Terremoti: due sismi di 5,1 gradi Richter in Grecia, uno nelle Isole del Dodecaneso stamattina e uno nel Mar Egeo alle ore 20,53

di Sostine Cannata

Un sisma di notevole intensità, 5,1 gradi di magnitudo è stato avvertito stamattina alle ore 10:11:02 nel Dodecaneso. L’epicentro a 148 km a sud-ovest da Aydin, 22 km a sud-ovest di Kàlimnos (10.000 abitanti circa), 2 km a nord-ovest di Kéfalos (2.500 ab. circa) e 223 km a sud-ovest di Heraklion. Coordinate del sisma 36.77°N, 26.82°E e ipocentro con profondità fissata a 174 km. Il sisma per la sua breve durata e il suo manifestarsi come in un solo colpo, a Heraklion, luogo dal quale giunge questa testimonianza, non è stato avvertito da tutti, nonostante l’intensità.

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Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie 2010-2011. Sottoscritto il nuovo contratto integrativo

da FLC CGIL

Nella giornata di ieri, 15 luglio 2010, è stato sottoscritto il nuovo contratto sulle utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo ed Ata della scuola per il prossimo anno scolastico 2010-2011. (Documentazione e scheda di approfondimento) Leggi il seguito di questo post »

Graduatorie ad esaurimento docenti. Calendario delle pubblicazioni per il 2010/11 e visualizzazione delle posizioni

di FLC CGIL

Il Miur con le note 6464 del 9 luglio 2010 e 6686 del 13 luglio 2010 ha reso noto il calendario delle operazioni per la pubblicazione delle graduatorie ad esaurimento docenti dopo gli scioglimenti delle riserve e la dichiarazione del titolo di sostegno e le modalità per la visualizzazione delle posizioni.

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MAFIA: PROCESSO “RINASCITA”, OLTRE UN SECOLO A CLAN MESSINESE

Condanne per oltre 100 anni di carcere sono state inflitte dai giudici del tribunale di Patti (Messina) nel processo scaturito dall’operazione antimafia “Rinascita” che blocco’ la ricostituzione del clan Bontempo Scavo di Tortorici in collegamento con la famiglia palermitana Aglieri-Rinella e con i catanesi Santapaola. Leggi il seguito di questo post »

Don Ciotti: “Sul calcio le mani delle mafie”

La mafia controlla il mondo del calcio. Non stiamo parlando della maxi operazione dell’Interpol in Cina, Malesia, Singapore e Thailandia che ha portato all’arresto di oltre 5mila persone, ma dell’importante denuncia di don Luigi Ciotti, presidente di Libera. “Mi stupisco di chi si stupisce – ha affermato -. Da sempre le mafie hanno controllato sul territorio le squadre di calcio. E oggi più che mai gestiscono il calcio scommesse, condizionano le partite, usano lo sport per cementare legami della politica, riciclano soldi.

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CILENTO (UDC) SU “LISTA NERA” COMUNE: “NECESSARIA UNA COMMISSIONE D’INCHIESTA”

“Non credo che i dirigenti sindacali della Cgil abbiano detto il falso, ne’ che il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, fosse a conoscenza dei gravi fatti raccontati oggi dalla stampa. Certo e’ che occorre fare chiarezza e il Consiglio comunale dovrebbe al riguardo attivarsi con una apposita indagine; sarebbe dunque opportuno istituire una commissione d’inchiesta”. A ribadirlo, in una nota, e’ il capogruppo al Comune di Messina  dell’Udc, area D’Alia, Bruno Cilento, che già sull’argomento si era espresso nell’ultima seduta del Consiglio comunale. I fatti riguardano due dirigenti della Cgil, Clara Crocè e Lillo Oceano, ed alcuni lavoratori della cooperativa Futura, che pare non siano stati fatti entrare al Comune perché i loro nomi figuravano in un misterioso elenco in dotazione al personale che rilascia i pass di ingresso a Palazzo Zanca.

