Slitta la ‘legge speciale’


di Andu

Approvare il DDL è urgente per il bene dell’Università. Questo è stato l’appello lanciato simultaneamente dalla Confindustria, dal Presidente della CRUI e, quindi, dal Ministro.

E pur di ottenere, ad ogni costo e con tutti i mezzi, l’approvazione del DDL voluto dai poteri forti economici e accademici, si è fatto ricorso al terrorismo mediatico arrivando a sostenere che senza il DDL l’Università si bloccherebbe, pur sapendo che l’Università è già al collasso per i tagli effettuati e che proprio l’approvazione del DDL bloccherebbe ancora per tanti anni il reclutamento in ruolo, con l’espulsione nel frattempo degli oltre 50.000 degli attuali precari, e gli avanzamenti di carriera.

La verità è che è urgente per la Confindustria mettere le mani nella gestione degli Atenei ed è urgente per i Rettori della CRUI diventare padroni assoluti degli Atenei, affiancati dalle oligarchie economico-politiche.

Per ottenere l’approvazione della loro ‘legge speciale’, una legge incostituzionale che cancellerebbe del tutto l’autonomia e la democrazia degli Atenei, è stato sollecitato – e fino a questa mattina ottenuto – un percorso ‘speciale’ in Parlamento, a fronte di una crisi conclamata del Governo e di un Parlamento in scadenza.

Lo slittamento dell’approvazione del DDL è stato ottenuto da un grandioso, cosciente e pacifico movimento che ha visto finalmente scendere in campo gli studenti universitari e medi per difendere i proprio futuro e quello della loro Università e del loro Paese.

Negli ultimi giorni l’Opposizione, per l’enorme pressione della protesta, si è finalmente convinta ad intralciare l’iter parlamentare del DDL, ma essa continua a non opporsi ai suoi contenuti cardini: un Consiglio di Amministrazione con pieni poteri e con la presenza di esterni, la messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori che comporta l’ampliamento e l’allungamento del precariato, l’accentuazione del nepotismo con la scelta locale nel reclutamento e nelle carriere, il mantenimento della docenza in ruoli separati.

Questo DDL, raffazzonato e inapplicabile, scritto trasversalmente dai soliti ‘apprendisti stregoni” che hanno già imposto le ‘loro’ leggi per distruggere l’Università statale (p.e., i concorsi locali e il “3 + 2”), è inemendabile e deve essere RITIRATO: è questo l’unica strada per dare reale ascolto ad un movimento che è ‘irreversibile’. Ne prendano atto tutti e, in particolare, coloro che continuano a ‘cincischiare’ con la protesta, come quei “futuristi” che sono arrivati a dichiarare che lo slittamento “serve per migliorare la riforma”, fingendo di non sapere che, specie a questo punto, l’unico modo per “migliorare” il DDL è RISCRIVERLO con il mondo universitario, abbandonando la controriforma pre-scritta da Confindustria e dall’accademia che conta.

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