Alla ricerca dell’amore


di Francesco Saija

E’ stato presentato nella sala “Laudamo”, per il cartellone “Paradosso sull’autore”, l’interessante spettacolo “Land Lover” (La terra dell’amore) scritto e diretto da Gianfranco Berardi. Un’opera che ha vinto il premio “Nuove creatività” dell’Ente teatrale italiano (ETI). Nelle note di regia, Gianfranco Berardi, che è anche bravissimo interprete nel ruolo della transessuale Niki alla ricerca dell’amore con la a maiuscola, dice che si tratta di “un progetto nato dalla volontà di indagare situazioni paradossali che quotidianamente balzano ai nostri occhi a partire da esperienze autobiografiche”. Proprio “la voglia di raccontare una storia che attraverso il lavoro d’attore indagasse alcune dinamiche umane nate da situazioni paradossali. Così su di un’isola dei sogni, terra dell’amore chiamata Land Lover, tre personaggi stravaganti si recano al cospetto di un folcloristico santone alla ricerca di consulti appaganti”. Molto bella e, per alcuni aspetti, surreale, l’apparizione e la presenza sulla scena dello stranissimo santone con la sua “folkloristica macchina dell’amore” tra immaginette, mortuari lumini e la vergine Immacolata. Tutto sommato il personaggio del santone è quello più reale e concreto. Ma certamente l’amore non può essere cercato attraverso le vie “miracoliste” e “taumaturgiche” né nei vari “paradisi” turistici (Cuba o Tailandia) artificialmente costruiti. Le quattro figure che si muovono sul palcoscenico certamente non comunicano tra loro, non trovano al di là di se stessi la soluzione ai vari problemi esistenziali. L’Amore è cosa seria, è vero rapporto interpersonale e non può fondarsi sull’artificio. E’ vero ciò che sostiene il regista: “si susseguono situazioni improponibili, irreali, incontri casuali e incidenti premeditati che creano uno scenario dove tragedia e comicità si confondono, in cui il divertimento e la cattiveria si alimentano a vicenda”. Un plauso particolare va alle scene di Grazia Bono e Aldo Zucco che, con bellissimi chiaroscuri, evidenziano il dolore e l’amarezza dolente dei personaggi. Un lavoro teatrale che certamente fa riflettere sulla sofferenza dell’umanità di oggi e dal sapore agrodolce perché la speranza di trovare il vero Amore certo non è esclusa.

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