LA SA PIÙ LUNGA WIRED?


di ucuntu 84
http://www.ucuntu.org

Noi siamo quelli dei volantini, e dei giornali di quartiere per chi
non ha internet. Proprio per questo sappiamo meglio di altri a che
serve, e a che può servire, l’internet.
“Internet è morto”, dicono in questi giorni in America e l’idea, coi
suoi tempi, comincia a venire fuori anche in Italia.
Chi è Internet? E’ quel tizio strano – libero, senza padroni e, come
le vecchie fontanelle pubbliche, aperto a tutti – che ha tolto il
monopolio dei geroglifici ai vecchi scribi e faraoni e ha inventato di
nuovo il vecchio democratico alfabeto.
E perché è morto? Perché ora, con tutti gli apparecchietti nuovi
dell’ultimo anno (iPhone, Android e compagnia bella) la gente le cose
che prima trovava solo sull’internet le trova, ma più svelte e
tascabili, su questi supertelefonini. Però se le deve pagare, poiché
questi cosi viaggiano a colpi di proprietà, con dei programmini
speciali (le “apps”) senza cui non funziona quasi niente.
Così finalmente è morto il signor Gratis – ragionano i padroni – ed è
finita la storia che chi vuole va e naviga di testa sua, su chissà che
siti e con chissà che idee.
Purtroppo per i padroni, le cose non stanno proprio così. Intanto non
è vero che il “vecchio” web è stato scavalcato da questo nuovo
sistema. La rivista che lo sostiene, Wired, su questo punto “bara “,
nel senso che paragona arbitrariamente i contenuti dei due sistemi. Su
uno viaggiano prevalentemente notizie e opinioni,  sull’altro video e
intrattenimenti, che “pesano” (come bytes) molto  di più: come dire
che siccome i libri viaggiano in furgoncino e i mattoni in grossi
camion, la gente legge meno libri e più mattoni.
In secondo luogo – che è quello che ci interessa – il successo di ogni
nuova tecnologia di solito è determinato non tanto dalla tecnologia in
sé, quanto dall’uso che ne fa la gente.
L’alfabeto ha fregato i geroglifici perché con esso potevi scrivere
delle bellissime (e utili, se avevi una ragazza da corteggiare) poesie
d’amore.
Gutemberg ce l’ha fatta perché poteva diffondere non solo cento bibbie
(protestanti) in più in più del papa, ma anche e soprattutto un
milione di volantini (che prima di lui non esistevano).
La vecchia Cinquecento, dal secondo modello in poi, aveva i sedili
reclinabili (e vi debbo spiegare che vuol dire questo?); l’sms
originariamente era usato dai tecnici Telecom per scambiarsi i dati.
Quanto all’iPad… beh, amici miei, c’è già chi legge il povero Ucuntu
anche su questo coso.
Perciò stiamo in campana: a nuove tecnologie, contenuti migliori.
Negli ultimi trent’anni abbiamo fatto incazzare i padroni con scritte
sui muri, ciclostili, megafoni, radio, rotative, tv, fax, web, video,
mail, blog, youtube e pdf… non sarà qualche pidocchiosa
multinazionale a metterci i bastoni fra le ruote proprio ora.
‘Sta storia dei libri elettronici (e giornali!) anzi sembra fatta
apposta per chi non ha tanti soldi per carta e per tipografi, ma è
ricco di idee. E’ un mondo nostro.

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