L’opinione: “il comportamento di Buzzanca? Non si può accettare!”

di Stefania Radici ( esecutivo regionale di SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’)

In questi giorni ho preso parte all’assemblea e alla conferenza stampa  indette dalla CGIL di Messina  a seguito di un episodio – l’ennesimo – di insopportabile abuso di potere da parte dell’amministrazione Buzzanca, che ha fatto pervenire una lista nera di “ospiti indesiderati” agli operatori delegati a rilasciare i badge di ingresso al Comune. A farne le spese i lavoratori della Cooperativa Futura, accompagnati dal Segretario Generale CGIL di Messina e dalla Segretaria della FP CGIL, ai quali è stato impedito di entrare, colpevoli – forse – di essersi già “troppo” doluti nei confronti del sindaco, per il fatto che la Cooperativa che eroga servizi per conto del Comune non li paga da mesi.
Questo episodio non è un fatto isolato, ma l’ultimo di una lunga serie. Il sindaco è aduso a gestire la cosa pubblica come se fosse cosa privata, cosa sua…casa sua. Ricordo che, sempre a sua discrezione, ha consentito ad associazioni amiche – finanche di stampo parafascista – di organizzare iniziative nelle piazze principali della città, mentre l’ha impedito ad associazioni e partiti invisi. Ricordo che una sera di circa un mese fa un gruppo di ragazzi che si erano riuniti a Piazza Duomo per stare insieme e divertirsi in compagnia di un tipo che suonava la chitarra sono stati bruscamente invitati ad andarsene dalle c.d. forze dell’ordine e quelli che hanno esitato, asserendo di non commettere alcun illecito, sono stati malmenati: un poliziotto ha persino brandito la pistola contro di loro. Una storia di violenza e arroganza poliziesca che in una città civile e democratica avrebbe sollevato la stizza o il biasimo delle autorità pubbliche, ma a Messina la colpa è stata addebitata ai giovani, tacciati di essere facinorosi.

Sono molte le vicende che ci parlano di una concezione del potere autoritaria, militaresca e personalistica. Ogni volta, sento un lembo della democrazia venire meno. Quando, in una città in cui non esistono luoghi liberi di incontro e aggregazione per piccoli, giovani e anziani, gli spazi pubblici sono continuamente inibiti, tutte le volte che sono operate restrizioni arbitrarie alle libertà personali o sono limitati gli spazi di agibilità democratica, io ho paura: ho paura perché viene attaccata la dimensione collettiva della cittadinanza, le condizioni per stare insieme, fare comunità e esprimere anche un punto di vista diverso da quello del potere costituito. Avverto riecheggiare una certa aria fascista che mi preoccupa e mi indigna. E non posso accettarlo…

Il diritto di opinione, la libertà di manifestare il proprio pensiero, di dissentire, di organizzarsi collettivamente non sono vezzi o leziosità della democrazia: sono elementi costitutivi di un ordine democratico, le condizioni affinché esista la sfera del pubblico e del collettivo. Se viene meno la dimensione collettiva, gli individui vengono gettati in una condizione di solitudine e assoluta vulnerabilità.

Anche quando si ritroveranno in uno stato di indigenza o disoccupazione, verranno meno le ragioni perché la comunità – attraverso l’istituzione pubblica – si prenda carico di loro, intervenga per temperare la loro sofferenza e le loro difficoltà. Si dirà: “Che ognuno pensi per sé e si procacci i mezzi per vivere. Se non cela fa, affari suoi”.

Poco a poco, senza che nessuno se ne accorga, mentre le difficoltà della vita quotidiana occultano gli attacchi alle libertà democratiche, rischiamo di assuefarci ad un sistema autoritario.

Reagire allora è una necessità, farlo ricercando la connessione delle forze associative e partitiche a cui sta a cuore la democrazia, un dovere. Insieme dobbiamo riprenderci gli spazi pubblici, che sono le casamatte della democrazia, la base e i presidi democratici di una comunità. Insieme dobbiamo avviare un percorso lento e molecolare, che punti a riaffermare nella cultura della società i principi ed i valori a fondamento della nostra Costituzione.

Solo riaffermando le ragioni della Costituzione – una Costituzione pensata e scritta per contrastare il ritorno del fascismo – possiamo attrezzarci contro gli abusi del potere e contrastare i suoi disegni autoritari.

Riprendiamoci le piazze, riprendiamoci gli spazi pubblici, rianimiamoli e ripopoliamoli. Mobilitiamoci contro le disuguaglianze, i privilegi e i favori, contro la violenza e la paura, contro i mali che questa amministrazione sta iniettando nella società. Rivendichiamo i nostri diritti e le nostre libertà democratiche! Facciamolo, qui e ora!