VI CHIEDEVATE, DAVANTI ALLE STRADE ABBANDONATE, DOVE FOSSERO GLI OPERAI DELL’ANAS? ECCOLI! IMPEGNATI A CURARE LE AIUOLE DELL’INCUBATORE DEL PONTE

Al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Messina

La Confederazione Unitaria di Base (CUB), in persona del legale rappresentante pro-tempore sig. Filippo Sutera, con sede in Messina viale San Martino n. 261, espone quanto segue:In data 14.07.2010 era stata programmata la firma di un protocollo d’intesa tra Anas, Stretto di Messina e le Università di Messina e Reggio Calabria nell’ambito della realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, e ciò alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Senatore Altero Matteoli. Proprio in tale occasione, la scrivente O.S., da sempre vigile sulla gestione della cosa pubblica, aveva modo di verificare (come documentabile da foto scattate in loco) che il giorno antecedente alla visita del Sig. Ministro intorno alle ore 15:00 presso l’incubatore dell’Università di Messina, operai e mezzi dell’Anas erano intenti alla scerbatura ed abbellimento delle aiuole attorno al plesso universitario di Sperone.

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SESSO: ‘PASSAPORTO’ PER UN’ESTATE HOT, MA SICURA

Travelsex

Pronti per una vacanza senza rischi? Verificate di avere in tasca il Passaporto dell’Amore e la guida Travelsex, messi a punto dai ginecologi per accompagnare i ragazzi nell’estate 2010. Sono gia’ migliaia quelli che hanno giocato con la Societa’ Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) e si sono aggiudicati i due strumenti informativi sulla sessualita’ consapevole. Leggi il seguito di questo post »

Frane e cinque scosse sismiche sullo Stromboli

STROMBOLI (MESSINA) – Cinque scosse sismiche associabili a eventi franosi di piccola entità sono state registrate, nelle ultime 24 ore, sullo Stromboli, nell’area della Sciara del fuoco, dai tecnici della sezione dell’Istituto di geofisica e vulcanologia di Napoli (Osservatorio vesuviano) che proseguono a monitorare il vulcano. L’ampiezza del tremore e generalmente su valori bassi.

Roghi in Sicilia, bilancio pesante

Picco di incendi i in tutta la Sicilia con sei interventi di mezzi aerei. Il fronte che preoccupa maggiormente è quello di Cefalù (Palermo). Le fiamme interessano Poggio Santa Maria, zona dove sorgono diverse abitazioni e villette sparse che comunque al momento non sarebbero immediatamente minacciate. Per questo fronte è scattato il dispositivo «interfaccia» con le quadre di spegnimento affiancate da Protezione civile e forze dell’ordine pronte a intervenire per eventuali evacuazioni. Sull’incendio oltre alle squadre di Corpo forestale e vigili del fuoco, stanno operando due canadair, un elicottero pesante S64 ed un elicottero Sierra del Corpo forestale. Sempre in provincia di Palermo fiamme ad Altofonte con intervento di un elicottero. Nell’agrigentino, a Racalmuto, stanno operando i Sierra, un S64, un canadair e due ultraleggeri Fire boss, che effettuano i lanci in località Castelluccio su una zona dove al momento non sono minacciate abitazioni o aziende. Si cerca di impedire che il fronte si estenda a una vasta zona di bosco demaniale, in parte già raggiunto dalle fiamme. Nel versante ennese le fiamme hanno raggiunto il bosco di Sperlinga e stanno inghiottendo ettari di macchia mediterranea, roverella e pini. Altro fronte nell’agrigentino è segnalato a Licata  A Floridia (Siracusa) incendio di una vasta area di macchia mediterranea bassa e sterpaglie. A San Cataldo (Caltanissetta) stanno effettuando lanci un canadair ed un elicottero Sierra. In tutte le località dove sono all’opera i mezzi aerei sono state disattivate le linee di energia elettrica. Inoltre sono decine gli incendi in tutta la regione sui quali intervengono solo le squadre di terra. Preoccupazione a Gagliano Castelferrato dove ieri per il secondo giorno consecutivo il fronte ha circondato il centro abitato con focolai appiccati da vari punti.

