AD UN ANNO DALL’ALLUVIONE UN PONTE SOLO TRA LE LOTTE


Molti cittadini delle zone alluvionate di Scaletta Zanclea e comuni limitrofi pensavano che, dopo i traumi materiali e psicologici subiti per la calamità naturale del 1 ottobre 2009, sarebbero stati tutelati dalle autorità preposte alla sicurezza e alla salute dei cittadini. Non è stato così! Dalle polveri sottili dei camion che trasportavano inerti probabilmente di demolizioni di manufatti limitrofi i torrenti, agli scarichi sulla spiaggia di materiale non compatibile con l’ambiente (anche amianto), il calvario è continuato.

Pensavamo che l’intervento del capo del Genio Civile, che conferma la presenza di amianto sulla spiaggia di Scaletta Zanclea  nell’intervista rilasciata al settimanale Centonove del 14 maggio 2010, avrebbe spinto le autorità competenti ad un controllo e ad una recinzione immediata( e successivo  deposito nelle apposite discariche) del materiale non compatibile con l’ambiente (documentato anche nelle nostre foto). L’attesa è stata vana. Al momento nessuna risposta da parte delle Istituzioni,mentre si avvicina il periodo delle mareggiate che tutto coprono e insabbiano. Non è bastato questo, che un versante di montagna prospiciente a Torrente Saponarà è venuto giù in seguito ai lavori di allargamento dell’alveo del torrente! Come ha dichiarato polemicamente un cittadino,durante un’assemblea presenziata dal capo del Genio Civile ing. Gaetano Sciacca, responsabile del procedimento, i lavori di allargamento dell’alveo del fiume hanno tagliato il “piede” alla montagna.Per fortuna la frana si è verificata in un giorno non lavorativo,quindi sotto il pendio non c’erano gli operai:ciò ha evitato una nuova disgrazia. MA NIENTE PAURA ALTRI SOLDI ARRIVERANNO secondo la dichiarazione di qualche rappresentante istituzionale. PER FARE COSA SI CHIEDONO I CITTADINI DI SCALETTA? Così come ci si chiede se le amministrazioni locali hanno provveduto a ripulire i torrenti e i tombini delle zone alluvionate. Di recente abbiamo appreso, che sulla strada nazionale vicino al Torrente Saponarà, verrà demolito un edificio la cui copertura è in amianto, materiale altamente tossico,le cui polveri sottili provocano vari tipi di tumore. I cittadini continuano ad imparare sulla propria pelle che bisogna muoversi dal basso senza delegare nessuno. Cosi si è sviluppato un movimento spontaneo che ha portato un gruppo di cittadini sostenuti dal locale Comitato No Frane e dal Comitato “Ambiente e Salute” di Alì Terme, a presentare una lettera-esposto al sindaco di Scaletta Zanclea e per conoscenza a tutti gli organi competenti e alla Procura della Repubblica, in cui si chiede che la raccolta dell’amianto venga fatta seguendo le rigorose disposizioni dettate dalla legge a tutela della salute pubblica-AMIANTO+ CONTRIBUTI per gli affitti degli sfollati:alcune delle case non abitabili  di questi cittadini non risultano nemmeno classificate con una colorazione, pertanto non hanno diritto ai soldi per l’affitto, secondo lor signori…..

I soldi del ponte per la messa in sicurezza del territorio!! Da soli non si vince.

I comitati ,indipendenti dal potere, che lottano per la salute e la sicurezza delle popolazioni colpite dall’alluvione, collegano le loro lotte a quelle del movimento No Ponte, che ha indetto per il 2 ottobre (anniversario di un anno dall’alluvione di Messina:37 morti + i dispersi,in attesa?! di giustizia) una grande manifestazione nazionale, alla quale danno la loro adesione insieme al Partito Comunista dei Lavoratori. Saranno presenti con parole d’ordine unificanti tutti i settori sociali oppressi dal Profitto:

– Si alla stabilizzazione del posto di lavoro per i marittimi e tutti i settori sociali precarizzati o in corso di licenziamento: dall’ATO 3, all’Atm, al McDonald, ai lavoratori dei servizi, scuola, sanità ecc.,alla Rodriguez.

LA TRAGEDIA DELL’ALISCAFO”SEGESTA Jet”, che ha causato morti e feriti, non può essere rimossa da un’ambigua sentenza della Procura. Lottiamo per il potenziamento della navigazione pubblica, dei trasporti marittimi e della loro sicurezza nell’area dello Stretto di Messina.

-PER GRANDI FINANZIAMENTI FINALIZZATI ALLA PREVENZIONE DEL RISCHIO SISMICO NELL’AREA DELLO STRETTO, E PER LA RICOSTRUZIONE DELLE ZONE ALLUVIONATE il primo ottobre (Scaletta, Messina sud), di San Fratello, di tutte le zone dissestate della provincia e DELL’ ABRUZZO CON LE RISORSE DESTINATE PER IL PONTE-

-No a sbancamenti inutili per fare arricchire le solite “ditte” di movimento terra nelle zone alluvionate -UNITA’ D’AZIONE NELLE LOTTE (dalla Val di Susa a Messina) tra i movimenti che combattono la distruzione dei beni comuni, (acque, aria, ecc) e il movimento dei lavoratori, che propone un nuovo  progetto di civiltà: fondato sulla soddisfazione dei veri bisogni sociali e non sulla logica del profitto.

Tiziana Simonetti, per il comitato No Frane della riviera jonica messinese

Giacomo Di Leo, per il coord. provinciale del Partito Comunista dei Lavoratori

Nunziata Cintorrino, per il comitato “Ambiente e Salute” di Alì Terme

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