Lite in sala parto a Messina, due ischemie per il bimbo


Policlinico Messina ©NuovoSoldo
Policlinico di Messina ©NuovoSoldo

MESSINA – Notizie positive e negative si alternano e il velo di tristezza non scompare dai volti di Matteo Molonia, 37 anni, e Laura Salpietro, 30 anni, che hanno visto trasformare la gioia del parto e del primo figlio in una tragedia quando a fine agosto in sala parto i due ginecologi hanno cominciato a litigare: la donna ha subito l’asportazione dell’utero e il bimbo dei blocchi cardiaci. Oggi la madre è stata dimessa e ora potrà stare accanto al figlio ma la risonanza magnetica sul bambino ha confermato due ischemie cerebrali. Il neonato dovrebbe essere dimesso comunque entro dieci giorni come dice con tono ottimista il prof. Ignazio Barberi, primario della clinica di Terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina.

“L’ischemia è una cosa grave – dice il padre – e i medici mi hanno spiegato che può avere conseguenze per il suo futuro. Mia mogliesta meglio, ma ora dopo la notizia è ricaduta nello sconforto totale. Siamo disperati, spero solo che ora qualcuno paghi per tutto questo”. Laura Salpietro occupa una stanza nel reparto di Terapia intensiva neonatale dello stesso ospedale in cui è ricoverato il neonato e dove potrà trascorrere anche la notte per stare vicino al bebè. La donna ha potuto prendere in braccio il figlio e a breve dovrebbe anche iniziare ad allattarlo senza tiralatte. Ma il momentaneo blocco circolatorio al cervello quali danni può aver provocato al bimbo?

“Non possiamo dire se il bambino avrà conseguenze in futuro – dice Barberi – È vero che la risonanza ha evidenziato dei problemi, ma non è certa l’evoluzione che questi potranno avere. La risonanza magnetica non è altro che un’istantanea che fotografa la funzionalità cerebrale in quel preciso momento. Non è quindi un accertamento dinamico che può far capire l’evoluzione dell’ischemia e per questo andrà ripetuto più volte a distanza di mesi. Anche in quest’ottica non ha assolutamente rilevanza parlare di uno o due ischemie”. “Aggiungo che il bambino sta meglio e risponde agli stimoli – prosegue – Il bimbo ha avuto probabilmente carenze di ossigenazione per alcuni secondi, ma questo non vuol dire assolutamente che abbiano provocato danni permanenti sulle funzionalità cerebrali. Bisogna aspettare con fiducia il decorso e l’evoluzione”.

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