Messina: il Comune chiude la scuola, i genitori si autorganizzano


di Sostine Cannata

Pubblico ©NuovoSoldo

Si è svolta ieri pomeriggio l’assemblea dei genitori degli alunni del plesso di scuola primaria “Isolato 88 – Via dei Mille”, facente parte dell’I.C. “Manzoni – Diana & Clarenza” di Messina. Nell’auditorium dell’Istituto è stata, ancora una volta, denunciata l’insostenibilità della posizione del Comune di Messina e del Sindaco Giuseppe Buzzanca, che hanno preteso dalla Dirigente dell’I.C. “Manzoni – Dina & Clarenza”, Dott.ssa Carmela Maria Lipari, la restituzione dei locali che fino a gennaio 2009, data in cui si è verificato un cortocircuito elettrico, ospitavano cinque classi di scuola elementare, già in condizioni di non sicurezza. Da quella data, gli alunni sono stati sistemati alla meno peggio nell’edificio centrale dell’Istituto Comprensivo, sottraendo anche spazi vitali alla didattica per gli alunni di scuola media.

Dirigente e portavoce genitori ©NuovoSoldo

Si pensava che tale sistemazione fosse provvisoria, ma con il tempo è apparso chiaro che intenzione del Comune è quella di non restituire più i locali alla scuola, motivando ciò con il fatto che esso non è in grado di affrontare una spesa di circa 280.000 euro, ovvero quanto necessario per ristrutturare e adeguare i locali a plesso scolastico. Lo stesso Sindaco, per puro senso del pudore o per metterci una pezza, si è detto disponibile a trovare locali alternativi in affitto, proseguendo nella politica – come dichiarato da Liliana Modica, ex Assessore all’Istruzione della giunta Genovese, presente nell’assemblea di ieri – di affittare locali a prezzi molto esosi da privati, invece di ristrutturare il patrimonio edilizio comunale che va in pezzi, gravando ancora una volta sulle tasche dei cittadini messinesi.

Liliana Modica ©NuovoSoldo

Si da’ atto al Sindaco di aver emesso un bando, che scade il 6 dicembre p.v., per reperire nelle vicinanze dell’Is. 88 – Via dei Mille, locali privati idonei a ospitare le 5 classi di scuola elementare.

Opinione diffusa però tra i partecipanti all’assemblea è che il Comune non troverà questi locali, perché se la logica non è opzionale, siffatto affitto in zona non può costare meno di 10.000 euro al mese, ovvero 120.000 euro l’anno, il che equivarrebbe a spendere i 280.000 euro, della ristrutturazione e adeguamento del plesso dell’Is. 88 di Via dei Mille, in soli 2 anni e 4 mesi di affitto, senza aver alcun apparente beneficio. Inoltre, se il Comune non è in grado di spendere 280.000 euro una tantum, non potrà essere in grado di spendere, per lo stesso fine, 120.000 euro l’anno.

Pubblico e relatori ©NuovoSoldo

Occorre ricordare che l’Istituto Comprensivo “Manzoni – Dina e Clarenza” da circa 3 anni è privo, per l’incapacità di reperire i fondi da parte del comune, della palestra di cui è in possesso, oramai inagibile, che avrebbe potuto rappresentare oltre che lo spazio naturale per svolgere attività psicomotoria per gli allievi dell’Istituto, anche uno spazio sportivo coperto da offrire alle numerose società sportive che operano con non pochi disagi strutturali nella zona. Inoltre la scuola, per effetto della normativa nazionale, ha dovuto chiudere il plesso di scuola primaria “Capitano Traina” e ha subito nello scorso anno scolastico la fusione tra due istituti comprensivi, il “Manzoni”e il “Dina e Clarenza”.

All’assemblea, oltre a genitori e docenti e al portavoce dei genitori Sig.ra Elisabetta Alecci, hanno partecipato Giuseppe Caliri, delle segreteria provinciale della FLC-CGIL, alcuni RSU della scuola, la presidente del Consiglio d’Istituto Prof.ssa Giovanna Mangano, e si sono trovati tutti d’accordo nella necessità di intraprendere azioni di lotta che permettano l’emersione della questione, ritenuta centrale per l’esercizio del diritto allo studio in un quartiere dove le scuole esistenti mostrano i propri limiti nella carenza di locali idonei e nella limitazione degli spazi didattici.

All’assemblea è seguita la costituzione del Comitato dei Genitori degli alunni del plesso “Is.88 – Via dei Mille”, che sta programmando le azioni di lotta da intraprendere, tra le quali volantinaggi e comunicati stampa per sensibilizzare la cittadinanza, coinvolgimento pieno del Consiglio d’Istituto e del Collegio dei Docenti, coinvolgimento dei sindacati e, in ultima analisi, eventuali azioni legali.

La domanda che sorge di fronte a quest’ulteriore atto di disamore per la scuola da parte del Comune, istituzione che, sin dalla nascita della scuola elementare obbligatoria, è stato deputato alla realizzazione di tale obbligo, è: “Chiudere le scuole pubbliche non è forse un buon modo per agevolare le private che nella zona insistono in modo copioso? Il tutto in linea con quanto sta avvenendo a livello nazionale?”

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