Crocifisso nelle scuole?


Redazione Giovani

Opinioni a confronto

di Simona Falanga e Vittoria Vento 

Argomento molto discusso in questi mesi è la presenza o meno del crocifisso all´interno delle nostre aule scolastiche. A seguito di una sentenza della Corte dei Diritti dell´uomo -sezione II- a Strasburgo richiesta dalla sig.ra  Saile Loutsi  residente ad Albano Terme che ha investito la Corte il 27 Luglio 2006 in virtù dell´art. 34 della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell´uomo e della libertà asserendo a suo nome ed in nome dei suoi due bambini, che l´esposizione del crocifisso nell´aula della scuola pubblica era un´ingerenza incompatibile con la libertà di pensiero e di religione e con il diritto di un´istruzione ed di un insegnamento conforme alle sue convinzioni religiose e filosofiche . Tuttavia occorre evidenziare che in precedenza sulla questione richiesta della ricorrente il Tribunale Amministrativo del Veneto il 14/Gennaio/2004, tenuto conto dei principi di laicità della Costituzione, riteneva che la questione di Costituzionalità non era palesemente infondata ed investiva della problematica la Corte Costituzionale.

La ricorrente si costituiva dinanzi la Corte Costituzionale, ed anche il Governo che sostenne che la presenza del Crocifisso nelle Scuole era un fatto naturale in quanto il Crocifisso non era soltanto il simbolo religioso , ma anche il simbolo della Chiesa Cattolica che è la sola Chiesa nominata nella Costituzione nell´art 7 deducendone che il crocifisso era indirettamente un simbolo dello stato Italiano.

La Corte Costituzionale con ordinanza del 15 Dicembre 2004 si definì incompetente in quanto non esistevano leggi di Stato ma regolamenti. La procedura riprendeva di fronte al TAR del Veneto che respinse il ricorso della ricorrente evidenziando che il Crocifisso fosse allo stesso tempo simbolo della storia e della cultura Italiana, dell´identità Italiana ed il simbolo dei principi di eguaglianza, di libertà e di tolleranza come pure di laicità dello Stato.

La ricorrente ricorreva dinanzi al Consiglio di Stato che con sentenza del 13/Febbraio/2006 respingeva il ricorso ritenendo che il Crocifisso era diventato uno dei valori laici della Costituzione Italiana e rappresentava une dei valori della vita civile.

CROCIFISSO SI

Dopo aver cercato di fare chiarezza sia sulla questione giuridica che ha sollevato un polverone attorno alla vicenda dividendo l´opinione pubblica , in favorevoli e contrari anche in relazione alle religioni professate, sia sulle origini storiche dell´opposizione del Crocifisso nelle aule, sento il bisogno di esprimere la mia opinione e mi chiedo. Da Cristiani convinti e praticanti cosa si spezza dentro di noi cosa ci intristisce di più? La rimozione eventuale del povero Cristo in Croce ? O come si continui a non volerlo capire, come non vogliamo ostinatamente leggere il suo messaggio di pace e fratellanza fra gli Uomini ? Certo libertà di fede per tutti , ma noi che siamo o dovremmo essere fedeli a Cristo continuatori del suo percorso di fratellanza e pace , perché non possiamo ogni mattina in classe rivolgerci a Lui affinché ci guidi e ci dia la forza necessaria per sopportare tutte le ingiustizie del tempo che altro non sono che atti di superbia e di distruzione dei veri valori di Cristianità. E´ vero anche che non posso imporre a chi non crede di rivolgere una preghiera ad una figura che non gli appartiene, ma posso invitarlo a capire che il Cristo è morto in Croce per la salvezza dell´uomo e per la remissione dei peccati e per la libertà dei fratelli consentendogli oggi di professare qualunque fede. Essendo simbolo di libertà ed eguaglianza tra tutti gli uomini di qualsiasi colore di pelle, lingua e religione insegnandoci ad amare il prossimo come se stessi. Che dire poi della storia dell´arte dove la crocifissione è un tema ed un soggetto molto importante da meritare studi specifici ed il tema non era riservato esclusivamente ai Cristiani ne tanto meno ai soli Cattolici molte opere sono  di Cristiani protestanti , di Ebrei , di Agnostici ed Atei.

Anche Caravaggio sporadicamente osservante fu capace di una flagellazione che è tuttora una delle più profonde visioni artistiche, la Crocifissione bianca di Chagal, Ebreo, insieme al trittico/resistenza/resurrezione/liberazione segnala che il sacrificio di Cristo è diventato patrimonio comune delle culture. Che dire poi della musica dove il tema della Crocifissione di  Gesù e morte sono tema di numerose composizioni non solo medioevali ma anche dei cantici Gregoriani .

Mi chiedo infine quale limitazione di libertà, quale lesione dei diritti dell´uomo, quale imposizione a professare una fede al posto di un´altra può scaturire da un Crocifisso appeso ad una parete che ansi ricorda la sofferenza di un´innocente che ha portato la Croce esempio quindi non di ribellione ma di amore fraterno.

CROCIFISSO NO

Il Crocifisso indubbiamente rappresenta, oltre ad un simbolo religioso, anche un simbolo culturale della nostra storia passata.

Esso però, posto nelle scuole e negli uffici pubblici, rappresenta anche una specie di “Stato pontificio virtuale”, timbro dello stato vaticano sulla Repubblica Italiana. Bisogna sottolineare inoltre, che al di là dei patti Lateranensi sottoscritti con la Santa Sede, l´Italia rimane un paese LAICO: la vera motivazione per la quale bisognerebbe rimuovere il crocifisso dalle scuole e dagli uffici pubblici è in effetti questa.

Il crocifisso si può dunque togliere, ma non con le motivazioni date dalla Corte di Strasburgo per cui sarebbe una “minaccia alla libertà religiosa e al diritto dei genitori di scegliere come educare i figli”: in tutta onestà, se qualcuno si sente minacciato dalla presenza del crocifisso, il problema risiede in lui e non nella croce.  Dall´altro canto,  non vedo il bisogno dei cattolici di “esibire” la propria fede tramite un crocifisso, piuttosto che con il proprio esempio.

Traendo le conclusioni, bisogna riconoscere che negli scontri ideologici tra integralismo laicista e cattolico il crocifisso non è nient´altro che l´ennesimo espediente.

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