Già nel 2004…


Documento approvato dall’Assemblea dei Docenti dell’Università di Messina aperta ai precari e agli studenti tenutasi il 19 ottobre 2004

convocata da ANDU, AURI, CISL-Università, CNU, FIRU, SNALS-Università, SNUR-CGIL, UILPA-UR

L’Assemblea  dei docenti dell’Università di Messina esprime il più totale dissenso rispetto ai contenuti del disegno di legge delega sullo stato giuridico della docenza universitaria approvato dalla VII Commissione Cultura della Camera lo scorso 31 luglio. Tale disegno di legge, che mantiene lo strumento della delega e lascia intatti tutti i punti che hanno determinato un ferma presa di posizione in senso critico da parte di tutto il mondo accademico, recentemente sottolineata anche

dalle mozioni della CRUI e da quasi tutti i Senati Accademici, si inquadra in una generale destrutturazione del sistema pubblico dell’istruzione e della ricerca al quale si negano i finanziamenti per la stessa sopravvivenza .

In particolare, l’Assemblea:

–        Denuncia il disegno politico che ispira il DDL , tendente a ridisegnare l’Istruzione superiore nel suo complesso, nell’attribuire un ruolo preponderante alle Università private a scapito di quelle statali

–        è contraria alla messa a esaurimento del ruolo dei ricercatori e all’introduzione della figura  di “professore aggiunto” per il quale si prevede un’attività ancor più subalterna nei confronti delle altre due fasce. Tutto ciò invece di trasformare l’attuale ruolo dei ricercatori in terza fascia dei professori, un atto dovuto per riconoscere pienamente quanto di fatto svolto (e già riconosciuto in larga misura da leggi emanate successivamente al DPR 382/80) dai ricercatori, senza i quali l’attuazione del nuovo ordinamento didattico sarebbe stata impossibile;

–        respinge con forza il progetto di una drastica riduzione del numero dei docenti in ruolo e la previsione di un lungo precariato che nei fatti allontanerà sempre più i giovani dall’intraprendere una carriera universitaria che si prospetta ancor più vessatoria in un sistema che raramente premia l’efficienza e il merito;

–        giudica inaccettabile l’abolizione della distinzione tra tempo pieno e tempo definito, che penalizza inutilmente i bilanci degli atenei e mortifica l’impegno di quanti hanno dedicato e dedicano la massima parte del loro tempo al servizio dell’istituzione universitaria;

–        ritiene non più procrastinabile lo sblocco delle assunzioni e l’avvio di un reclutamento straordinario in ruolo per far fronte con tempestività al grande numero di pensionamenti previsto per i prossimi anni e anche per consentire l’inserimento degli attuali precari;

–        ritiene indispensabile una riforma dei concorsi che distingua nettamente, come richiede anche la CRUI, il reclutamento dall’avanzamento di carriera che deve avvenire per giudizi di idoneità nazionale a numero aperto;

–        denuncia la manovra in atto che tende a cancellare definitivamente ogni rappresentanza nazionale democratica del mondo universitario, che si sta consumando con la controriforma governativa del CUN tendente ad assegnare esclusivamente alla CRUI tale ruolo.

Di conseguenza, in segno di forte opposizione nei confronti della linea adottata dal Governo e non essendosi altresì manifestata da parte del Ministro la disponibilità a ritirare il DDL e a rivedere profondamente i contenuti della Riforma

L’Assemblea, aderendo alle indicazione delle Organizzazioni nazionali della docenza, invita tutti i docenti, i precari e gli studenti a partecipare dall’8 al 13 novembre alla settimana di agitazione nazionale da dedicare esclusivamente allo svolgimento di Assemblee per discutere le iniziative legislative del Governo e le più adeguate forme di mobilitazione.

In questa direzione, l’Assemblea invita tutti gli Organi accademici (SA, CdA, Consigli di Facoltà, di Corso di Studio e di Dipartimento) a prendere posizione sui provvedimenti governativi e a sospendere l’attività didattica per tutta le settimana di agitazione nazionale.

Proclama, inoltre, un giorno di sospensione delle attività con occupazione simbolica del rettorato in occasione della prossima seduta del SA dell’Ateneo, in calendario per il 29 ottobre prossimo.

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