Catania, Galleria Katane: Mostra di Pittura di Maria Savino ed altri artisti italiani

Galleria Katane

di S.I.

Catania Domenica 31 ottobre s’inaugura la mostra presentata dal critico d’arte internazionale giornalista Maria Teresa Prestigiacomo  alla Galleria ‘Katane’ con la direzione artistica di Sarah Angelico e la collaborazione dell’Accademia Euromediterranea delle Arti,  vicepresidente il dr. Gennaro Galdi : MOSTRA PERSONALE DI MARIA SAVINO, nella ‘collettiva’ con gli artisti: SILVIA BORRELLO LENTA, ROSALBA CAMINITI, LAYLA MANAZZA, ACHILLE LAITI. La mostra, allestita negli splendidi locali della Galleria ‘Katane’ di Corso Umbertochiuderà i battenti il 10 novembre, sicuramente lasciando un segno tra gli spettatori. Il titolo “Ritorno di memoria” lascia intendere un ritorno alle origini, un amarcord siciliano che è ancor più avvertito dalla pittrice Maria Savino, di origine catanese, che vive, già, da molti anni, lontana dall’Etna, dalle origini paterne ma che, più di tutti gli altri, vive, da lontano, il fascino e la magia che ai luoghi dà il ricordo.

Interessanti le presenze degli altri artisti che fanno degna corona attorno a Maria Savino: ricordiamo, tra gli scultori, il valente artista Master class di scultura Achille Laiti, veneto, e la scultrice Rosalba Caminiti, messinese; Layla Manazza, artista delle memorie nordiche e della delicatezza poetica delle descrizioni paesaggistiche. L’originalità di Silvia Borrello Lenta che non passa mai inosservata. Altri artisti sono in procinto di unirsi a formare una corona d’arte di successo, nella brillante Galleria catanese.

Obbliga il figlio di 7 anni a chiedere l’elemosina, arrestato romeno

MILAZZO (MESSINA) – I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a Milazzo nei confronti di un romeno per riduzione in schiavitù. L’uomo è stato sorpreso mentre obbligava il figlio di sette anni a chiedere l’elemosina davanti un esercizio commerciale. L’uomo era stato già denunciato in precedenza per impiego di minorenni nell’accattonaggio. Il bambino è stato affidato alla madre.

Favara, catturato il boss Gerlandino Messina

FAVARA (AGRIGENTO) – I carabinieri hanno arrestato a Favara Gerlandino Messina, trentottenne capo della mafia di Agrigento, nella lista dei 30 latitanti più pericolosi. Era ricercato dal 1999. I militari lo hanno bloccato in una zona di campagna a Favara. Gerlandino Messina si sentiva al sicuro a Favara. Quasi un anno fa, era il 27 novembre, ci fu infatti un altro blitz, questa volta della Squadra mobile, in un appartamento di via Primo Maggio dove l’ex superlatitante si era nascosto e dove aveva anche festeggiato il compleanno. A confermare la presenza del latitante empedoclino nello stabile di Favara diversi elementi trovati tra cui anche una cartolina del Cristo di Porto Empedocle, con una dedica e un augurio con la firma del mittente cancellata, e il numero 37 in plastica, come quelli che si mettono sulle torte di compleanno per fare spegnere le candeline. E Gerlandino Messina, pochi mesi prima del blitz, il 22 luglio del 2009, aveva compiuto 37 anni. Gli agenti nel covo di Favara, hanno trovato anche immagini sacre che riguardano Realmonte, una zona molto vicina al giovane mafioso empedoclino. Ed ancora, uno spazzolino da denti e una spazzola per capelli. Gerlandino e’ figlio del boss mafioso Giuseppe Messina, che venne ucciso nel luglio 1986 dai Grassonelli, nel corso di una guerra tra Cosa nostra e Stidda.

Cracolici e Lumia incontrano il PD di Messina

di Giovanni Tornesi

Questa mattina, nella sala degli Specchi della Provincia Regionale di Messina, si è svolto l’incontro dell’on. Antonello Cracolici capogruppo PD all’Assemblea Siciliana, del sen. Giuseppe Lumia senatore del PD, e dell’on. Filippo Panarello deputato PD all’ARS, con i quadri del Partito Democratico di Messina.

Tema dell’incontro: “una nuova prospettiva per Messina e per la Sicilia”, che possiamo semplificare, aiutati dai commenti della sala, con “quali prospettive per il PD con la partecipazione al governo Lombardo IV”.

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Riapre il bar della stazione dopo due anni di lotte e trattative

Riapre il bar della stazione di Messina dove riprenderanno a lavorare le persone in forza al momento della sua chiusura avvenuta da quasi due anni fa. Lo annunciano soddisfatte la Cgil e la Filcams di Messina, che hanno siglato ieri un accordo con la Chef Express, il ramo del gruppo Cremonini che ha preso in appalto il punto ristoro, e ha assicurato il reimpiego dei lavoratori in forza prima della chiusura. Per la Cgil si tratta di un ottimo risultato dopo quasi due anni di trattative e lotte dei dipendenti.

Catania – La “banda del rame” nei cimiteri del catanese

di Davide Tutino

Aci Bonaccorsi – Rubati oltre 500 vasetti in rame al Cimitero.

Dopo Aci S.Antonio, Valverde e S.Giovanni La Punta, “la Banda del rame” ha colpito anche all’interno del cimitero di Aci Bonaccorsi. Questa notte, dopo aver forzato i lucchetti del cancello, sono entrati all’interno dell’area cimiteriale ed hanno rubato oltre 500 vasetti in rame, da diversi loculi.

Dopo il furto di rame dai cavi, da qualche tempo la banda è  infatti passata a quello di altri oggetti realizzati sempre in rame.

A denunciare quanto successo è stato l’assessore ai Servizi Cimiteriali, di Aci Bonaccorsi, Gabriele Di Mauro del movimento “scelta giovane”, il quale assicura:

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Confagricoltura, rabbia in Sicilia ha superato livelli di guardia

Palermo  (Adnkronos) – ”La rabbia nelle campagne ha ormai superato tutti i livelli di guardia”. E’ questa l’amara considerazione a cui e’ giunta la Confagricoltura siciliana a conclusione del Direttivo regionale convocato d’urgenza per fare il punto sulla delicata situazione in cui versa il settore. ”A breve – e’ stato evidenziato – non e’ escluso che anche in Sicilia possa esplodere la protesta incontrollata come quella dei pastori sardi’‘. Le ragioni del diffuso malessere stanno tutte nella mancanza di risposte da parte del potere politico colpevole, secondo l’organizzazione agricola, di “avere girato la testa nei confronti di una crisi che, nel corso degli ultimi due anni, ha continuato a mietere aziende ed occupati”. “Le soluzioni per superare la crisi, individuate gia’ da diverso tempo, dopo un inutile e mortificante scambio di accuse tra i vari responsabili delle politiche agricole sono tornate nel dimenticatoio con la conseguenza che la situazione, anziche’ tornare alla normalita’, si e’ ancor piu’ incancrenita” conclude la Confagricoltura Sicilia.