai il rigore tecnico che caratterizza la mano e la mente del pittore nebroideo.

Molto particolari sono le caricature dei mestieri che ironizzano sulle professioni e raffigurano i vari rappresentanti delle categorie scelte dall’artista, con le caratteristiche che quest’ultimo dà a ciascuna di esse in relazione al lavoro svolto.

Vista la varietà delle tematiche trattate e soprattutto dei differenti stili, Tripodi può essere definito con un aggettivo solo: eclettico. I Ritratti,le caricature ed i paesaggi, seppur diversi tra loro, sono accomunati da una tecnica raffinata e ricercata che piazza il santagatese fra gli artisti migliori del panorama nebroideo ed arricchisce qualitativamente il progetto “Alchimia della Bellezza”.

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