L’Alto Ionio Messinese per l’aeroporto di Barcellona-Milazzo


di Lorenzo Grasso

Da alcuni giorni è stata formalizzata la costituzione di un Comitato  di cittadini, essenzialmente residenti nella riviera ionica messinese, denominato “L’Alto Ionio Messinese per l’aeroporto di Barcellona-Milazzo” .

Riguardo alle cariche assegnate si segnala che Lorenzo Grasso è stato eletto presidente e portavoce, mentre, Liliana Boncoddo ha assunto la carica di segretario.

Il Comitato, senza scopo di lucro, è stato costituito per promuovere iniziative di varia natura così da testimoniare il vivissimo interesse che il vasto comprensorio compreso fra Scaletta Z.  e      S. Teresa Riva intende riservare al progetto di realizzare un aeroporto nella provincia di Messina .

In siffatto modo si intende evidenziare che anche nella nostra gente sia radicato un convincimento largamente  diffuso in tutte le popolazioni del messinese e che si sintetizza nella necessità di attivare azioni straordinarie, in generale, per conseguire un significativo potenziamento  delle infrastrutture di trasporto al servizio di “tutto il territorio provinciale” ed in particolare per migliorarne le condizioni di accessibilità per via aerea  .

E’ opinione del Comitato che il nostro territorio non può ovviamente accogliere con positivo giudizio il patrocinio di iniziative quali il collegamento diretto fra l’aeroporto di Reggio Calabria ed il porto di Giardini poiché siffatta evenienza costituirebbe altro motivo di esclusione e di marginalizzazione delle nostre terre .

Non è di secondaria importanza evidenziare che la formazione di questo Comitato si inserisce nel solco tracciato da altri Comitati già attivi nella provincia di Messina tutti aventi la stessa  finalità

A questo proposito, il nostro giudizio da semplici cittadini è univocamente a favore della localizzazione nella piana di Milazzo, non tanto  per la minore distanza fra l’Alto Ionio ed  altri  siti proposti (vedi Torrenova),  piuttosto perché la piana di Milazzo è quasi al  centro dello sviluppo costiero  provinciale  .

In prima battuta il Comitato  intende rivolgersi alle locali Istituzioni ed a tutti gli Enti interessati perché vogliano attivarsi per rendere al più presto concrete le indicazioni del Piano Regionale Trasporti (febbraio 2003) che prevede la realizzazione di un “aeroporto nell’area costiera del messinese collegato con l’autostrada Me-Pa” ed ancora  di una “aviosuperficie nell’isola di Lipari” .

Se è vero che esistono tali precise indicazioni regionali  è parimenti degno di attenzione il fatto che nel sentire delle popolazioni messinesi cresce la coscienza e l’amara consapevolezza che esse giorno dopo giorno subiscono quasi impotenti evidenti, clamorosi ed insopportabili disagi che fortemente incidono su diversi profili del diritto alla libera circolazione .

Tale diritto è garantito su tutto il territorio nazionale dalla Costituzione Italiana (art. 16) e su tutto il territorio comunitario dal trattato della UE (II-105).

A questo proposito, è bene evidenziare che il diritto alla libera circolazione è libertà che nasce “conformata e limitata al suo interno” perché pur avendo la sua sede nel diritto generale di libertà personale, deve confrontarsi con la disponibilità e l’adeguatezza dei mezzi per circolare, i quali contribuiscono a loro volta a renderlo effettivo (ed è in questo senso che il diritto alla circolazione si può configurare anche come diritto alla vie di comunicazione .

Peraltro  il diritto alla circolazione va declinato e coniugato con altri diritti parimenti garantiti e riferiti alla salute, al lavoro, allo studio, ai rapporti interpersonali e familiari, all’associazonismo etc.

E’ di tutta evidenza che l’evidente squilibrio in termini di dotazione infrastrutturale fra l’Italia centro-settentrionale ed il meridione comprese le isole genera un deficit di capacità competitiva dei diversi territori a tutto danno della Sicilia .

Tale ragionamento trova ulteriore rafforzamento a proposito del vasto comprensorio formato dalle vallate del Nisi, del Pagliara , del Savoca  e dell’Agrò .

Si tratta di un territorio condizionato nelle sue oggettive potenzialità di sviluppo da una crescente marginalizzazione socio-economica dovuta in massima parte alla polarizzazione operata, a Nord,  da Messina ed a Sud dal comprensorio Giardini –Taormina .

Il nostro territorio non riesce a svolgere una proficua funzione di cerniera e di raccordo fra tali aeree, piuttosto è zona di asettica transizione e di sterile attraversamento, incapace o meglio resa incapace ed impossibilitata ad intercettare i flussi di persone e di beni materiali e quindi tutte le “occasioni” o meglio le “opportunità”  di progresso socio-economico che possono derivare da azioni di scambio e di intercettazione di tali flussi .

E’ di tutta evidenza che il territorio e soprattutto gli abitati del nostro entroterra sono candidati ad un lento, progressivo ed inarrestabile declino demografico .