Fabiola. “Io, transgender”

Fabiola Rinaldi

di Tonino Cafeo ( da Centonove, 16 luglio 2010)

MESSINA.«Sono una persona normale, al di là dei luoghi comuni. La cosa che desideravo di più era una vita serena, un lavoro, degli amici. Mi sta succedendo adesso, nella mia città, dove ho incontrato delle persone capaci di accettarmi per ciò che sono e di volermi bene». Quella di Fabiola Rinaldi è una storia diversa, in tutti i sensi. Diversa, perché è una transgender. Diversa, perché la città di cui parla è Messina, la porta della Sicilia dove la comunità Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender) esiste ma non conosce gli exploit di Palermo e Catania. Diversa, infine, perché, oggi, Fabiola è responsabile regionale dell’Arcigay per le  transessuali/transgender. Il punto di arrivo di un impegno iniziato qualche tempo fa: «Sono arrivata all’Arcigay da due anni tramite una cara amica. Prima di quest’incontro decisivo non avevo mai pensato ad un impegno sociale diretto. Grande è stata perciò la mia sorpresa quando sono stata proposta per il coordinamento regionale. Il periodo della cura, lo scorso anno, mi ha visto lontana con più forza di prima , ho ripreso il mio posto nell’associazione e nella vita».

Dopo la colorata manifestazione il Pride dello scorso 19 giugno a Palermo, sabato 10 luglio è stata la volta di Catania…

è  stato un appuntamento fortemente voluto dal comitato regionale arcigay ma soprattutto dai ragazzi che vi partecipano e lo animano. C’è da dire che , spesso, si commette l’errore di considerare queste manifestazioni come un carnevale. Vorrei sottolineare invece il senso della nostra presenza all’interno della comunità cittadina. Il Pride trasmette certamente allegria: noi allestiamo carri, mettiamo musica, però non è solo una festa ma una manifestazione che rivendica la dignità di una condizione umana. La gente che incontriamo, -è successo anche l’anno scorso a Catania- non è sempre diffidente, anzi… però ci chiede il perché di quest’evento.” Ma perché non farlo”, è sempre stata la mia risposta. Sono convinta che la lotta per i diritti della comunità lgbt sia più efficace se associata a parole d’ordine chiare e semplici, pronunciate nell’atmosfera serena e gioiosa di un evento come il Pride.

Ci può parlare degli obiettivi politici della manifestazione?

Innanzitutto quello di rompere l’assedio dell’omofobia e della transofobia montanti, e dire no al ricatto del silenzio : “ se vuoi essere accettato, nasconditi”

Per noi trans, in particolare, soprattutto alla luce dei fatti di cronaca (vedi il caso Marrazzo e , più recentemente, la vicenda del consigliere della provincia di Roma Zaccai) l’obiettivo principale è quello di far capire alle persone che non siamo prostitute. Una transessuale/trans gender è una persona come tutte le altre, che aspira a una vita normale. La condizione transessuale, anzi, implica un sovrappiù di sofferenza non solo per i problemi di integrazione , ma anche per la pesante terapia ormonale a cui bisogna sottoporsi.

In genere l’opinione pubblica non ha le idee chiare su questa questione: tende a confondere transessuali e trans gender e associa tutto ciò alla prostituzione…

La cosa che più colpisce è che ciascuno , trovandosi dinnanzi a un corpo femminile , almeno nelle apparenze, continua a catalogare il soggetto in questione come maschile. Niente di più sbagliato!

La transgender si sottopone alla cura ormonale ma il cui percorso si ferma davanti alla sala operatoria. Non restando , però, come si suol dire “ne carne ne pesce” perché soggettivamente si sente integralmente donna. Perciò è giusto trovare la parola giusta per ogni condizione.

La transessuale invece alla fine di un percorso di cinque anni affronta gli interventi chirurgici che la trasformano in donna definitivamente. Bisogna anche aggiungere che l’ultimo passaggio, quello del cambio di identità anagrafica, non sempre è facile e non è automatico. Ci sono tempi lunghi. La nostra sofferenza non finisce.

Lei da tempo è una  dirigente regionale dell’Arcigay. Un osservatorio privilegiato sulla vostra comunità in Sicilia. Di cosa si occupa precisamente e come vede le cose intorno a lei ?

Il mio ruolo è soprattutto quello di sostenere psicologicamente quelle persone che vogliono intraprendere correttamente e senza danni per se stesse il percorso di emersione e di costruzione della propria identità trans ma non sanno da dove cominciare.

Spesso ci si affida al passaparola ovvero al fai da te . Una pratica rischiosa , avendo a che fare con terapie farmacologiche a base di ormoni. Sono da poco tornata dal mio giro per i comitati provinciali di arcigay Sicilia . Ho incontrato tante giovani desiderose di intraprendere questo percorso. Ho ascoltato le loro storie e affrontato i problemi insieme a loro. In primo luogo l’accettazione da parte delle famiglie. Ho notato che per un omosessuale in genere il rapporto con la famiglia è meno problematico che per una trans.

Lei come ha vissuto questo percorso?

La mia esperienza personale non è stata comunque negativa. I miei familiari hanno accolto il mio cambiamento abbastanza bene, mi sono stati vicini nei momenti più duri, quando ho creduto di non farcela. Il cammino verso la transessualità , non mi stancherò mai di dirlo, non è semplice. Il corpo stesso non accetta qualche volta la terapia ormonale necessaria. Quante siamo? Cifre è difficile farne. Nel corso della mia attività nell’Arcigay , dicevo, persone ne ho incontrate tante. Ogni giorno , si può dire, può nascere una nuova transessuale o trans gender.

Ma cosa le raccontano? Sono alla ricerca di un sostegno solo psicologico o affrontano anche questioni come l’inserimento nel mondo del lavoro ?

Il primo approccio è quasi sempre un po’ “frivolo” : si parla di bellezza fisica, di estetica. Tutte si complimentano con me per la riuscita del mio percorso. Però i problemi più seri non restano fuori dalle nostre conversazioni. Il mondo del lavoro è complicato. C’è da vincere la forte diffidenza che ancora suscita l’immagine transessuale. La paura è generalmente quella di essere giudicata. Si affrontano poi le paure e le ansie legate alla salute e alle cure ormonali. L’attesa per il completamento del ciclo e sui suoi esiti è la cosa più comune.

Lei  sottolinea giustamente le difficoltà, ma ci sono storie a lieto fine nel mondo trans?

Ti posso raccontare di una persona che ho conosciuto di recente. Mi diceva spesso “ io non ho fatto confusione”.- E’ questo il termine che ha usato. La sua è una storia in cui c’è un percorso di studi, un lavoro gratificante -è ragioniera in un avviato studio professionale, una relazione affettiva matura. Non tutte le nostre storie , dunque, sono necessariamente di emarginazione o finiscono male.

http://www.centonove.it/4DACTION/w_story/C?24

“IMPONENTI LACUNE INVESTIGATIVE”

Mafia – L’avvocato della famiglia Manca presenta 32 nuove richieste al Gip

TRATTO DA Tuscia Web

Dopo aver ascoltato dalle 12,30 alle 18,30 le parti offese, il pm e i difensori degli indagati, il gip Salvatore Fanti si è riservato la decisione. Assicurando di pronunciarsi sull’archiviazione della vicenda al massimo entro una settimana.

È stata un’udienza interminabile, quella di ieri mattina. Nel tribunale di Viterbo, in un’aula 1 chiusa ai curiosi e alla stampa, si sono presentati i dieci indagati per la morte di Attilio Manca. Quattro di questi sono infermieri di Belcolle, che lavoravano al fianco del medico nel reparto di Urologia dell’ospedale viterbese. Gli altri sei, tra cui Ugo Manca, cugino di Attilio, sono venuti con i loro legali direttamente da Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, dove i Manca hanno sempre vissuto. Leggi il seguito di questo post »

Piantagioni di canapa nel Palermitano: arrestati

Avevano riconvertito i loro fondi agricoli in maxi piantagioni di canapa indiana, ma sono stati scoperti e arrestati dai Cc. In cella, con l’accusa di coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio, sono finiti due anziani di Partinico, Isidoro Badalamenti, di 70 anni, e un suo vicino, Antonino Santoro, di 61. Per lo stesso reato sono state inoltre denunciate a piede libero anche due casalinghe di 59 e 61 anni.
(Ansa, 17 luglio)