Tale evenienza non è di trascurabile rilievo giacchè è pensiero generalmente condiviso che l’emarginazione dei piccoli comuni, soprattutto se montani, produce enormi esternalità negative a carico della collettività  quali: il dissesto idrogeologico connesso alla mancata cura del territorio per effetto dello spopolamento, la congestione nei grandi centri urbani e i connessi problemi di degrado ambientale, la perdita di identità culturale delle comunità locali, la perdita del valore patrimoniale locale, la crescita speculativa dei valori immobiliari nei grandi centri  .

Nel complesso, quindi, i costi connessi all’emarginazione dei piccoli comuni appaiono di rilevante consistenza.

Ne consegue che proporre misure in grado di rivitalizzare i piccoli comuni costituisce non solo una scelta di politica economica, ma anche un’opportunità in termini di uso razionale delle risorse per il fine ultimo della crescita del reddito e dell’occupazione, anche in un contesto di intervento pubblico orientato al mercato .

In uno scenario territoriale come il nostro,  un piccolo scrigno ricco di straordinarie connotazioni etno-antropologiche, storico-monumentali ed ambientali un ruolo importante e decisivo per il rilancio socio-economico lo può svolgere soprattutto  il del turismo.

Sono tante le occasioni di valorizzazione economica che il turismo può offrire ai territori visitati.

La ragione è semplice: chi si sposta spende e consuma sia per necessità sia per piacere.

Un caso per tutti è il riferimento al valore economico associabile alla disponibilità nella filiera di offerta di prodotti eno-gastronomici tipici che rende caratteristico un dato territorio; essa genera vantaggi per l’economia locale ma anche per il viaggiatore alla ricerca di nuove esperienze o di elementi di notorietà di un territorio  .

L’enogastronomia è una componente che sempre più ha assunto rilevanza nell’evoluzione dei consumi turistici, non tanto e non solo come proposta di itinerari, quanto piuttosto, come caratterizzazione delle modalità di soggiorno dei vari turismi.

In altre parole, la visita a una località di interesse turistico con un atteggiamento attivo del turista, implica anche la degustazione dei sapori del luogo; si tratta di un fatto che non deve essere considerato, come accadeva fino a pochi anni fa, integrativo del soggiorno, ma che ne rappresenta sempre più una condizione oltre che necessaria anche di primario valore .

Non è indifferente il richiamo alle nuove opportunità che possono scaturire dalla nuova organizzazione del settore turistico che si sta delineando con la creazione dei cosiddetti distretti turistici e soprattutto di quelli cosiddetti tematici attraverso i quali si possono sviluppare nuove cointeressenze fra territori .

Se quindi riteniamo vantaggioso assegnare al turismo un ruolo decisivo  per il rilancio del nostro territorio è giusto considerare i cosiddetti elementi attrattori e fra questi certamente assume un ruolo determinante la disponibilità di un’efficiente dotazione di infrastrutture di trasporto e soprattutto di impianti aeroportuali .

L’evoluzione del settore aereo degli ultimi decenni ha modificato radicalmente le modalità di trasporto e la concezione stessa del viaggio, riducendo le distanze e favorendo gli spostamenti.

Il proliferare delle compagnie aeree, il boom del mercato low cost, l’ampliamento dell’offerta permette, oggi, a un numero crescente di persone di viaggiare, aprendo opportunità del tutto nuove per il turismo.

Dal punto di vista della infrastrutture, la disponibilità, l’efficienza e l’accessibilità degli scali aerei rappresentano fattori fondamentali per lo sviluppo socioeconomico, dunque non meramente turistico,  di un territorio.

In conclusione, è proprio in virtù di quanto precede che non si può negare l’urgente esigenza di migliorare le condizioni di accessibilità per via aerea e nel contempo di aumentare la massa critica dei viaggiatori attirando nuovi flussi soprattutto nei segmenti del turismo “short break” (viaggi brevi  e  ripetuti nell’anno),  dei voli charter e del turismo basato sull’utilizzo delle compagnie   low-cost  .

Non è indifferente notare che a Sud del nostro comprensorio, ovvero a Catania, è operativo il sesto aeroporto italiano che movimentando oltre 6.000.000 di passeggeri l’anno, è prossimo alla saturazione in rapporto agli attuali impianti  .

Inoltre l’importanza dello scalo catanese non consente un facile inserimento negli orari dei voli non di linea (charter) e dei collegamenti punto-punto con gli aeroporti secondari attivati dalle compagnie low-cost.

La speranza che sostanzia il presente impegno è che realizzazione di uno scalo nella Piana di Milazzo, peraltro più vicino al nostro territorio rispetto allo scalo catanese, crei le condizioni perché il  nostro comprensorio diventi luogo di transito, che con  mirate politiche di marketing territoriale riesce utilmente ad intercettare gli attuali flussi ma soprattutto i nuovi flussi dei segmenti di utenza in atto poco presenti nello scalo catanese.

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